Vinonews24
L'indagine tra i Consorzi mostra ottimismo sul 2024 dopo un 2023 in frenata rispetto al quale scelgono di guardare il bicchiere mezzo pieno.

Vino italiano, frenata (senza drammi) nel 2023 e moderato ottimismo sul 2024

di redazione | 12 Gennaio 2024

La consueta indagine di Vinonews24 tra i Consorzi mostra un prudente ottimismo per il 2024 appena iniziato, dopo l’archiviazione di un 2023 non facile e in frenata rispetto al quale il mondo del vino italiano sceglie di guardare il bicchiere mezzo pieno.

Il 2023 si è chiuso nel segno dell’incertezza per il mercato del vino italiano. E se in vigneto quasi tutti i territori hanno sofferto l’impatto del clima, sui mercati hanno vissuto una notevole fragilità. Eppure i Consorzi di tutela scelgono di vedere il bicchiere mezzo pieno e tutto sommato guardano alle frenata come un momento di “assestamento” più o meno fisiologico.

Interessante notare invece, scorrendo i commenti di presidenti e direttori dei Consorzi di tutela interpellati da Vinonews24 per la consueta indagine di inizio anno, come le prospettive sul 2024 siano moderatamente positive. Certo, il condizionale è d’obbligo – non mancano le preoccupazioni rispetto all’evoluzione delle tensioni geopolitiche, soprattutto in Medio Oriente, e all’impatto dell’inflazione – ma gli spiragli per guardare avanti con fiducia non sembrano mancare.

Ai Consorzi abbiamo chiesto dunque di fare un rapido bilancio sullo stato di salute delle denominazioni a fine 2023 e di guardare avanti con una proiezione sul 2024, raccontando anche i focus e i “progetti signature” per il nuovo anno.

Consorzio Vini d’Abruzzo
In un anno complicato per il mercato del vino italiano posso dire che per l’Abruzzo i dati sono confortanti: in questi giorni avremo il dato a valore per l’export che sappiamo già essere positivo. Ad oggi abbiamo dei numeri in crescita su mercati fondamentali. Mentre laddove vediamo una contrazione dei volumi, per esempio negli Stati Uniti, il consumatore sceglie vini a fasce di prezzo più alte, e lo stesso vale per il mercato interno”.

Ci sono più luci che ombre nel 2023 dei vini d’Abruzzo, come sottolineato dal presidente del Consorzio Alessandro Nicodemi, e la mission per il 2024 è quello di puntare ancora di più sulla qualità. “I produttori stanno lavorando in questa direzione per rispondere alle esigenze di un consumatore in continua evoluzione che cerca da una parte vini freschi e meno alcolici – Pecorino e Trebbiano d’Abruzzo possono ben inserirsi qui – dall’altra parte, prodotti che sappiano esaltare al meglio il territorio come i nostri Montepulciano d’Abruzzo e Cerasuolo – spiega Nicodemi – Credo per i primi mesi dell’anno non si vedrà un’inversione di rotta nei mercati, poi mi auguro invece vi sia un ritorno alla “normalità” dopo il boom dei costi di materie prime e d’inflazione“.

Il 2024 sarà un anno di progetti importanti su larga scala: “vedrà per noi l’arrivo sui mercati della ‘rivoluzione’ legata al nuovo Modello Abruzzo che va a ridisegnare tutta la viticoltura regionale. Saremo concentrati su questo. Con la riorganizzazione delle Doc e Igt si rafforza l’identità comune dei vini d’Abruzzo e le diverse zone di produzione saranno molto più riconoscibili, ognuna con i propri valori. L’obiettivo è quello di andare a migliorare il posizionamento”.

Alessandro Nicodemi presidente Consorzio Vini d'Abruzzo
Alessandro Nicodemi, presidente Consorzio Vini d’Abruzzo

Consorzio Alto Adige
Come tutti sappiamo è stata un’annata difficile o, per usare un termine che preferisco, altamente sfidante – osserva il direttore del Consorzio Eduard Bernhartma in Alto Adige ne usciamo soddisfatti. Le condizioni meteorologiche sono state estreme durante gran parte dell’anno e hanno costretto i viticoltori ad incrementare di molto il loro lavoro. La capacità di gestire il cambiamento climatico, l’esperienza, le dimensioni delle nostre aziende, e l’avvalerci di consulenze strategiche, ci hanno consentito di portare a casa una buona vendemmia. Vogliamo guardare al 2024 con ottimismo e con tanti nuovi progetti da sviluppare in Italia, che resta il nostro primo mercato, e a livello internazionale”. E il prossimo mese l’Alto Adige debutterà a Wine Paris.

Internazionalizzazione ed enoturismo saranno tematiche cruciali anche nel prossimo anno – aggiunge il direttore – assieme alla costante ricerca di una qualità sempre più alta da portare nei calici. I vini bianchi dell’annata 2023 saranno freschi, brillanti, fruttati e leggeri, che è un po’ quello che il mercato si aspetta dall’Alto Adige, ed i bianchi costituiscono ormai il 64% della nostra produzione, ma belle sorprese arriveranno anche dagli autoctoni come la schiava e il Lagrein, oltre al pinot nero”.

