Secondo una ricerca della società di market intelligence, il 42% si definisce consumatore occasionale e quasi il 90% responsabile. Il no-low alcohol europeo vale 1,7 miliardi (+10%), le basse gradazioni segnano +35%, con consumi domestici in crescita e horeca in lieve calo.
Per la società italiana di export management vinicolo, performance a doppia cifra in Canada, Francia, Germania, Singapore, Svizzera. Nonostante tensioni geopolitiche e nuove barriere commerciali, il gruppo guarda a nuove partnership e trend emergenti per il 2026.
Indici principali stabili a dicembre, maggiore attività sugli scambi grazie ai vini di fascia più bassa e forte ritorno degli operatori europei (+48%), con il costo medio per cassa in calo del 12,3%. Segnali di fiducia anche dall’Asia, mentre il 2026 si apre con un cauto ottimismo.
La denominazione chiude l’ultima annata con oltre 27,5 milioni di bottiglie, valori economici positivi e un posizionamento sempre più definito nella fascia mid-premium dei bianchi internazionali. Prosegue il percorso di internazionalizzazione.
Si chiude un anno complesso per i fine wines. Indice Liv-ex 1000 -4,5%, costo medio per cassa -12,6%, volumi in aumento (+8,7%) sui vini più accessibili. La domanda USA scende del 43,6%, ma gli acquisti europei (+48,2%) compensano gran parte del calo. Bordeaux in stabilizzazione.
Sviluppo in controtendenza in uno scenario complesso. Le bollicine superano le 300mila bottiglie, il Rosato torna ai livelli 2023 mentre il Rosso risente degli effetti delle vendemmie precedenti. Nel 2026 obiettivo 6 milioni di bottiglie.
Nel 2025 cresce il numero delle bottiglie a denominazione a fronte di un progressivo calo delle giacenze. Funziona il progetto Identità Soave, lanciato due anni fa per rendere la doc più competitiva sulle piazze italiane e internazionali.
Secondo il Wine Monitor di Nomisma, le importazioni oltreoceano calano del 7,5% a valore nei primi dieci mesi del 2025, mentre le quantità rimangono stabili (+0,1%). Le imposte del 15% comprimono i prezzi medi all’import, con effetti visibili sui produttori italiani.
Dopo un 2024 volatile, la classifica annuale di Liv-ex sui brand più influenti del mercato secondario del fine wine evidenzia i primi segnali di consolidamento, con Bordeaux che ritrova disciplina sui prezzi, i Super Tuscan in tenuta e una Champagne sempre più centrale.
Secondo il Global Wine Tourism Report 2025, redatto su 1.310 cantine in 47 paesi, il 65% delle aziende conduce attività enoturistiche giudicate profittevoli o molto profittevoli. 1.500 i visitatori medi annui per azienda. Il 51% degli operatori prevede nuovi investimenti.
Il Gruppo preserva la marginalità in un contesto di calo strutturale dei consumi. EBITDA a 29 milioni di euro (8,3%), EBIT positivo e riduzione posizione finanziaria netta a 66,5 milioni di euro grazie a strategia focalizzata su valore e investimenti industriali.
Il Consorzio di Tutela stima 98 milioni di bottiglie vendute. In 12 mesi, oltre 100 masterclass, fiere e partnership con Institute of Masters of Wine. Focus su USA, Europa, Giappone e Sudamerica per valorizzare il territorio e le Rive eroiche.
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