
La vendemmia entra nella sua fase più intensa e torna protagonista di Cantine Aperte in Vendemmia 2026, il programma del Movimento Turismo del Vino che prosegue fino al 25 ottobre in varie regioni italiane. In molte aree la raccolta è ormai alle battute finali, mentre nelle zone più tardive è ancora in corso: nelle aziende aderenti al MTV, il pubblico può così seguire da vicino alcune delle fasi che trasformano l’uva in vino, dalla raccolta alla pigiatura, fino ai primi assaggi del mosto e alle attività in cantina.
Il calendario guarda a pubblici diversi, dalle famiglie ai visitatori italiani e internazionali, con un'attenzione particolare alle esperienze che permettono di entrare in contatto diretto con vigneti, produttori e territori. “Le nostre cantine stanno interpretando lo spirito della vendemmia con un palinsesto di attività all'insegna della scoperta del vino, dalla raccolta, alla pigiatura, fino ad arrivare alla svinatura e tutte le fasi di fermentazione - spiega Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino - Meno approfondimenti tecnici, più spazio al contatto con i luoghi e le persone, senza trascurare gli aspetti legati alla sostenibilità e alla tutela del paesaggio”.
Le proposte seguono le caratteristiche dei territori e delle aziende. In Abruzzo sono 11 le cantine coinvolte, con raccolta manuale per adulti e bambini, incontri con i produttori, pigiatura tradizionale e degustazioni di vini e prodotti locali. In Campania, sei aziende affiancano alle attività tra i filari l'assaggio delle uve, la misurazione del grado zuccherino e il racconto dei vitigni del territorio, insieme a degustazioni, aperitivi in bottaia, merende contadine e attività per i più piccoli.
In Emilia-Romagna Cantina Agrivar propone la raccolta manuale e un percorso sul ciclo produttivo seguito dagli esperti, prima della degustazione con prodotti e ricette locali. Nel Lazio, tre aziende partecipano al Vintage Wine Tour dell'11 ottobre ai Castelli Romani, con tre tappe a bordo di Volkswagen d'epoca, passeggiate tra i filari, visite in grotta, degustazioni e pranzo con il vignaiolo. Non mancano assaggi dell'uva e approfondimenti sulle tecniche di appassimento e sui vini muffati.
In Piemonte le otto cantine aderenti alternano visite e degustazioni a pranzi e cene con il produttore, pic-nic, appuntamenti dedicati a grappa e cioccolato, iniziative culturali e musicali e feste di fine raccolta. La Toscana, con 15 aziende, propone attività per adulti e bambini: dalla raccolta alla pigiatura con i piedi, dai pic-nic e pranzi tra i vigneti al trekking con degustazione e agli aperitivi al tramonto. Il programma comprende anche degustazioni alla cieca, laboratori per i più piccoli e attività dedicate al mondo della sommellerie.
In Trentino-Alto Adige Cantina Toblino organizza una vendemmia didattica con l'agronomo, seguita da un aperitivo tra i vigneti. In Umbria, le 12 cantine coinvolte propongono raccolta e pigiatura, passeggiate, preparazione e assaggio del mosto, insieme a brunch, aperitivi, cene in cantina e colazioni del contadino. Il calendario comprende anche attività collaterali, dalle passeggiate in carrozza ai laboratori con le api. In Veneto, infine, tre aziende propongono degustazioni itineranti tra i vigneti, visite in cantina e bottaia, assaggi di olio extravergine, merende con prodotti a km zero e, in alcuni casi, la possibilità di pernottare in azienda.
La centralità delle attività pratiche si lega anche all'evoluzione del pubblico dell'enoturismo. Secondo il Report Enoturismo e Vendite DTC 2026 dell'Osservatorio Wine Suite, realizzato su dati di oltre 500 cantine, il 25% dei visitatori registrati nell'ultimo anno aveva tra 18 e 30 anni. Un dato che il Movimento Turismo del Vino legge nel quadro di un interesse crescente verso esperienze capaci di collegare il vino alla cultura e al territorio, più che verso un approccio esclusivamente tecnico.
La vendemmia, in questo senso, offre un'esperienza diretta: si può assistere alla raccolta, toccare l'uva, assaggiare il mosto e seguire i primi passaggi della trasformazione. Anche alcuni studi europei citati dal Movimento, condotti in Germania, Grecia e Croazia, evidenziano tra i giovani un interesse per il vino come punto di partenza per conoscere paesaggi, storie e tradizioni locali.
Il calendario si accompagna infine alle ultime settimane di Vigneti Aperti 2026, con iniziative dedicate alla conoscenza del paesaggio vitivinicolo e alla gestione delle risorse. Tra i temi affrontati ci sono la salute del suolo e il riutilizzo degli scarti e dei sottoprodotti della vendemmia, portando il tema della sostenibilità dentro le pratiche concrete della vita in azienda.
Il programma completo delle iniziative è in continuo aggiornamento ed è consultabile sul sito del Movimento Turismo del Vino.
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