
Tra le colline che separano il Nuorese dalla Barbagia si coltiva ancora ad alberello, con piante che in molti casi superano il secolo di vita. Il paesaggio del Mandrolisai è iscritto al Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, un riconoscimento che tiene insieme la vigna e ciò che la circonda, boschi, pascoli, chiese, nuraghi. Non lontano da Sorgono si trova anche il parco archeologico di Biru 'e Concas, uno dei complessi megalitici più importanti del Mediterraneo, con oltre cento menhir disposti sulla collina in allineamenti e circoli risalenti al Neolitico. È un dettaglio che dice molto di questa terra, abitata e lavorata da millenni prima ancora che diventasse terra di vino.
La Doc Mandrolisai - riconosciuta nel 1981 - nasce da un uvaggio di tre vitigni autoctoni che il disciplinare prevede coltivati spesso nello stesso vigneto, senza distinzione di filari: bovale sardo (localmente chiamato muristellu o muristeddu), in percentuale non inferiore al 35 per cento; cannonau dal 20 al 35 per cento; monica dal 20 al 35 per cento, con la possibilità di aggiungere fino al 10 per cento di altre uve a bacca nera idonee alla regione.
Questa promiscuità varietale, con le viti diverse che crescono e si vendemmiano insieme, è forse l'elemento più caratteristico del Mandrolisai e è anche ciò che rende impossibile separare nettamente l'identità di un vitigno da quella degli altri due. Non è dunque la somma di tre varietà, ma un vino che nasce già assemblato in vigna, prima ancora che in cantina. Il bovale sardo, secondo gli studi ampelografici più accreditati, sarebbe arrivato in Sardegna dalla Spagna in epoca aragonese e proprio nei terreni sciolti e soleggiati del Mandrolisai trova la sua espressione più riconoscibile.
Il territorio della denominazione comprende i comuni di Sorgono, Atzara, Ortueri, Tonara, Desulo e Meana Sardo, in provincia di Nuoro e Samugheo, in provincia di Oristano. Sorgono ne è il centro storico e geografico, mentre Atzara (tra i Borghi più belli d'Italia) custodisce cantine scavate nella roccia e costumi tradizionali che a inizio Novecento ispirarono i pittori spagnoli. Samugheo è la capitale sarda della tessitura a mano, con il Museo Murats dedicato all'arte tessile dell'isola, Tonara è conosciuta per il torrone e per i campanacci pastorali, Desulo per i boschi di alta quota e per il costume femminile in orbace rosso ancora indossato da alcune anziane del paese. Molti di questi centri fanno parte del circuito di Autunno in Barbagia, le storiche Cortes Apertas che ogni fine settimana aprono al pubblico case e cantine private.
La storia enologica moderna del Mandrolisai comincia nel 1950, quando i viticoltori della zona decidono di unire le forze e fondano la Cantina Sociale del Mandrolisai a Sorgono, con la prima vendemmia collettiva nel 1952. La cooperativa riunisce inizialmente i soci di Sorgono e Atzara, poi via via quelli di Meana Sardo, Ortueri e Samugheo, fino a ottenere la Doc nel 1981. Oggi la cantina lavora circa 1200 ettari di vigneto, con una resa contenuta sotto i 40 quintali per ettaro, e produce prevalentemente rossi, ma anche bianchi e rosati, alcuni affinati a lungo in botti di rovere. Accanto alla linea tradizionale pensata per la grande distribuzione, negli ultimi anni è nata Kent'Annos, selezione dedicata alla ristorazione e ispirata alla nota longevità degli abitanti di questa parte dell'isola, insieme a nuovi progetti legati alle vigne più vecchie e a quelle allevate in quota.
Diverso e più recente è il Consorzio per la Tutela dei Vini del Mandrolisai Doc, nato ufficialmente il 5 febbraio 2024, dopo un percorso durato oltre due anni. Alla presidenza è stato eletto Massimiliano Mura, alla vicepresidenza Sebastiano Etzo, mentre completano il consiglio di amministrazione Andrea Loi, Paolo Savoldo e Luigi Cau. Al momento della costituzione, circa la metà delle sessanta aziende vitivinicole del territorio aveva già sottoscritto l'atto e nelle settimane successive altre richieste di adesione sono arrivate, segno di un percorso condiviso più che imposto dall'alto. Da allora il numero dei consorziati è cresciuto ulteriormente, a testimonianza della forza positiva che il Consorzio sta rappresentando. Quello che resta, però, è il senso di un'operazione partita dal basso, in un territorio dove - come racconta lo stesso Mura - “i vigneti di proprietà diverse a volte non sono nemmeno separati da una rete”.
La volontà è quella di fare insieme e raccontare quanto il Mandrolisai sia diverso, con la coltivazione ad alberello, l'età delle piante, la coesistenza varietale.

