Vinonews24
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
Trequanda: un secolo di agricoltura tra Val di Chiana e Val D'Orcia. E ora punta sul mercato nazionale con il Fondo Pensioni Cariplo

Trequanda, un secolo di agricoltura tra Val di Chiana e Val D'Orcia. Focus sul vino

di redazione | 21 Febbraio 2026

Dal Fondo Pensioni Cariplo una nuova strategia per l'azienda senese: 1.200 ettari, 60 vitati, allevamento Chianina d'eccellenza e un progetto enologico destinato alla distribuzione horeca.

Arroccata su un'altura a 450 metri, tra le Crete Senesi e la Val di Chiana, l'azienda agricola Trequanda rappresenta un capitolo significativo della storia agricola toscana. Con i suoi 1200 ettari di estensione, 60 dei quali vitati, e uno dei principali allevamenti di bovini di razza Chianina della Toscana, l'azienda si affaccia oggi al mercato nazionale con un rinnovato progetto enologico e un'identità visiva ristrutturata, mantenendo salde le radici in un territorio che custodisce da quasi un secolo.

LE ORIGINI: DAL FEUDO DEI CONTI LUSERNA ALL'ACQUISIZIONE CARIPLO

"Questi terreni in origine erano un feudo dei conti Luserna di Rorà - spiega Emanuele Bizzi, direttore dell'azienda Trequanda - Durante gli anni ’30 del Novecento, poichè i proprietari non riuscivano a rientrare dai loro debiti, Cariplo fu costretta a subentrare e ad acquisire la proprietà”.
La storia ha inizio sul finire degli anni '20 ed è comune a diverse aziende del luogo. In quel periodo Cariplo (Cassa di Risparmio delle Province Lombarde) fu autorizzata a concedere mutui fondiari anche al di fuori della tradizionale zona operativa. In seguito alla crisi economica degli anni '32 e '33 molti dei crediti concessi risultarono inesigibili, così l'istituto bancario si aggiudicò la proprietà di circa trenta tenute agricole allocate per lo più in Italia centrale.
Si trattava di aziende a conduzione mezzadrile che versavano nell'arretratezza tecnica e produttiva, condizioni tipiche per il periodo storico e la zona. Cariplo attuò un'importante operazione finalizzata al miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie mezzadre: furono realizzate opere infrastrutturali come strade, acquedotti, adduzione di energia elettrica, ristrutturazione delle case coloniche e dei fabbricati strumentali.
Tra il 1946 e il 1947, il Fondo Pensioni Cariplo, tuttora proprietario, acquistò le tenute di Trequanda, nei comuni di Trequanda e Sinalunga (SI), e Pucciarella, nei comuni di Magione e Corciano (PG).

"Dagli anni '30 sono stati acquisiti 1200 ettari, che sono circa l’estensione attuale. Sono state vendute delle piccole porzioni, dei casolari, dopo che l’azienda ha vissuto il passaggio importante dalla mezzadria al lavoro dipendente. Gli ultimi contratti a mezzadria sono stati estinti a metà anni '60", conferma Bizzi, che approfondisce le strategie nell'intervista al podcast di VinoNews24.

Lo sviluppo industriale degli anni '60 e il conseguente esodo dalle campagne verso i centri urbani comportò infatti un graduale abbandono della mezzadria, con conseguente liberazione dei fondi che a mano a mano passarono alla conduzione diretta mediante l'assunzione di ex mezzadri nelle nuove vesti di salariati dipendenti. Un cambiamento radicale che ha comportato una totale riorganizzazione aziendale e un cospicuo impiego di risorse finanziarie, con l'obiettivo di adottare tecniche di coltivazione più moderne e migliorare il livello di meccanizzazione.

Trequanda vanta1200 ettari di estensione, 60 dei quali vitati
vigneti di Trequanda

