Secondo una ricerca IWSR, gli status spirits segnano la seconda flessione di fila: Cognac a -17%, agave unica categoria a crescere (+2%). Tra dazi e tensioni geopolitiche, a far breccia tra i giovani sono prodotti realmente rari, età certificata in etichetta e legame con il luogo d'origine.
Nei sei principali mercati europei la spesa cresce del 2,9%, ma i volumi solo dello 0,5%. Giù birra, vino e spirits, mentre le alternative low e no alcohol avanzano del 7,3%. Il Regno Unito vale da solo 54 miliardi di euro.
Al Roma Bar Show una ventina di distillerie riunite dal Consorzio Nazionale Grappa. Consumi, mixology e mercati esteri al centro di una strategia comune: dal bancone alla riserva, dalle distillerie-destinazione all'export, con il traguardo del riconoscimento ministeriale a fare da leva.
Nel 2025 il settore ha registrato un incremento del 5% nei volumi di vino e spirits. Secondo IWSR, a valore la crescita è stata del 7% per i distillati e del 5% per il comparto enologico. Dietro i numeri emergono però profondi cambiamenti nelle preferenze dei viaggiatori.
Il riconoscimento del Department for Environment, Food and Rural Affairs protegge legalmente le denominazioni “English Whisky” e “English Whiskey”. La categoria, rilanciata nel 2003, conta oggi oltre 70 distillerie e raggiunge più di 32 paesi.
La potente (e brillante) SWA rilancia il contrasto all’applicazione delle accise. La proposta: “Il whisky è il primo export alimentare del Regno Unito, il Tesoro lo tuteli con un congelamento pluriennale delle imposte”.
Dalla Ciociaria profonda, dove il territorio custodisce oltre 1400 specie vegetali, la storica liquoreria-erboristeria produce dal 1918 liquori artigianali che seguono ricette monastiche tramandate per tre generazioni. Il suo Amaro San Marco riconosciuto tra i migliori al mondo.
All'assemblea annuale presentati i dati Nomisma e Format Research: nel 2025 le esportazioni calano del 5% contro le flessioni a doppia cifra dei competitor. Sul mercato interno consumi -10%. Il settore guarda al bioetanolo per distillazione e transizione energetica.
Dalla spinta della cultura pop asiatica ai gusti della Gen Z, un fenomeno emergente ridisegna le abitudini di consumo. Formati pronti da bere e varianti aromatizzate favoriscono l’ingresso di nuovi consumatori. Ma resta aperta la sfida delle modalità di consumo.
La visita reale a Washington accelera un cambio di rotta commerciale. Nuove prospettive per distillati scozzesi e irlandesi sul mercato americano. Il settore brinda dopo mesi di tensioni e calo delle esportazioni.
La 61ma Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia sceglie il brand umbro come unico gin presente nei Giardini e nell’Arsenale, con cocktail dedicati e una connessione diretta tra arte, territorio e lifestyle italiano.
Il regolamento del Consiglio dell'Unione europea elimina l’obbligo di indicare il produttore accanto all’Indicazione Geografica. AssoDistil: “Più chiarezza per i compratori e maggiore competitività per le imprese”.
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