Eduard Bernhart direttore Consorzio Vini Alto Adige
Eduard Bernhart, direttore Consorzio Vini Alto Adige (ph ArminHuber)

Consorzio Asolo Prosecco
Il 2023 ha portato solo buone notizie per il Consorzio Asolo Prosecco, con 27 milioni e mezzo di bottiglie prodotte e un incremento pari al 14,5% sull’anno precedente (+32,6% rispetto a dicembre 2022, +25% rispetto all’ultimo trimestre del 2022).

Numeri che inducono il presidente Ugo Zamperoni a parlare di prospettive ottime anche per il 2024. “Visto il trend positivo del 2023 – dice – in cui l’ultimo mese con segno negativo è stato luglio, non ci aspettiamo contrazioni significative. Anzi, consolideremo il piano strategico messo in atto negli ultimi anni: legare il nome di Asolo alle nostre bollicine si è dimostrata una strategia vincente, continueremo quindi a promuovere la bellezza del borgo che dona il nome al nostro vino e il panorama culturale di cui è parte”.

Nell’ultimo quinquennio l’ascesa delle bollicine asolane è addirittura del 114%, con un incremento di 15 milioni di bottiglie rispetto ai 12 milioni di cinque anni fa.
Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio di tutela Asolo Prosecco

Consorzio Asti e Moscato d’Asti
Per il 2023 riscontriamo un calo di mercato che era già preventivato, ne avevamo indicazione nel corso dell’anno e si è confermato nella misura di circa un 10% rispetto al 2022“, dice il direttore Giacomo Pondini, secondo cui le cause sono da ricondurre all’attuale situazione congiunturale, che colpisce in maniera trasversale gran parte dei consumi, tra cui quelli di vino di quasi tutte le tipologie. “Non siamo stati esenti da questo calo generalizzato, principalmente dovuto all’inflazione, all’incertezza del mercato e del quadro economico delle famiglie”. Tra i mercati sotto osservazione quello degli Stati Uniti, in cui “a soffrire maggiormente è stata la performance del Moscato d’Asti, mentre l’Asti Spumante rimane sui livelli degli anni passati”.

Di fronte a un quadro internazionale che potrebbe purtroppo mantenersi analogo ancora a lungo, l’impegno nella promozione prosegue. “Continueremo a lavorare sui mercati in cui abbiamo investito negli ultimi anni, come Gran Bretagna, USA, Canada e Svizzera per concludere con iniziative legate all’Europa”, aggiunge il direttore e riguardo i nuovi progetti il riferimento va all’inserimento della tipologia rosato, che sul mercato potrebbe introdurre una novità di interesse per il consumatore. “Ci stiamo lavorando, poi passeremo alla fase più tecnica e burocratica e vedremo nel 2024 come si concluderà”.

Giacomo Pondini, direttore Consorzio Asti e Moscato d'Asti
Giacomo Pondini, direttore Consorzio Asti e Moscato d’Asti

Consorzio Brunello di Montalcino
Il 2023 si è chiuso abbastanza bene – dice il presidente del consorzio Fabrizio BindocciLe vendite ci sono state, anche se abbiamo visto un rallentamento, ma in fondo ci eravamo abituati molto bene a un mercato che correva in continua accelerazione. Diciamo che comunque lo scenario è positivo”.

Con riferimento al 2024, Bindocci lascia ai posteri di manzoniana memoria l’ardua sentenza, ma ricorda come “usciamo ora sul mercato con l’annata 2019, sulla quale la critica ha già espresso pareri molto positivi e questo aiuta sicuramente nel costruire un buon percorso di allocazione”. a partire da questo, il presidente vede dunque un anno ancora in positivo, nonostante le incertezze: “preoccupa soprattutto il conflitto in Medio Oriente, che potrebbe avere un impatto anche superiore rispetto a quelli in Ucraina”.

Con riferimento al progetto “signature” nel 2024, Bindocci anticipa a Vinonews24 le novità in vista per Benvenuto Brunello. “Stiamo lavorando per tornare a costruire un evento che vede la presenza dei produttori a contatto con il pubblico e gli operatori – annuncia il presidente – Questo per accogliere l’istanza degli associati, che sono i veri protagonisti nello spingere la valorizzazione della denominazione”. Nell’ottica di un lavoro di squadra e di spinta nel territorio verrà inoltre confermato l’evento Red Montalcino, “cercando di lavorare sempre meglio”, conclude Bindocci.