IL TERRITORIO, UN CROCEVIA TRA BELLEZZE TOSCANE

"Trequanda è un crocevia tra la Val di Chiana, che è quella più vicina come territorio, e le Crete Senesi, che si trovano nel versante opposto. Poi si apre la via verso la Val d'Orcia, che è leggermente più distante – spiega il direttore – Per questo io la considero un po' un crocevia di questo territorio".
Il borgo medievale da cui l'azienda prende il nome si affaccia su un paesaggio che incarna la quintessenza della bellezza naturalistica toscana, fatta di poggi e vallate coltivati a vigneti e oliveti. Nel Medioevo Trequanda era noto per essere la "vetreria" del Granducato di Toscana. Ma qui si producevano anche mattoni all'interno di fornaci, si lavorava la seta e si confezionavano cappelli. Un centro artigianale ed economico molto importante per l'epoca che, ancora oggi tra le sue vie, testimonia lo spirito e il saper fare del tempo.
Il fascino del borgo gli è valso la Bandiera Arancione, prestigioso riconoscimento della guida Touring Club Italiano riservato ai piccoli comuni capaci di offrire una proposta di accoglienza eccellente.
"Trequanda rimane un po' un paese a sé stante con un suo clima particolare - sottolinea Bizzi - È un territorio molto fresco, ricco di boschi e con diverse esposizioni proprio per la caratteristica delle sue colline. I nostri vigneti, a 450 metri sul livello del mare, hanno affacci variegati e questo per noi è un valore aggiunto”.
Il territorio è anche un crocevia turistico. "Assolutamente - conferma Emanuele Bizzi - Questa è una zona di passaggio tra aree che collegano la Valdichiana con la Maremma. Molti fanno questa strada perché conduce alla zona di Montalcino e alle Crete Senesi, che sono bellissime, e alla Val d'Orcia, che è patrimonio dell'UNESCO e regala quegli scenari stupendi tipici della Toscana senese".
Il paradosso è che "arrivato alla zona di Radicofani, tendenzialmente il turista tende a passare oltre, richiamato da altri luoghi famosi come Montepulciano, Pienza e Montalcino – evidenzia il direttore - Il nostro obiettivo invece è farlo sostare da noi, creando un tipo di esperienza che diventi un valore aggiunto per l'azienda".

IL PROGETTO ENOLOGICO: 60 ETTARI TRA CHIANTI E ORCIA

Il vigneto di Trequanda si estende per 60 ettari tra la Val di Chiana e la Val d'Asso, all'interno della Docg Chianti, della Doc Orcia e dell'Igt Toscana. I vigneti principali si sviluppano tra i 350 e i 450 m di altitudine e godono di esposizioni ottimali: più calde e soleggiate per le varietà a bacca rossa, più fresche per quelle a bacca bianca.
I vitigni spaziano dagli autoctoni agli internazionali che, tra morbidi pendii e boschi rigogliosi, trovano una dimora vocata. "I terreni sono abbastanza simili, tendenzialmente limosi e argillosi", spiega Carlo Pilenga, enologo aziendale con ruoli amministrativi.
I suoli dell'area di Trequanda si formarono principalmente durante il Miocene e il Pliocene (circa 23-22 milioni di anni fa), quando gran parte della Toscana era sommersa da mari poco profondi. Sono costituiti prevalentemente da limo e arenarie ricche di sale, che donano una particolare sapidità ai vini.
Lo stile produttivo omaggia la secolare memoria agricola del luogo e, al contempo, si fonda su pratiche e tecnologie all'avanguardia. I sistemi di allevamento adottati sono il guyot e il cordone speronato. La densità d'impianto è molto alta e le rese contenute, per una produzione volta alla qualità.
A livello agronomico ed enologico, la produzione si concentra su varietà autoctone e internazionali interpretate in chiave territoriale, grazie a tecnologie e pratiche vitivinicole avanzate. Nascono così selezioni che uniscono la vocazione del luogo e i gusti del mercato odierno, in ottica di freschezza, agilità di beva e corrispondenza del territorio nel calice.
La produzione attuale si aggira sulle 100mila bottiglie, distribuite tramite shop aziendale, e-commerce e il canale horeca.

Il vigneto di Trequanda si estende per 60 ettari tra la Val di Chiana e la Val d'Asso, all'interno della Docg Chianti, della Doc Orcia e dell'Igt Toscana
assaggi di vini dell'azienda Trequanda

