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Collalto, panorama di vigneti e castello di San Salvatore

Conte Collalto, tra storia, sostenibilità e vitigni autoctoni

di Eugenia Torelli | 7 Giugno 2024

Degustazione di una serie di etichette rappresentative di una delle più storiche aziende vitivinicole italiane

A Susegana, in provincia di Treviso, nel cuore colline Patrimonio Unesco del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, a metà strada tra Venezia e le Dolomiti, c’è una cantina che si colloca nella hit parade delle aziende vitivinicole italiane più antiche, le cui prime tracce risalgono addirittura al 958 d.C. Stiamo parlando di Conte Collalto, 152 ettari vitati che per Wired valgono l’ottavo posto nella classifica mondiale delle 50 aziende più antiche del mondo ancora in attività.

La cantina nella sua attuale conformazione è stata costruita 120 anni fa dal Conte Ottaviano, agronomo attento alla qualità dei vini e alla cura dei vigneti.

Dal 2007 alla guida dell’azienda c’è la principessa Isabella Collalto de Croÿ, a capo di uno staff che conta una consistente presenza lavorativa femminile a coprire trasversalmente differenti ruoli aziendali, da quelli agricoli a quelli amministrativi.

 

DAL PROTOCOLLO SQNPI ALL’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Certificata iso 9001 dai primi anni del 2000, Collalto ha seguito fin da subito l’iniziativa per la certificazione SQNPI del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, aderendo nel 2019 sia come vigneto che come cantina. Sempre dal 2019, la cantina ha riattivato l’antico maglio idraulico per la produzione di energia idroelettrica, mentre tre colonnine meteo monitorano l’andamento climatico, per permettere di intervenire con metodi di difesa integrata secondo il protocollo SQNPI.

Dal punto di vista energetico inoltre, l’azienda sfrutta il riscaldamento a cippato basato sui residui di potatura e presto saranno a regime i pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti della cantina.

la principessa Isabella Collalto de Croÿ, alla guida dell'azienda
la principessa Isabella Collalto de Croÿ, alla guida dell’azienda

UN VIGNETO CHE FA STORIA

Chi visita la cantina e il vigneto ha la possibilità di immergersi nella storia che da oltre mille anni lega la famiglia Collalto alla produzione del vino: un’esperienza alla scoperta del Prosecco Docg, dei vitigni autoctoni e delle tecniche di vinificazione; un’oasi nella Marca Trevigiana su cui vigila il Castello di San Salvatore, percepito da tutti come una sentinella a presidio del territorio, dei suoi vigneti, dei suoi pascoli e dei boschi in cui vivono numerose specie di animali selvatici.

L’azienda è stata tra le prime ad attuare la zonazione, individuando le micro-aree migliori per ogni vitigno e proprio qui alcuni vitigni in particolare hanno percorso un tratto importante della propria storia. È infatti tra i vigneti di Collalto che il professor Luigi Manzoni sperimenta negli anni Trenta i propri incroci. Le quattro uve – manzoni bianco (riesling renano e pinot bianco), manzoni rosa (trebbiano e traminer) manzoni moscato (moscato d’Amburgo e raboso Piave) e manzoni rosso (cabernet e glera) – sono oggi alla base di altrettanti vini ancora prodotti da Collalto.

Altra piccola perla è il wildbacher, vitigno di origine austriaca, portato qui nel lontano XVIII secolo dal conte Antonio Rambaldo di Collalto e che oggi è considerato una varietà autoctona a tutti gli effetti, oltre che una sorta di biglietto da visita dell’azienda.

i vigneti sotto al castello di San Salvatore
i vigneti sotto al castello di San Salvatore

NON SOLO VIGNA

Non ci sono soltanto vigneti sui terreni di Collalto, ma anche boschi e altre colture fino a un totale di circa 250 ettari. Tra queste proprietà si snodano numerosi itinerari percorribili sia a piedi che in bici, dal Feudo Collalto alla Strada dei Castelli, dall’anello del Prosecco Docg ai percorsi della Grande Guerra fino alla famosa pista ciclabile Monaco-Venezia, che passa proprio attraverso Susegana. Un’ottima esperienza da associare ai tour in cantina, con diverse possibilità di degustazione.