Fabrizio Bindocci, presidente Consorzio del Brunello di Montalcino
Fabrizio Bindocci, presidente Consorzio del Brunello di Montalcino

Consorzio Cannonau di Sardegna
Il 2023 è stato un anno faticoso per la denominazione Cannonau di Sardegna. Per quanto riguarda la produzione, in attesa dei numeri consuntivi, si è registrato un marcato calo nelle quantità raccolte in vendemmia, soprattutto nelle zone “classiche” della denominazione come la Barbagia e l’Ogliastra. “Ciò è stato determinato dall’andamento climatico assolutamente anomalo, con abbondanti precipitazioni a fine primavera e punte di caldo eccezionale in estate – spiega Mario Mereu, presidente del Consorzio – Per quanto riguarda il mercato, il Cannonau, purtroppo, conferma l’andamento al ribasso dei consumi di vino rosso. In particolare, la contrazione della domanda si è registrata dall’estero”.

Sulla scorta di questo andamento, le prospettive per il 2024 sono in chiaroscuro. “Ci si attende, nella migliore delle ipotesi, la conferma dei volumi del 2023, senza una sostanziale ripresa. Il Cannonau si confermerà leader dei vini rossi sardi, ma avrà ancora difficoltà ad uscire dalla condizione di prodotto di nicchia nel mercato globale. Il maggior consumo si riscontrerà, ancora una volta, in Sardegna”.

Per uscire dall’impasse occorre fare squadra. “Il nostro obiettivo – chiosa Mereu – è quello di raccogliere ulteriori adesioni tra i produttori, e diventare punto di riferimento per tutto il comparto vitivinicolo. La nostra azione sarà indirizzata a un aggiornamento della denominazione, con un focus più deciso sui diversi territori che caratterizzano il ‘Mondo Cannonau’, e quindi alla promozione del vino nei mercati extraregionali, con particolare attenzione a quello italiano, soprattutto attraverso campagne social mirate”.

Mario Mereu presidente Consorzio Cannonau di Sardegna
Mario Mereu, presidente Consorzio Cannonau di Sardegna

Consorzio Chianti Classico
Sul fronte dei mercati, il Chianti Classico ha continuato ad investire nel 2023 per valorizzare la sua offerta nella fascia più alta del mercato, una politica che ha permesso al primo Consorzio di produttori vitivinicoli nato in Italia (era il 1924), di chiudere l’anno con risultati soddisfacenti, proprio grazie alla performance della Gran Selezione che, a settembre, segnava +9% di vendite rispetto all’anno precedente, nonostante il lieve calo delle altre tipologie – dichiara la direttrice Carlotta GoriDallo scorso luglio, proprio le etichette della Gran Selezione hanno, tra l’altro, ottenuto il via libera per indicare le 11 ‘unità geografiche aggiuntive’ che ne specificano in modo ancora più preciso l’area di provenienza. In questo modo i nostri vini possono mettere in evidenza in modo chiaro il territorio in cui sono prodotti, venendo incontro alle richieste di un mercato sempre più esigente ed interessato alle origini e all’identità”.

Su queste basi il Consorzio guarda al 2024 con ottimismo, “nonostante uno scenario internazionale complicato da guerre e condizioni economiche di incertezza in alcuni mercati e dopo un anno in cui il trend inflattivo si è fatto sentire. Però, come è sempre accaduto, infatti, quando si parla di vini di qualità, se alcuni mercati si contraggono, altri si aprono o crescono, offrendo nuove prospettive di sviluppo. Ricordiamo che il Chianti Classico si è affermato nel 2023 come una delle denominazioni più premiate, con punte di eccellenza da punteggio perfetto, ma in generale il numero davvero alto è quello dei suoi produttori che hanno ricevuto riconoscimenti dalla critica. Quello che funziona nel territorio del Gallo Nero è infatti il gioco di squadra. Un gioco di squadra che diventa ancora più significativo e simbolico in un anno in cui il Consorzio che unisce i produttori del comprensorio, festeggia il suo Centenario: è il Consorzio di produttori vitivinicoli più antico d’Italia“.

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Carlotta Gori direttrice Consorzio Chianti Classico

Consorzio Colli Berici e Vicenza
Con circa 1,8 milioni di bottiglie prodotte dalla Doc Colli Berici, 600mila dalla Doc Vicenza e con giacenze inferiori alla media dell’ultimo triennio il 2023 si è chiuso in linea con le ultime annate. “Per il 2024, i segnali provenienti dai mercati sono tendenzialmente stabili, sia per il trend interno che per quello estero – analizza il direttore del Consorzio Giovanni PonchiaProprio sul fronte estero sono incentrati alcuni progetti finalizzati ad aumentare la quota di export, ad oggi inferiore alle vendite nel mercato interno. Particolare riguardo ai paesi di lingua tedesca e del nord Europa, con azioni di incoming di operatori, nel solco di quanto già attivato negli ultimi anni”.

il Consorzio accoglie due nuove aziende, portando il totale dei soci a 28.
Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza

Consorzio Colli Bolognesi
Anche se i dati definitivi non sono ancora disponibili, “per il 2023 ci attendiamo un calo di circa il 20% – preannuncia il direttore Giacomo SavoriniA proposito della vendemmia 2023, i nostri viticoltori hanno dovuto fronteggiare un’annata contrassegnata da diverse criticità causate principalmente dall’andamento climatico e da fenomeni da gestire nel vigneto”. Per il 2024 le aspettative sono buone, “soprattutto in considerazione dell’aumento del turismo a Bologna, città che rappresenta il primo naturale mercato per i vini dei Colli Bolognesi”.