I VINI, DALLO SPUMANTE AL CHIANTI IN CINQUE ETICHETTE

La selezione di vini Trequanda racconta con rispetto e immediatezza la tradizione, oltre a suggerire un certo modo di vivere il vino: un piacere da condividere e da accompagnare a una cucina di territorio, sincero e appagante. La gamma comprende cinque etichette principali.
Tarkun Vino Spumante di Qualità Metodo Martinotti nasce da uve vermentino e sangiovese che traggono nutrimento da un terreno di origine marina, composto da limo e arenarie. Per entrambe le varietà la raccolta è leggermente anticipata, così da preservare l'acidità e un tenore alcolico contenuto. Alla vista si presenta di un tenue giallo paglierino, con un perlage fine e persistente. Al naso è delicatamente fruttato e fragrante, mentre in bocca è fresco e armonico.
Sauvignon Toscana Igt in purezza acquisisce profumi e mineralità grazie alle escursioni termiche e alle esposizioni ottimali dei vigneti radicati su pendii pliocenici di origine marina. Di colore giallo paglierino, al calice sprigiona sentori intensi tipici del varietale, come uva spina, sambuco e frutta esotica. Al palato emergono freschezza e sapidità.
Chianti Riserva Docg nasce dall'assemblaggio frutto di raccolte e vinificazioni separate di Sangiovese, Petit Verdot, Cabernet e Merlot. All'affinamento in legno per almeno 18 mesi segue il riposo in bottiglia per minimo 6 mesi. Rosso rubino intenso con sfumature granate, al naso è complesso e riconoscibile, con sentori di frutti rossi in confettura, prugna e note speziate. Il sapore è pieno, morbido e il tannino elegante, per un vino di grande struttura e piacevolezza.
Orcia Sangiovese Riserva Doc deriva dal miglior vigneto di Sangiovese, ottimamente esposto e radicato su un poggio sempre ben ventilato, che garantisce una perfetta maturazione e sanità delle uve. Dopo la fermentazione, l'Orcia sosta in legno grande per almeno 24 mesi e in seguito affina in bottiglia per circa 6 mesi. Rosso rubino intenso con sfumature granate, l'olfatto spazia dalla frutta rossa alla viola, con note balsamiche e di grafite. Al palato è pieno, asciutto e persistente, di grande struttura.
Sotto il profilo estetico, il design di prodotto e istituzionale ricerca l'eleganza e la riconoscibilità attraverso forme morbide ed essenziali, illustrazioni evocative, cromie di gusto contemporaneo e una scelta accurata di materiali e finiture. Trequanda rimarca il legame simbiotico con il borgo da cui prende il nome, un luogo in cui la tradizione agricola si fonde con la storia medievale che custodisce.

L'OLIVICOLTURA: 25 ETTARI POST-GELATA 1985

Trequanda non è solo viticoltura. "La nostra azienda si caratterizza per avere, oltre alla coltivazione della vite, che è una parte molto importante, l'allevamento della Chianina, grazie a grandi aree adibite a pascolo – spiega il direttore Emanuele Bizzi – Inoltre abbiamo una parte importante di oliveti, oltre 25 ettari, tutti post-gelata del 1985 e che fanno da cornice al borgo medievale. Sono impianti risalenti alla fine degli anni '80 progettati dal professor Fontanazza e anche loro rappresentano una divisione importante della nostra azienda". Si tratta di Frantoio, Leccino e Moraiolo, piantati in file. "Non ci siamo mai dedicati davvero ai monovarietali - dice Bizzi -, di conseguenza, su consiglio del professore, abbiamo adottato le tipologie a monocono e vaso stretto, con operazioni di raccolta svolte con la scuotitrice".
La scelta risponde a necessità pratiche. "Esigenze di tempestività e sicurezza, e per non far ricorso a squadre di raccoglitori – evidenzia il direttore - C'è l'idea di essere più autosufficienti possibili. Pur perdendo qualcosa in quantità, guadagniamo in velocità di raccolta. Iniziamo ai primi di ottobre e in breve tempo completiamo le operazioni”.
Le piante e i loro frutti sono gestiti con cura e rispetto: potature sapienti e raccolta tempestiva delle olive, prontamente trasportate al frantoio locale per la spremitura a freddo. In questo modo si mantengono le proprietà organolettiche dell'olio evo, come le vitamine, i minerali e le sostanze antiossidanti, per un prodotto finito di altissima qualità.
Sul fronte dei trattamenti, l'approccio è moderato. "Facciamo almeno un trattamento all'anno, verso i primi di settembre, per la mosca, visto che siamo in olivicoltura convenzionale, e poi basta. Poi due trattamenti a base di rame nel corso dei dodici mesi" illustra Bizzi. E aggiunge: "È un convenzionale, sì, ma molto moderato. La mosca dà parecchi problemi; se si perde il controllo si rischia la cascola, oltre al fatto di compromettere la qualità del prodotto".
Nasce così l'olio extravergine di oliva Trequanda, dal colore verde brillante, contraddistinto da intensi sentori fruttati al naso che al palato si ripresentano insieme a una delicata piccantezza, in una texture corposa e avvolgente.

