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Caviro, bilancio 24-25: 351 milioni ricavi, utile netto 2,3 milioni. EBITDA 29 milioni, EBIT positivo e riduzione posizione finanziaria netta

Caviro, bilancio 2024-2025: 351 milioni di ricavi e utile netto a 2,3 milioni

di redazione | 30 Dicembre 2025

Il Gruppo preserva la marginalità in un contesto di calo strutturale dei consumi. Ebitda a 29 milioni di euro (8,3%), Ebit positivo e riduzione della posizione finanziaria netta a 66,5 milioni di euro grazie a una strategia focalizzata su valore, mix di prodotto e investimenti industriali.

Gruppo Caviro chiude l’esercizio 2024-2025 con ricavi consolidati pari a 351 milioni di euro, confermando il proprio primato nel mercato vitivinicolo italiano e completando un percorso di riequilibrio gestionale in un contesto settoriale complesso. Il bilancio, approvato dall’assemblea dei soci, riflette una razionalizzazione dei volumi nella strategic business unit b2b e un mix di vendita maggiormente orientato alla marginalità. L’Ebitda si attesta a 29 milioni di euro, pari all’8,3% dei ricavi, mentre l’Ebit torna positivo a 5,7 milioni di euro grazie alla normalizzazione degli accantonamenti. Il risultato netto raggiunge i 2,3 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli 1,1 milioni di euro del 2024.

REDDITIVITÀ MANTENUTA E STRUTTURA FINANZIARIA IN RAFFORZAMENTO

Sul fronte finanziario, il Gruppo registra un miglioramento significativo degli indicatori di solidità: la posizione finanziaria netta si riduce da 80,3 a 66,5 milioni di euro, con mezzi propri in aumento a 128 milioni di euro, determinando un rafforzamento dell’autonomia finanziaria per una realtà che opera lungo l’intera filiera vitivinicola coordinando una base di 11.500 viticoltori attraverso un modello industriale integrato orientato a qualità, sostenibilità ed economia circolare. In uno scenario caratterizzato da instabilità geopolitica e da un calo strutturale dei consumi di vino a livello mondiale, il Gruppo ha privilegiato la difesa della redditività rispetto alla crescita dei volumi.
“Lo scenario socio-politico impone una riflessione sulla ridefinizione degli equilibri globali, un cambiamento costante con cui Caviro è chiamata a confrontarsi – sottolinea Carlo Dalmonte, presidente di Gruppo Caviro - A questo si aggiungono le sfide del comparto vitivinicolo: il calo strutturale dei consumi a livello mondiale è un fenomeno complesso, che non può più essere affrontato esclusivamente attraverso la ricerca di nuovi mercati. In un anno così impegnativo, siamo orgogliosi di aver difeso la marginalità del Gruppo. I risultati ottenuti non sono un traguardo, ma rappresentano una base su cui costruire il nuovo esercizio e affrontare i prossimi mesi di lavoro”.

VINO, FINE WINES E MASS MARKET: TRA RIORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE E FOCUS SUL VALORE

Il comparto vino ha trainato i risultati dell’esercizio 2024-2025, compensando il calo dei volumi con una crescita delle marginalità ottenuta attraverso il controllo dei costi e la diversificazione dell’offerta. In coerenza con la strategia industriale, la divisione vino è stata strutturata in due asset distinti.
“Coerentemente con la strategia definita è stata consolidata la divisione vino in due asset – spiega Giampaolo Bassetti, dg di Gruppo Caviro - Da una parte, Cantine Caviro, con tutti i marchi che sono la massima espressione dei soci viticoltori, da nord a sud. Dall'altra Tenute Caviro, nata con lo scopo di valorizzare le realtà radicate nelle aree più vocate d'Italia e sotto il cui cappello rientrano ad oggi i territori del Chianti e della Valpolicella dove il Gruppo vanta aziende di proprietà con le società controllate Leonardo Da Vinci SpA e Gerardo Cesari SpA”.
Nel segmento dei fine wines, Tenute Caviro ha registrato performance positive sia nel canale horeca sia nella gdo, mentre nel mass market il Gruppo ha rafforzato il presidio del segmento daily facendo leva sull’iconicità di Tavernello e su strategie di innovazione di prodotto e comunicazione.

Gruppo Caviro chiude l’esercizio 2024-2025 con ricavi consolidati pari a 351 milioni di euro, confermando il proprio primato nel mercato vitivinicolo italiano
Carlo Dalmonte, presidente Gruppo Caviro

ECONOMIA CIRCOLARE, BIOENERGIA E INVESTIMENTI TECNOLOGICI A SUPPORTO DEGLI OBIETTIVI ESG

Il comparto materia e bioenergia ha consolidato la propria leadership nell’economia circolare grazie a investimenti industriali realizzati nell’ultimo biennio, in particolare nella controllata Caviro Extra.
“Nel 2025 – evidenzia Valentino Tonini, dg di Caviro Extra – sono stati portati a termine una serie di investimenti straordinari, primo tra tutti il nuovo impianto di Faenza per la produzione di acido tartarico naturale: un progetto da 20 milioni di euro che porta in Romagna una produzione d'eccellenza raddoppiando la nostra capacità di trasformare gli scarti in risorse nobili per i mercati globali. A questo si è aggiunto, poche settimane fa, il rinnovo dell'accordo quadro tra Herambiente e Caviro Extra che estende fino al 2035 la joint venture paritetica Enomondo per il recupero di biomasse e la produzione di energia rinnovabile e fertilizzanti naturali”.
Nel corso dell’esercizio 2024-2025 sono proseguiti anche gli investimenti nel settore vino finalizzati all’efficientamento dei processi e alla transizione ecologica.
“Abbiamo finalizzato progetti di alto profilo tecnologico – conclude Giampaolo Bassetti – come l'impianto agrivoltaico avanzato, il più grande d'Italia, andato a pieno regime nel corso del fiscal, che ci consente di coniugare la tutela delle colture con l'autosufficienza energetica. Sono passi concreti verso un modello produttivo sicuro e resiliente, in linea con il nostro storico impegno nell'economia circolare, che dimostrano come l'innovazione possa tradursi in valore ambientale e sociale”.

 

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