Il “progetto signature” nel 2024, in calendario per l’autunno, è la Mostra Assaggio Vini dei Colli Bolognesi, che “ormai per noi rappresenta un appuntamento fisso, nel cuore della città di Bologna, per chi desidera approfondire la produzione delle nostre colline, dalle bollicine ai bianchi, fino ai rossi” conclude Savorini.

Giacomo Savorini direttore consorzio lambrusco di modena
Giacomo Savorini, direttore Consorzi del Lambrusco, del Pignoletto e dei Colli Bolognesi

Consorzio Colli del Trasimeno
I dati definitivi sul 2023 sono in fase di elaborazione, ma il bilancio provvisorio parla di un calo produttivo del 20% per la denominazione, “con delle differenze da segnalare per le singole varietà – spiega il presidente Emanuele Bizzitra i rossi il sangiovese è l’uva che ha resistito meglio, mentre l’annata complessa si è fatta sentire maggiormente sul merlot. Più contenuti invece i cali delle uve bianche. In quanto a vendite abbiamo assistito a un rallentamento soprattutto nel settore horeca, stimato in linea con la decrescita nazionale entro il 10%, strettamente legato all’inflazione ma da interpretare anche come un assestamento fisiologico”.

Le previsioni per il 2024 sono all’insegna della cautela: “ci aspettiamo continui il periodo di assestamento dopo l’euforia successiva alle riaperture, in particolare per la distribuzione horeca. Sempre in linea con le prospettive nazionali, prevediamo una contrazione per quanto riguarda l’export, su tutti i continenti e mercati. Le previsioni positive riguardano il canale della vendita diretta, legate all’accoglienza in cantina, agli eventi di settore e alle attività di enoturismo”.

L’attività su cui investire? “L’enoturismo, perché i visitatori sono sempre più interessati a ‘degustare’ i luoghi che esplorano. Incrementeremo gli investimenti sul territorio perché crediamo fermamente nella bellezza, nella ricchezza e nell’attrattiva turistica del lago Trasimeno. Siamo consapevoli del nostro ruolo di attori protagonisti e ambasciatori della nostra terra, pertanto continueremo a innalzare il livello qualitativo dell’accoglienza in cantina, nonchè il livello qualitativo e la comunicazione delle nostre varietà autoctone, in primis il Trasimeno Gamay, rafforzando la rete tra le imprese enogastronomiche locali”.

Emanuele Bizzi, presidente Consorzio Colli Trasimeno
Emanuele Bizzi, presidente Consorzio Colli Trasimeno

Consorzio Collio
Il 2023 si è chiuso in linea con l’annata precedente, con un lieve aumento del numero di bottiglie prodotte rispetto al 2022 (circa 7.310.000 bottiglie prodotte nel 2023). I dati vendemmiali non sono ancora ufficializzati, ma dalle prime dichiarazioni vitivinicole ricevute da parte del nostro OdC risulta un’annata con una ovvia flessione, dovuta alle particolari e difficili condizioni meteorologiche, ma comunque nella media” spiega la direttrice del Consorzio Lavinia Zamaro.

Il 2024 si prevede in linea con i 12 mesi precedenti, “senza grosse flessioni per i prodotti di eccellenza quale è la Doc Collio nonostante la situazione socio-economica a livello nazionale ed europeo sia complessa”. “Il Consorzio – conclude Zamaro – quest’anno festeggia il 60esimo anniversario, ricorrenza che convoglierà in una serie di attività promozionali”.

Lavinia Zamaro direttrice Consorzio Collio
Lavinia Zamaro direttrice Consorzio Collio

Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo
Un’annata complessa, come ovunque, la 2023, che ha comunque visto un importante aumento delle rivendicazioni per i Colli Orientali del Friuli, che coprono oltre 2mila ettari vitati superando gli 8 milioni di bottiglie prodotte. Ribolla gialla, friulano e pinot grigio sono le principali varietà, ma anche i rossi come refosco, schioppettino e pignolo riescono a proporre un’importante lettura dell’identità territoriale. Le iniziative legate al 50° anniversario della Denominazione (festeggiato in ritardo rispetto al 2020) hanno portato tanti eventi sul territorio tra incoming, degustazioni e visite soprattutto nella nostra Tasting Academy”. Dopo un 2023 tutto sommato positivo, Matteo Bellotto, brand ambassador della denominazione, annuncia i punti di forza del 2024: ”la Tasting Academy rimane il fiore all’occhiello. Una sala con 32 vini in degustazione a rotazione in dispenser che vengono degustati andando a vedere una mappatura di migliaia di vigneti con dati raccolti su tutte le uve e tutte le zone in modo da poter dimostrare e riferire l’unicità della produzione dei diversi lembi di terra. Un’iniziativa unica in Italia che ha già accolto migliaia di visitatori negli ultimi anni”.