Chi arriva in Mandrolisai per la prima volta porta a casa, insieme al vino, la sensazione di aver trovato la Sardegna più vera, “quella che non ha il mare” - come la definisce con orgoglio il vicepresidente Sebastiano Etzo. È un'ospitalità diversa da quella delle zone costiere, più diretta, fatta di tempo dedicato e di porte aperte, in paesi dove la viticoltura si intreccia con la vita di ogni famiglia. I produttori raccontano spesso un legame che va oltre il lavoro in vigna, fatto di scambi di conoscenze e di manodopera che si tramandano da una generazione all'altra. “Il percorso non è stato facile, perché i produttori sono tutti diversi tra loro, ma l'obiettivo condiviso ha prevalso sui campanilismi”, sottolinea Etzo.
È un carattere che si respira tra i vigneti e nelle cantine e che rende il Mandrolisai un territorio dove il visitatore viene accolto prima come persona che come cliente.
Per rendere visibile anche la parte del territorio fatta di boschi, pascoli e segni storici, il Consorzio ha realizzato una mappa illustrata affidata a Mauro Patta, artista e muralista di Atzara. È un disegno che mette insieme paesaggio, storia e viticoltura e che è pensato per essere osservato e compreso con calma. I produttori lavorano oggi con più consapevolezza tecnica, mantenendo però lo stesso modo di fare le cose che li ha sempre distinti e che continua a definire il carattere di un vino nato dalle vigne più alte della Sardegna e cresciuto all'ombra dei suoi monti più antichi.
Il Mandrolisai è oggi un territorio che ha scelto di raccontarsi con più metodo di quanto abbia fatto in passato, senza però perdere ciò che lo ha sempre distinto: vigneti che portano il peso del tempo, uve che convivono invece di competere e una comunità che continua a lavorare gli uni accanto agli altri.

Un dettaglio che colpisce è la scelta delle cantine di convergere verso la bottiglia borgognotta per tutte le tipologie della denominazione - Rosato, Rosso e Rosso Superiore - quasi a voler dare al Mandrolisai un'immagine coerente prima ancora che il vino arrivi nel bicchiere.
Fradiles, che in sardo significa cugini, nasce proprio da un legame familiare, dal recupero dell’antica azienda di famiglia che narra la propria visione e passione per la cultura viticola.
Domos de Pedra Mandrolisai Doc Rosato 2025
Colore rosa corallo. Naso di fragoline e rosa, frutti rossi e macchia mediterranea. Sapido e fresco, persistente e molto godibile.

Azzara Mandrolisai Doc 2025
Pensato come espressione giovane e di pronta beva del territorio. Rosa rossa, frutti freschi rossi al naso, macchia mediterranea e leggero sentore di pepe. Tannino ben presente, acidità viva sorretta dal tannino stesso, bocca sapida e abbastanza persistente.

Fradiles Mandroliosai Doc 2024
Rubino scarico. Rosa rossa e frutta rossa, prugna e macchia mediterranea Bocca gustosa, tannino fitto e ben gestito, fresco e sapido nel lungo finale.

Antiogu, Mandrolisai Doc Superiore 2023
Rubino pieno con una leggera sfumatura aranciata. Al naso frutti di bosco, prugna, speziatura di vaniglia e cioccolato. Tannino potente, vino caldo e corposo, molto persistente, con un ricordo di arancia rossa legato a un'annata particolarmente calda.