Per chi desiderasse sostare sul territorio, il Castello di San Salvatore è anche relais de charme e permette di scegliere tra diverse possibilità di alloggio. Si può pernottare sia nel borgo del castello che nei Prosecco Lodge della cantina, ma ci sono anche le suites di Palazzo Odoardo, all’interno della rocca del Castello di San Salvatore.

 

APPUNTI DI DEGUSTAZIONE

Un piccolo tour gustativo tra le etichette di Collalto, per cogliere l’anima dell’azienda tra calici di bollicine e vitigni rappresentativi.

 

Isabella, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Rive di Collalto Brut Millesimato 2022
Uvaggio: 100% glera
Vinificazione: pressatura soffice, decantazione statica del mosto e fermentazione in serbatoi termo-condizionati a temperatura controllata di 18°C, poi il vino sosta sulle fecce nobili in acciaio tra i 3 e i 6 mesi. Per la presa di spuma si utilizza un metodo Martinotti lungo
Affinamento: in autoclave per 9 mesi, poi in bottiglia 1-2 mesi

Aromi fragranti, di pera coscia croccante e fiori bianchi freschi. Il sorso regala una bollicina fine e cremosa che lascia al palato un finale asciutto quanto basta, tra ricordi di erbe sfalciate.

Collalto, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg Isabella

Ottaviano, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Nature 2020
Uvaggio: 100% glera
Vinificazione: pressatura soffice e fermentazione con gli zuccheri naturali e i lieviti indigeni in serbatoi di acciaio termo-condizionati a una temperatura di 16°C. La presa di spuma avviene in bottiglia come per i metodo classico: il vino base viene imbottigliato assieme ai lieviti autoctoni e, tradizionalmente fra aprile e giugno, la ri-fermentazione riprende naturalmente, grazie alle temperature più elevate. Segue un periodo di sosta di 90 giorni, poi non si effettua la sboccatura
Affinamento: in bottiglia per almeno 3 mesi

Crosta di pane e fiori secchi e sensazioni fruttate si uniscono in un bouquet che non manca di note più fresche, che richiamano le erbe aromatiche. Il sorso è appagante, ingentilito dalla finezza della bolla e secco nel gusto, riserva un finale lungo e sapido.

Collalto, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg Ottaviano

Manzoni Bianco 6.0.13, Colli Trevigiani Igp 2022
Uvaggio: 100% incrocio Manzoni 6.0.13
Vinificazione: pigiatura, macerazione a contatto con le bucce e fermentazione in serbatoi termo-condizionati a 18°C. Segue la maturazione del vino sulle fecce nobili
Affinamento: in bottiglia per 2 mesi

Il bouquet chiama frutto tropicale, fiori d’acacia e melissa. Al palato è fresco e scattante, con ritorni fruttati e una gradevole sapidità. Un sorso piacevole e disinvolto

Collalto, Manzoni Bianco

Violette, Manzoni Moscato 13.0.25 Vino Spumante Extra Dry
Uvaggio: Manzoni moscato
Vinificazione: pigiatura, leggera macerazione a contatto con le bucce per circa 48 ore e pressatura, poi decantazione statica e conservazione a bassa temperatura. La presa di spuma viene condotta con metodo Martinotti a una temperatura di circa 18°C
Affinamento: in autoclave 1-2 mesi prima dell’imbottigliamento

Una bolla paffuta e vivace porta al naso aromi di rosa, fiori d’arancio e rabarbaro. Al palato freschezza e un perlage che si espande spumoso, lasciando sensazioni di frutto dolce e scorza d’agrume.

Collalto, Spumante Violette

Wildbacher, Colli Trevigiani Igp 2020
Uvaggio: 100% wildbacher
Vinificazione: pigia-diraspatura e fermentazione con macerazione a contatto con le bucce per circa 10-15 giorni, a cui segue la fermentazione malolattica
Affinamento: in botti grandi da 40 ettolitri per un periodo che va da 18 a 24 mesi

Una calice rosso rubino intenso e lucente, con un bouquet che attrae subito tra sensazioni di ginepro, frutto rosso – ciliegia, prugna, ribes – e pepe verde, tra sfumature erbacee. Al palato si rivela fresco e scattante, con un frutto integro e croccante, tannino fine e uniforme, che asciuga il finale, lasciando ricordi di erbe e di sottobosco. Un sorso che non vezzeggia con le morbidezze, ma che si sposa molto bene con il cibo, invitando a un nuovo calice.

Collalto, wildbacher

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