Consorzio Conegliano Valdobbiadene
Con un calo del 10% della produzione rispetto al 2022, ma un aumento a valore del 4,7% la denominazione chiude un 2023 che sottolinea il posizionamento di qualità raggiunto dal Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg nel corso degli anni. “Inoltre il 2023 è stato l’anno dell’affermazione delle ‘Rive’, che registrano una crescita del 10% in volume – sottolinea la presidente del Consorzio Elvira BortolomiolInoltre si rileva una crescita continua dal 2022 dei flussi turistici nel territorio di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg fino ai primi sette mesi del 2023, in particolare sono aumentati del 16% gli arrivi e del 12,2% le presenze nel periodo gennaio-luglio 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022. La domanda internazionale cresce con tassi di oltre il 20% rispetto al 2022, mentre quella domestica, che già aveva recuperato terreno gli anni scorsi, si è mantenuta su un ritmo di crescita più contenuto”.

Se si parla di produzione, “dopo le annate eccezionali del 2021 e 2022, il 2023, ha riportato la Denominazione sui livelli di produzione, già molto positivi, del 2020. L’obiettivo del Consorzio è perciò quello di continuare a lavorare sul valore della produzione, prestando sempre più attenzione a tutti gli agenti esogeni, come gli eventi metereologici estremi e le patologie della vite, che minacciano il lavoro di tanti viticoltori”.

Il 2024 del Consorzio proseguirà con le attività di incoming dedicate alla stampa italiana ed estera con l’obiettivo di portare sul territorio i portavoce della Denominazione, facendone scoprire i diversi aspetti che la caratterizzano dal punto di vista enoico, turistico e gastronomico. Come da tradizione, anche i principali saloni italiani e esteri saranno al centro del piano di attività consortile, iniziando con Vinexpo, Prowein e Vinitaly.

Elvira Bortolomiol Sistema Prosecco
Elvira Bortolomiol presidente Consorzio Conegliano Valdobbiadene

Consorzio Custoza
Il 2023 è stato un anno di sfide e grande lavoro, che si è chiuso con un incremento dei flussi enoturistici richiamati dalla professionalità nell’accoglienza e con riconoscimenti importanti per la qualità dei vini del nostro territorio. Dal punto di vista dell’imbottigliato siamo in linea con il mercato con una nota molto positiva proprio legata al fiore all’occhiello della nostra Denominazione, il Custoza Superiore, che dal 2019 ad oggi ha triplicato sia i volumi certificati che imbottigliati. È un vino importante, su cui noi stiamo lavorando molto, con potenziale di invecchiamento, complessità e grande eleganza”. È soddisfacente il bilancio 2023 per la presidente del Consorzio Roberta Bricolo, che anche per il 2024 ha intenzione di “fare leva sui punti di forza della denominazione, che rispondono ai trend e alle attuali richieste del mercato, quali la contemporaneità di stile, l’originalità del blend, le potenzialità di abbinamento e l’ottimo rapporto qualità prezzo”.

A tal fine abbiamo pianificato per il nuovo anno un fitto calendario di attività per diffondere l’eccellenza del nostro vino e far conoscere le terre del Custoza, ancora autentiche, che sanno regalare emozioni inaspettate, sia in termini turistici che in termini enologici – spiega Bricolo – In aggiunta ad attività di incoming di opinion leaders, fiere internazionali, masterclass didattiche, attività formative e comunicazione social, ci distingueremo per la strategia enoturistica condivisa tra soci e territorio, declinata in un originale e unico progetto che porterà nelle cantine musica, arte, scienza e natura. Le nostre parole chiave saranno Accoglienza enoturistica, Persone (operatori, wine lovers e turisti), Armonia del Blend e promozione del Marchio Custoza quale vino e territorio”.

Roberta Bricolo presidente Consorzio Vino Custoza Doc
Roberta Bricolo presidente Consorzio Vino Custoza Doc

Consorzio Freisa di Chieri e Collina Torinese
A fronte di una leggera contrazione generale per il mondo del vino italiano in termini di vendite, soprattutto sui mercati già esistenti, il 2023 della Freisa di Chieri si è invece rilevato un anno positivo, contraddistinto da un mercato locale piuttosto vivace e da interessanti opportunità di ulteriore crescita – dichiara il presidente Matteo RossottoUn trend col segno più che è proseguito anche nella seconda parte del 2023 e che registriamo già da alcuni anni, dettato in primis dal grande lavoro svolto dal Consorzio, con le sue attività promozionali e l’organizzazione di incontri e manifestazioni come ad esempio Di Freisa in Freisa, dai suoi produttori consorziati, e da altre realtà ‘amiche’ come l’Associazione Più Freisa. Ma anche dalla grande promozione e valorizzazione che gli addetti ai lavori, come le aziende vinicole e gli stessi ristoratori, stanno facendo sui vitigni che in passato venivano considerati più ‘rustici’, di nicchia e meno conosciuti dal grande pubblico come appunto la Freisa e, nello specifico, la Freisa di Chieri”. Su questa crescita ha influito positivamente nel lungo periodo anche l’elezione del Freisa a vitigno dell’anno 2022 per la Regione Piemonte, onorificenza che ha permesso alla Freisa di allargare il proprio raggio di azione anche verso un target più giovane e attento alle piccole denominazioni del proprio territorio, e di guadagnare di conseguenza maggior prestigio.