Memorias Crecchiere Mandrolisai Doc 2024
Da una vigna di 97 anni, lavorata per dare un vino da Superiore. Rubino luminoso, bel colore. Intenso e complesso al naso, rosa appassita e frutta rossa, confettura di ciliegie, mora, liquirizia accenni di sottobosco. Sorso fresco e elegante, tannino ben integrato, sapido nella lunghezza. Assaggio convincente e fine.

Una famiglia fatta di persone unite dal desiderio di offrire vini dal cuore della Sardegna, da vitigni autoctoni coltivati nei terreni intorno ad Atzara, nella zona del Mandrolisai.
Frore Bianco Isola dei Nuraghi Igt IGT
Ottenuto dalle uve rosse del Mandrolisai vinificate in bianco. Naso fresco, profumi intensi e ben scanditi di fiori bianchi, con una nota di pietra bagnata. Sapido, fresco, molto piacevole e di facile beva.

Giogu, Cannonau di Sardegna Doc 2021
Rubino luminoso. Sottobosco e note terziarie, macchia mediterranea ed erbe aromatiche, da un vigneto di oltre settant'anni lavorato solo in acciaio.

Domo Mandrolisai Doc 2021
Colore molto luminoso, naso pulito e verticale, fiori secchi, un accenno di sottobosco, rosmarino e una nota terrosa. Tannino vellutato, sapido, passa in legno mantenendo un naso pulito e un tannino ben integrato. Elegante e di grande piacevolezza.

Nel borgo di Atzara nasce questa famiglia valorizza vigne storiche e metodi tradizionali. Per un’espressione del Mandrolisai più autentico.
S'Areu Mandrolisai Doc Rosato 2025
Primo rosato dell'azienda, da un impianto nuovo di due anni, in sole trecento bottiglie. Colore rosa cipria delicato. Fragolina al naso, fiori freschi delicati, acidità e sapidità lunga, assaggio garbato e molto godibile.

S'Areu Mandrolisai Doc 2023
Da un vigneto di settant'anni, Mandrolisai classico di Atzara. Prugna e rosa rossa, nota di freschezza, acidità e tannino ben lavorato.

Cre Sà Mandrolisai Doc 2023
Nasce dall'unione di uve da una vigna di dodici anni e dalla vigna Sa Vandela, di novantotto anni, un incontro nato quasi per caso tra le due masse. Affinato in tonneau nuovo, prima annata 2021. Rosa scura e prugna al naso, frutti rossi, erbe aromatiche e sbuffo balsamico. Acidità persistente, tannino ben dosato, lungo e fine.

S'Areu, Mandrolisai Doc Superiore VV 2021
Da una vigna di centoventi anni. Sentori evolutivi, frutta rossa in confettura, venti mesi di legno. Il vigneto è oggetto di uno studio dell'Università di Sassari per individuare i cloni sopravvissuti alla fillossera. Fino agli anni Sessanta e Settanta questo vino veniva usato come merce di baratto.

L’Agricola Giacu è una piccola azienda a conduzione familiare, nata nel 2016, che coltiva i propri vigneti in prossimità dello storico Santuario di San Mauro e del sito archeologico di Biru ’e Concas.
Giacu Bianco 81 Igt Nuragus 100% 2025
Colore giallo con una base rosata. Naso fresco e abbastanza complesso, fiori gialli e nota agrumata. Acidità importante, finale sapido, molto piacevole e adatto all'abbinamento.

Filare 40 Isola dei Nuraghi Igt Rosato 2025
Dai quaranta filari originali di Nebbiolo, testimonianza degli scambi storici con il Piemonte. Poche ore di macerazione, fermentazione in acciaio dove resta fino a marzo, poi un mese in bottiglia prima dell'uscita in commercio. Colore rosato ambrato brillante. Fragoline, erbe aromatiche, eucalipto, mandorla e nocciola. Salinità e tannino delicatissimo.

Giacu Mandrolisai Doc 2022
Rubino scarico, sentori di frutto rosso fresco, rosa in appassimento, macchia mediterranea, susina e fiori rossi appassiti. Bocca di buona acidità, salina e persistente.

