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Recchia: l’eleganza della Valpolicella tra rigore storico e vocazione per jago

Recchia: l’eleganza della Valpolicella tra rigore storico e vocazione per Jago

di Gian Omar Bison | 7 Aprile 2026

Dalle colline di Negrar alla conquista dei mercati internazionali, la storica cantina racconta oltre un secolo di eccellenza. Un progetto che unisce il rispetto per il genius loci a una tecnica enologica radicata.

Fondata nel 1906 da Giovanni Battista Recchia nel piccolo podere di Jago, l’azienda che porta il nome della famiglia è oggi sinonimo di qualità, tradizione e produzione diretta. Quello che era nato come un modesto appezzamento con annessa abitazione, ha attraversato le generazioni: dall'epoca del nonno Enrico — quando l'agricoltura di sussistenza si intrecciava al commercio di bestiame — fino alla svolta degli anni Settanta. È in quel decennio che i figli Roberto e Riccardo intuiscono il potenziale della viticoltura d'eccellenza, iniziando a imbottigliare le prime etichette oltre allo sfuso. Negli anni Novanta cantina nuova e nuovi impianti di produzione vicino a casa e sempre partecipando attivamente alla vita del territorio, come dimostrano le storiche vittorie al Palio del Recioto (ben 7 titoli dal 2005 a oggi).

il Recioto e l'Amarone di Recchia
il Recioto e l'Amarone di Recchia

Oggi la guida è nelle mani di Luca Recchia, figlio di Roberto, entrato in azienda nel 2007 dopo gli studi in enologia, affiancato dalla sorella Elisa, che cura l'accoglienza e la parte commerciale. Sotto la loro direzione, la cantina ha vissuto una crescita strutturale importante: dai 3 ettari iniziali si è passati a una conduzione di 70 ettari totali. Di questi, 40 risiedono nel cuore della Valpolicella Classica e 30 nella zona del Lago di Garda, dove nascono Bardolino, Chiaretto, Custoza e spumanti.

IL PROGETTO RECCHIA: TRA JAGO E SOSTENIBILITÀ

Il cuore pulsante rimane Jago, a Negrar - "con i piedi per terra e lo sguardo al cielo", come da filosofia della famiglia che mette al centro il vigneto. Nonostante l'espansione, il controllo della filiera rimane totale e certificato dal 2008, supportato da una linea di imbottigliamento autonoma e uno staff di 20 dipendenti fissi. Certificazione BRC, Global Standard for Food Safety, per la sicurezza dei processi qualitativi. Da poco più di un anno, inoltre, è stato introdotto nella quotidianità il progetto Agrobox che, realizzato in collaborazione con il Dipartimento territorio e sistemi dell’Università di Padova, ha sviluppato un sistema di filtrazione ad alta efficienza per ridurre in modo sostanziale prodotti fitosanitari. Dal 2025 l’azienda Recchia ha aderito alla certificazione SQNPI Valpolicella.

i vigneti di Recchia
i vigneti di Recchia

La produzione di Recchia, che si attesta sulle 500mila bottiglie, è per il 70% dedicata alle DOC e DOCG della Valpolicella. “Siamo convenzionali — spiega Luca Recchia — convinti di utilizzare tutto quanto la scienza ci possa mettere a disposizione per arrivare in cantina con uva perfetta. Allo stesso tempo adottiamo pienamente la lotta integrata e con essa tutti gli strumenti che ci permettono di contenere i trattamenti per quanto possibile e di rispettare i terreni e la biodiversità”. Per questo, la raccolta rimane esclusivamente manuale, fatta eccezione per una piccola parte dei vigneti sul Garda dove sono impiantati anche vitigni Piwi. Completano l’offerta le grappe di Amarone e di Recioto della Valpolicella e una produzione di extra vergine di oliva di olivi di proprietà.

LA RICERCA DELL'ELEGANZA TRA APPASSIMENTO E TEMPO

Il rigore prosegue in cantina, dove l'appassimento naturale sfrutta le brezze collinari per concentrare aromi e struttura. Per i vini della Valpolicella, la scelta dell'affinamento è precisa: l'uso del legno predilige i tonneaux e la botte grande, limitando drasticamente l'uso della barrique nuova per non sovrastare l'identità del frutto. “Evitiamo l'uso delle anfore per non forzare l'ossidazione — sottolinea Luca — puntiamo a vini longevi, passando dalla botte all'acciaio prima dell'imbottigliamento, così da preservare freschezza e verticalità”.

Luca Recchia
Luca Recchia

Oggi Recchia esporta con successo in USA, Nord Europa, Danimarca e Svizzera. Nonostante le complessità geopolitiche e l'impatto dei dazi nel mercato americano, l'azienda guarda con ottimismo alla crescita nel Regno Unito e a una generale rivisitazione aziendale per affrontare un momento delicato per il settore vinicolo mondiale, puntando sempre sulla riconoscibilità stilistica delle proprie 16 etichette.

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