Il nuovo anno porterà nuove sfide e traguardi. “Nel 2024 avremo da affrontare grandi sfide. L’obiettivo del Consorzio nel 2024 è quello di proseguire sul trend positivo registrato in questi anni, consolidando ancora di più la notorietà della Freisa di Chieri, facendo conoscere a un pubblico ancora più vasto ed eterogeneo le nostre peculiarità”. L’evento signature è Di Freisa in Freisa, che si terrà a maggio a Chieri, diventato una vetrina per i produttori, per la città e le sue tipicità enogastronomiche, agroalimentari ma anche culturali e artistiche.

Il presidente del Consorzio freisa di chieri e colline torinesi, matteo rossotto
Matteo Rossotto, presidente Consorzio Freisa di Chieri e Collina Torinese

Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia
Una Doc giovane ma che si sta affacciando con entusiasmo sui mercati quella rappresentata dal Consorzio Friuli Venezia Giulia. “I numeri del 2023 sono in linea con quanto previsto a inizio anno, dato non scontato essendo una DOC relativamente giovane le cui dinamiche evolutive non sono ancora perfettamente intuibili – dice il presidente Stefano TrincoI dati positivi riguardano il prodotto imbottigliato e commercializzato mentre il maltempo, che ha caratterizzato la bizzarra estate 2023, probabilmente influirà sulla quantità che si andrà ad elaborare nel 2024”.

Dovendo fare i conti con dati generali del Vigneto Italia “che meritano attenzione e inducono riflessioni profonde sul futuro. Ma confidiamo nel sempre maggiore appeal che incontra la Doc Friuli presso i produttori. Senza contare che produce soprattutto vini bianchi che, fortunatamente, sono i meno coinvolti dalla contrazione del mercato”. In questa direzione nel 2024 verranno completate alcune modifiche al disciplinare di produzione con l’obiettivo di dare nuove opportunità per i soci e per l’intera denominazione.

Stefano Trinco, il presidente del consorzio tutela friuli venezia giulia Doc
Stefano Trico, presidente Consorzio Friuli Venezia Giulia Doc

Consorzio Gavi
Con oltre 14 milioni di bottiglie vendute il 2023 per la denominazione del Gavi Docg può dirsi positivo. “Siamo perfettamente in linea con i dati 2022 e con la presenza del Gavi sui principali mercati internazionali, in particolare in UK, USA e Germania – dice il presidente del Consorzio Maurizio MontobbioLa vendemmia 2023 ha portato in cantina più di 140mila quintali di uva per un totale di oltre 100mila ettolitri. Anche in questo caso si tratta di dati corrispondenti allo scorso anno. Per quanto riguarda il territorio, si è registrato un interessante ritorno di ospiti stranieri e un generale aumento di turisti rispetto all’anno precedente”.

E anche per l’anno appena iniziato le previsioni sono favorevoli visto che “il mercato sta premiando i vini bianchi e questo ci consente di performare bene nonostante la contrazione dei consumi e l’aumento delle accise in Uk, il nostro primo mercato. Continueremo a realizzare, a livello consortile, attività orientate al consolidamento del valore del Gavi nei mercati in cui siamo già presenti, proseguendo il progetto di promozione internazionale già avviato lo scorso anno”.

Sfruttando anche i vantaggi della nuova sede in cui il Consorzio si è trasferito lo scorso anno, “uno spazio progettato in maniera funzionale e contemporanea che permette di realizzare più attività, più incontri, di ospitare più visitatori. Inaugureremo la sede con una masterclass a marzo e proseguiremo con una serie di eventi per celebrare il 50esimo anniversario della Doc Gavi, ottenuta nel 1974”.

Maurizio Montobbio presidente Consorzio del Gavi
Maurizio Montobbio presidente Consorzio del Gavi

Consorzio Lambrusco
A livello di volumi prodotti, nel 2023 abbiamo registrato un leggero calo nell’ordine di circa il 10% – riferisce il direttore Giacomo SavoriniPer quanto concerne la vendemmia 2023, abbiamo registrato una leggera contrazione nei volumi di uve raccolte ma di ottima qualità, favorita dalle escursioni termiche tra il giorno e la notte registrate in particolare nell’ultima fase di maturazione”. Nel 2024 non si aspettano però ulteriori contrazioni, “ma un mantenimento dei volumi”.

