I dati del report annuale dell'ente di certificazione raccontano un settore spaccato in due: dopo il -2,1% del 2025, con IGT a -11% e rossi a -13%, la flessione accelera nei primi mesi del 2026, mentre le grandi denominazioni tengono e la dimensione fa sempre più la differenza.
All'assemblea annuale presentati i dati Nomisma e Format Research: nel 2025 le esportazioni calano del 5% contro le flessioni a doppia cifra dei competitor. Sul mercato interno consumi -10%. Il settore guarda al bioetanolo per distillazione e transizione energetica.
L'analisi sul 2025 certifica il terzo anno consecutivo di calo dei volumi mondiali. Crescono RTD, no-alcohol, Tequila e Irish whiskey, mentre India e Turchia guidano i mercati in espansione. Per la prima volta gli spirits superano il vino nei consumi globali.
Il report annuale dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) certifica un 2025 difficile: esportazioni a -4,7% in volume e -6,7% in valore, domanda giù del 2,7% e vendemmia ancora una volta sotto media. Ma produzione e domanda restano in linea.
L'indagine annuale dell'Area Studi su 255 società di capitali racconta un anno di vendite in calo, redditività in caduta e consumi nazionali in flessione. Il contributo di Qualivita: la Dop economy resiste e vale quasi l'80% del valore del vino italiano.
Un'analisi dell'economista Storchmann fotografa un calo medio dei prezzi all'export dell'11,8% nel 2025, con Bordeaux e Languedoc-Roussillon in caduta verticale. Resta aperta la domanda: listini tagliati per reggere le tariiffe, o acquisti americani scivolati verso la fascia bassa?
Il nuov report di Fondazione Qualivita e Origin Italia conta 667 attività nel 2025, eventi a +26%. Il vino guida il sistema con 390 iniziative, più del cibo, ed è protagonista di un enoturismo strutturato, con i Consorzi riconosciuti da tre visitatori su quattro come garanti dell'autenticità.
Il Consorzio chiude l'anno con dati in crescita sul 2024 e in direzione opposta alla media del comparto nazionale. La promozione collettiva si conferma leva strategica per le cantine, soprattutto le più piccole.
Asti Docg, 2025 in calo del 9%: dazi e guerra affossano i mercati chiave. Le tensioni geopolitiche colpiscono le due piazze che valgono oltre il 40% delle vendite: gli States penalizzano il Moscato, la Russia fiacca lo Spumante. Intanto la Cina accelera: +55% per il Moscato, +20% per lo Spumante.
Alla Stazione Leopolda di Firenze la 33ma edizione, con 223 aziende, conferma la vitalità della denominazione. Vendite in crescita (+1% a volume, +2,6% a valore); il nord America resta il primo mercato (49% bottiglie esportate) Ultime cinque vendemmie all’insegna della qualità.
I dati confermano il rallentamento del mercato americano, condizionato da dollaro debole, dazi e consumi in calo. I volumi tengono meglio (-3,3% i vini fermi, spumanti a +3,6%). L’Italia riduce i prezzi medi per difendere le quantità, Francia e Nuova Zelanda resilienti.
Secondo dati UIV, la denominazione registra un aumento del 7,7% a volume e del 2% a valore, a fronte di un calo dei vini italiani. Il sud e il Texas mercati chiave; il tour commerciale americano prosegue con masterclass a Dallas e Austin e Benvenuto Brunello a New York.
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