Baioe Mandrolisai Doc Superiore 2021
Rubino luminoso scarico con lievi sfumature aranciate. Fiori secchi, prugna, marmellata scura, chiodo di garofano e una speziatura piccante, alloro e rosmarino. Bocca verticale e diretta, sapida e persistente.
Galanzette Isola dei Nuraghi Igt Bovale Rosso 2024
Bovale in purezza, il cui nome in dialetto indica un uomo elegante ma riservato, quasi burbero. Rubino più pieno, frutti di bosco, mirtilli e amarena, poi speziatura leggermente dolce, pepe nero, sfumatura di tabacco e macchia mediterranea nel finale. Al sorso avvolgente e caldo, tannino fitto, chiusura minerale persistente e convincente.

24 Passi Cannonau di Sardegna Doc 2022
Rubino limpido e scarico, naso floreale fresco, piccoli frutti rossi maturi, speziatura garbata, sfumatura minerale. Sorso diretto, sapido e fresco, acidità a sorreggere il sorso equilibrato e elegante.

Tenute Pitzalis nasce a Sorgono, nel Mandrolisai, dal rilancio nel 2020 della vigna storica di famiglia, dopo decenni nella lavorazione del sughero.
Mandrolishir Mandrolisai Doc 2024
Rubino luminoso con riflessi violacei. Al naso un frutto fresco di mora e ribes, macchia mediterranea e soffio di eucalipto nel finale. Entra in bocca vivace e fresco, tannino fitto ben integrato, caldo e avvolgente. Sorso persistente e chiusura sapida.

Sebastiano Etzo guida l’omonima azienda, agronomo di formazione, giovane vignaiolo indipendente dal carattere sincero e fortemente coraggioso, legato alle tradizioni e orientato alla sostenibilità.
Mandrolisai Doc Rosato FIVI 2025
Rosa pallido brillante, fiori bianchi, fragola e un accenno di lime. Bocca salina, fresca, diretta e piuttosto persistente.

Mandrolisai Doc 2023
Da un'annata estiva difficile, vigna di vent'anni, 50% Bovale. Naso complesso, rubino luminoso, sottobosco e fiori rossi appassiti. Tannino morbido e vellutato, sapido fino al finale. Assaggio molto convincente, fine e elegante.

1950 Vigna Burdaga Mandrolisai Doc 2023
Da una vigna storica del 1950, con una piccola quota di barbera sarda, testimonianza degli scambi agricoli avuti in passato con il Piemonte. Rubino con qualche sfumatura, naso pulito e ben definito, ciliegia e erbe mediterranee, nota balsamica in chiusura. Tannino ben fatto, sapido, con un sorso lungo. Un'etichetta che rappresenta bene lo stile della cantina.

Azienda a conduzione familiare che garantisce la continuità e affianca alla Doc Mandrolisai anche vini in purezza, come Monica e Vermentino.
Balente Mandrolisai Doc 2024
Amarena e ciliegia in abbondanza, frutto ancora vinoso e una nota amaricante. Tannino fitto, sapido, con una speziatura piccante.
Balente Mandrolisai Doc 2019
Molto frutto e tannino integrato, maggiore uso di legno rispetto all'annata più recente, uno stile più tradizionale che la cantina sta progressivamente rivedendo.

L’azienda di Samugheo della famiglia Palmas è Brabajanna (ovvero “porta della Barbagia”) nel cuore del Mandrolisai, propone un ventaglio di etichette che va anche oltre.
Mandrolisai Doc 2023
Rubino luminoso, ciliegia, felce ed erbe aromatiche. Bocca pulita, tannino ben gestito, persistente e sapido.
Colore ambra, note di frutta candita e zafferano, sentori tipici da vinificazione in macerazione. Bocca calda e sapida, assaggio pieno e godibile.
Rosato Isola dei Nuraghi Igt 2023
Da Bovale in purezza, colore dorato ambra, floreale, fresco, di bella sapidità, pieno nel gusto.

Vermentino di Sardegna Doc 2023
Bel colore luminoso, floreale con netti sentori aranciati, bocca salina, di corpo e persistente.

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