Nel 2024 proseguiranno le attività di promozione iniziate nel 2023, ma in calendario si aggiungerà un evento il 21 giugno, data in cui tradizionalmente a livello internazionale si festeggia la giornata dedicata ai vini Lambrusco.

Consorzio Lessini Durello
Il Consorzio nel 2023 ha sfiorato la soglia del milione di bottiglie prodotte, un traguardo significativo vista la dimensione della denominazione, con una quota di Metodo Classico in costante crescita rispetto al totale, e che si cercherà di accrescere ulteriormente nel 2024 rispetto al Metodo Charmat. Target che passa attraverso una comunicazione più capillare della differenza tra le due tipologie. Anno nuovo che vedrà anche il Consorzio Lessini Durello impegnato nel progetto HEVA (Heroes of Europe: Volcanic Agricolture).

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Diletta Tonello, presidente Lessini Durello

Consorzio Lugana
La denominazione registra una sostanziale invarianza negli ultimi tre anni – riferisce il presidente del Consorzio Fabio Zenatoun dato che dimostra la capacità della Doc Lugana di mantenere nell’ultimo triennio, nonostante la congiuntura economica internazionale, una sostanziale stabilità negli ettolitri imbottigliati”.

In merito al valore, Zenato evidenzia la crescita della Doc, in linea con la strategia di posizionamento che il Consorzio persegue. “Dato un prezzo medio scaffale di 8 euro, ci preme sottolineare come il valore sia delle uve che dello sfuso rimanga a livelli alti e che soddisfano le esigenze dei produttori di uva, i quali si trovano a dover fronteggiare le sfide attuali, sia economiche che del cambiamento climatico”.

Pur consapevoli di uno scenario non proprio ottimistico, anche per lo strascico delle grandinate subite, dal Lugana manifestano pacato ottimismo. “Sappiamo che il vino bianco è un trend in forte crescita rispetto ai rossi o alle bollicine e questo ci dà molta forza per intraprendere iniziative e attività promozionali – dice il presidente – Nell’ultimo biennio la denominazione ha lavorato per ottenere una forte riconoscibilità, riuscendo a fidelizzare una nicchia di mercato”. E i progetti sul 2024 avranno come obiettivo prioritario l’aumento di valore della Doc sia a livello nazionale che internazionale. “Non a caso ci stiamo anche dotando di strumenti, come l’Osservatorio Economico, che ci permettano azioni più mirate e strategiche così da ottenere i risultati sperati”, conclude.

Fabio Zenato presidente Consorzio del Lugana
Fabio Zenato, presidente Consorzio del Lugana

Consorzio Maremma Toscana
In uno scenario nazionale che vede il settore in flessione, e la stessa Toscana in calo di circa il 7%, la Doc Maremma Toscana chiude l’anno con un seppur minimo segno positivo per quanto riguarda l’imbottigliato – chiosa Francesco Mazzei, presidente del ConsorzioPossiamo quindi ritenerci abbastanza soddisfatti, pur consapevoli del momento particolare che sta vivendo il mercato”.

Guardando al prossimo futuro, nel quale Mazzei non si attende cambi di scenario almeno a livello di vendite, egli è convinto che “il rallentamento dei mercati e il calo delle vendite sia in parte legato a una riduzione delle scorte nella pipeline imputabile al rialzo del costo del denaro dettato dalla crescita dei tassi di interesse che, si spera, cominceranno a decrescere nel secondo semestre dell’anno”. Tornando sul territorio, Mazzei è convinto che “la nostra è una Denominazione giovane e relativamente nuova, che da ormai qualche anno si distingue per la sua dinamicità all’interno del panorama enologico regionale e nazionale; vi è molto interesse da parte dei consumatori in cerca di novità e questo credo giochi a nostro favore. Avendo un’ampia proposta di vini bianchi e rosati, che spiccano per qualità, abbiamo le carte in regola per soddisfare i nuovi trend di consumo che vanno anche in questa direzione”.

Il focus della denominazione saranno sul Vermentino, che è la varietà che sta performando meglio, avrà dei momenti dedicati durante l’anno, assieme anche al Ciliegiolo. “Abbiamo tante idee che puntano a innalzare la notorietà della Denominazione e dei suoi vini, nelle quali il territorio sarà centrale: la Maremma Toscana è un luogo estremamente bello e ancora, per certi versi, selvaggio, e vogliamo che entri nella mappa di tutti gli appassionati di vino, di turismo sostenibile e dell’enogastronomia in generale”.