L'ALLEVAMENTO CHIANINA: 290 CAPI D'ECCELLENZA

L'azienda agricola Trequanda cura uno dei principali allevamenti di bovini di razza Chianina della Toscana, per dimensione e valore genetico dei capi allevati. 290 capi, di cui 140 vacche nutrici, 70 vitelli e vitelloni all'ingrasso e una parte di bestiame giovane, diviso tra manze e vitelli.
L'allevamento è del tipo a "ciclo chiuso" e "semi-brado": tutti i vitelli maschi sono allevati per l'ingrasso, mentre le femmine sono destinate parte alla rimonta interna e parte alla vendita come bestiame "da vita". Le vacche, nel periodo che di norma è compreso tra maggio e ottobre, sono lasciate libere al pascolo in appezzamenti recintati. Per il resto dell'anno sono mantenute, insieme al giovane bestiame da rimonta, nelle stalle a stabulazione libera. I vitelli maschi invece, dopo lo svezzamento, sono allevati per l'ingrasso all'interno della stalla.
Durante il periodo del pascolo, gli animali dal mantello bianco porcellana sono liberi all'interno della tenuta, in spazi molto ampi e ricchissimi di biodiversità vegetale. Si nutrono di erbe spontanee, foraggi e mangimi raccolti e prodotti nel mangimificio aziendale. Sono queste condizioni di allevamento che conferiscono alle carni qualità e caratteristiche organolettiche eccellenti.
Si producono pregiate carni di vitellone e scottona chianina, trasformate secondo gli elevati standard richiesti dalla certificazione Igp "Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale". L'allevamento è iscritto al C.C.B.I. (Consorzio Produttori Carne Bovina Pregiata delle Razze Italiane) che tutela e certifica la produzione di carne bovina delle razze autoctone del centro e sud Italia così come la loro distribuzione a macellerie selezionate. Inoltre l'allevamento è iscritto al Consorzio del marchio 5R, nato al fine di tutelare la produzione di carne bovina di razze autoctone dell'Italia centro-meridionale.

L'azienda agricola Trequanda cura uno dei principali allevamenti di bovini di razza Chianina della Toscana, per dimensione e valore genetico dei capi allevati.
bovini di razza Chianina nei pascoli di Trequanda

LA PROPRIETÀ: IL FONDO PENSIONI CARIPLO E LA NUOVA VISIONE

Nel territorio, le aziende agricole Pucciarella e Trequanda sono oggetto di un piano di rilancio strategico attraverso il Fondo Pensioni Cariplo che ha l’obiettivo di promuovere un "circuito turistico" che offra un'esperienza immersiva nel territorio e nei suoi prodotti. "Il piano di crescita continua e sostanziale del disegno imprenditoriale ad opera del Fondo Pensioni per il Personale Cariplo – spiega Mauro Selva, direttore generale del Fondo - consolida l'investimento fondiario in due territori dall'elevata potenzialità agricola e ricettiva, che chiedono e meritano di essere esplorati e valorizzati. In particolare, il valore del patrimonio delle due aziende si attesta sui 12 milioni di euro per Pucciarella e sui 18 milioni per Trequanda".
Il Fondo ha recentemente deciso di concentrarsi sulle due aziende vitivinicole – Trequanda e Pucciarella – dismettendo altre proprietà. "Inizialmente ne erano rimaste quattro, ora sono rimaste le due aziende vitivinicole che la proprietà ha intenzione di valorizzare ulteriormente" spiega Emanuele Bizzi.
La nuova strategia punta sulla qualità, sulla valorizzazione del territorio e sull'ospitalità, con l'obiettivo di fare emergere due realtà capaci di raccontare l'autenticità dell'agricoltura italiana in territori di grande fascino e potenzialità.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

     

     

     

     

    è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
    SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!

    VinoNews24 - testata registrata presso il Tribunale di Grosseto, RG 361/2025
    direttore responsabile: Giambattista Marchetto
    editore: TheNews24 associazione culturale - località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536 | R.E.A. GR-222719
    info@vinonews24.it
    ©2025
    Iscriviti alla newsletter VinoNews24
    magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram