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Champagne, la vendemmia più precoce di sempre guarda ai grandi millesimi. Nonostante l'annata estrema, rese moderate, uve sane e equilibrio.

Champagne, la vendemmia più precoce di sempre guarda già ai grandi millesimi

di redazione | 11 Settembre 2026

Dalle gelate primaverili alle cinque ondate di calore, un'annata estrema ha anticipato la raccolta di quasi due settimane rispetto al 2025. Rese moderate, uve sane e un equilibrio che richiama alcuni riferimenti storici del Novecento.

La vendemmia 2026 in Champagne è entrata nella storia per la sua precocità. Le prime operazioni di raccolta sono iniziate il 6 agosto, mentre dal 17 la raccolta si è estesa all'intera regione, con un anticipo di quasi 14 giorni rispetto al 2025. Un record assoluto, maturato al termine di una campagna segnata da gelate primaverili di intensità straordinaria, una fioritura molto precoce e cinque ondate di calore nel corso dell'estate.
Nonostante condizioni climatiche eccezionali e rese contenute, il primo bilancio del Comité Champagne è particolarmente positivo. I grappoli sono arrivati a maturazione in uno stato sanitario eccellente e i primi riscontri sui mosti indicano freschezza, concentrazione, frutto e finezza, con un equilibrio che resta profondamente champenois. È ancora presto per definire il profilo dei vini, ma la materia prima presenta già, secondo la filiera, le caratteristiche per dare origine a vini di grandissima qualità.

UN'ANNATA ESTREMA, IL VIGNETO HA RETTO

La siccità ha ridotto soprattutto le dimensioni dei grappoli e, di conseguenza, la resa agronomica media, ma il vigneto ha mostrato una notevole capacità di resistenza. Nonostante il caldo intenso, le viti sono rimaste verdi e attive e le uve hanno evitato i fenomeni di scottatura e bruciatura temuti durante l'estate.
"La campagna viticola 2026 resterà come un'annata atipica, che ha profondamente modificato i nostri riferimenti - osserva Maxime Toubart, presidente del Syndicat Général des Vignerons de la Champagne e co-presidente del Comité Champagne - I viticoltori hanno dovuto adattare le loro attività. La loro reattività e capacità di adattamento sono state determinanti per raccogliere la sfida di questa vendemmia fuori dal comune".
L'accelerazione della maturazione ha costretto l'intera filiera a riorganizzarsi quasi in tempo reale, rivedendo calendari, mobilitando le squadre e portando rapidamente a termine la raccolta. Il piano Insieme per la vendemmia in Champagne, realizzato ogni anno con il sostegno degli enti pubblici nazionali e locali, consente di organizzare l'accoglienza di quasi 100 mila persone, con particolare attenzione alla salute e alla sicurezza.

La vendemmia 2026 in Champagne è entrata nella storia per la sua precocità. Le prime operazioni di raccolta sono iniziate il 6 agosto, mentre dal 17 la raccolta si è estesa all'intera regioneNelle giornate più calde gli operatori hanno adattato gli orari di lavoro e rafforzato le misure di prevenzione. Dal 17 agosto, con l'estensione della raccolta all'intera regione, le temperature sono poi tornate più moderate.
"Grazie alla mobilitazione dell'intera filiera, siamo riusciti a portare a termine questa vendemmia eccezionalmente precoce in ottime condizioni, con una qualità straordinaria - sottolinea David Chatillon, presidente dell'Union des Maisons de Champagne e co-presidente del Comité Champagne - La materia prima è molto bella, sana e matura. Disponiamo di tutti gli elementi necessari per elaborare lo Champagne, anzi, dei grandi Champagne".

ORA LA PAROLA PASSA AGLI CHEF DE CAVE

L'attenzione si sposta ora in cantina. Gli chef de cave potranno lavorare su una materia prima di alta qualità e su una tavolozza arricchita dalla disponibilità di tre raccolti consecutivi dai profili molto diversi: il 2024, annata umida caratterizzata dalla freschezza; il 2025, annata calda; e il 2026, molto calda e dalle caratteristiche inedite.
La raccolta manuale dei grappoli interi, insieme alla pressatura delicata e al meticoloso frazionamento dei mosti, ha contribuito a preservare l'integrità delle uve e il loro potenziale di acidità, nonostante l'elevato livello di maturità. All'assaggio, i mosti esprimono freschezza e concentrazione, insieme a una componente fruttata e a una particolare finezza.
È ancora presto per formulare un giudizio definitivo sui vini che nasceranno dalla vendemmia 2026. Ma, secondo il primo bilancio della filiera, gli elementi a disposizione sono già quelli di una raccolta capace di dare origine a grandi, se non grandissimi, vini. Per alcune caratteristiche di equilibrio, la materia prima richiama inoltre alcuni dei grandi millesimi storici del XX secolo, come 1921, 1947 e 1959.

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