
Mentre il vino italiano ha attraversato negli ultimi dodici mesi una fase di generale flessione, il Soave ha chiuso il 2025 con il segno più. A fine dicembre l'imbottigliato ha registrato un +3% rispetto al 2024, dato che assume un peso specifico maggiore proprio in ragione del contesto difficile in cui matura.
Positivo anche il fronte delle giacenze: a fine 2025 la Doc Soave ha segnato un -8% rispetto all'anno precedente, che già aveva fatto registrare un -7,9% sul 2023. Un calo progressivo che indica una denominazione che vende, non che accumula.
“I mercati mostrano oggi maggiore interesse per vini bianchi, freschi e dal moderato contenuto alcolico — sottolinea Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio del Soave — Partecipare ad attività collettive permette alle cantine di consolidare le relazioni commerciali esistenti e di individuare nuovi prospect, con un investimento proporzionato ai mezzi di ogni azienda”. Un modello che si rivela particolarmente efficace per le realtà più piccole o mediamente strutturate, messe in condizione di competere su mercati internazionali con costi accessibili.
Sul fronte commerciale, la Germania resta la piazza strategica principale per volumi e posizionamento, seguita dal Regno Unito e dai mercati del nord Europa.
Il calendario promozionale 2026 prevede la partecipazione a Prowein a Düsseldorf (15-18 marzo) e a Vinitaly a Verona (12-15 aprile), entrambe con spazi collettivi istituzionali. A maggio, fuori dall'Europa, il Consorzio concentrerà le proprie azioni in Canada — Vancouver e Montreal — con masterclass e attività rivolte a operatori e stampa specializzata.
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