Francesco Mazzei, presidente al secondo mandato del Consorzio Maremma Toscana DOC
Francesco Mazzei, presidente Consorzio Maremma Toscana

Consorzio Nobile di Montepulciano
Per il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano il 2023 si è chiuso con un recupero significativo sui mercati negli ultimi mesi. “Nella nostra denominazione si è registrata una lieve flessione, del -3,8% per il Vino Nobile di Montepulciano e del -6,2% per il Rosso di Montepulciano, in linea con le altre denominazioni toscane di riferimento – spiega il direttore del Consorzio Paolo SoliniCertamente le contingenze geopolitiche degli ultimi anni non stanno aiutando la crescita all’estero: il mercato internazionale in generale è in un momento di stasi per il vino italiano”.

L’obiettivo è tornare a crescere nel 2024, “in particolare, visti i numeri del turismo a Montepulciano che continuano a lievitare in maniera esponenziale, prevediamo un aumento dei consumi ‘sotto casa’. La ristorazione e le enoteche del territorio stanno crescendo in termini di accoglienza, così come tutto il sistema delle cantine. L’enoturismo sta diventando sempre di più un ottimo mercato per il Vino Nobile di Montepulciano”.

Tra le novità, “avremo per la prima volta gli indici legati al progetto di Sostenibilità con la norma Equalitas, per il quale abbiamo già la certificazione dal 2022, con l’entrata a regime delle centraline meteo che, posizionate in ogni vigneto, daranno un contributo alla svolta sostenibile in vigna. Inoltre il 2024 sarà l’anno del Vino Nobile di Montepulciano Pieve che entrerà in commercio a gennaio 2025” sottolinea Solini.

Paolo Solini direttore Consorzio Vino Nobile di Montepulciano
Paolo Solini, direttore Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

Istituto Marchigiano di Tutela Vini
Lo sguardo del presidente dell’Istituto Marchigiano di tutela Vini Michele Bernetti è orientato ad un prudente ottimismo. “Se andiamo a vedere i livelli delle giacenze non son male – dice – e complessivamente siamo allineati su una crescita del 3/4 per cento non allarmante”. Non ci sono ancora i dati dell’Osservatorio Vini, ma Bernetti segnala una sostanziale tenuta per Matelica, Colli Maceratesi, Lacrima di Morro d’Alba e Bianchello del Metauro, una lieve flessione per il Conero e invece una perdita del 10% circa sul verdicchio dei Castelli di Jesi. “Riserva e Superiore crescono, dunque è più il verdicchio base che ha sofferto nel 2023, in linea con la tendenza complessiva per i vini d’ingresso”.

Allungando lo sguardo sull’anno appena iniziato, il presidente IMT evidenzia come “la vendemmia scarsa ha fatto crescere i prezzi delle uve e dei vini – dice – e in un mondo che non vuol sentir parlare di aumenti di prezzo questo un poco preoccupa. Nonostante questo, sono moderatamente ottimista. Abbiamo bianchi importanti e rossi che hanno un posizionamento consolidato, quindi non prevedo grandi passi in avanti e però una certa stabilità”.

Nel 2024 il focus sarà soprattutto sul mercato italiano, pur senza trascurare l’impegno già pianificato attraverso i fondi OCM. “Quest’anno dovremmo vedere l’uscita delle nove denominazioni per Jesi, Matelica, Colli Maceratesi e Conero (col rosato) – spiega – dunque ci sarà un nuovo impulso legato soprattutto alle attività di comunicazione”.

Michele Bernetti presidente IMT
Michele Bernetti, presidente IMT

Consorzio Morellino di Scansano
Il 2023 per il Morellino di Scansano è stato un anno di transizione, difficile per tutti – riconosce il presidente Bernardo Guicciardini Calamainel quale si è registrato un calo dei consumi di vino a livello nazionale e internazionale, in particolar modo dei vini di fascia media. Dopo la ripresa post Covid abbiamo rilevato un calo di vendite di circa il 10%, compensato parzialmente da un aumento del prezzo medio allo scaffale. Inoltre, è stata un’impresa ardua gestire e assorbire gli aumenti diffusi e consistenti delle materie prime ed energetici e gestire in vigna gli effetti collaterali del cambiamento climatico”.

Considerando l’andamento degli ultimi mesi del 2023, secondo Guicciardini Calamai “si prospetta un 2024 complesso. Ci aspettiamo un ulteriore lieve calo dei consumi nel primo semestre seguito poi nella seconda metà dell’anno da una ripresa del mercato interno e dell’export. Quello che ci auguriamo è di ritornare quanto prima ad una situazione di normalità e di maggiore stabilità dei mercati”.

Bernardo Guicciardini Calamai presidente Consorozio Morellino di Scansano
Bernardo Guicciardini Calamai presidente Consorozio Morellino di Scansano

Consorzio Pignoletto
Ci attendiamo un calo di circa il 15% della produzione – preannuncia il direttore del Consorzio Giacomo SavoriniA proposito della vendemmia 2023 abbiamo registrato un calo nelle uve raccolte dovuto principalmente alle avversità che si sono presentate in vigna nel corso dell’ultima annata, dall’andamento climatico e in particolare alla grandine a fenomeni come la peronospora in vigneto”. Per il 2024 “ci attendiamo il mantenimento dei volumi dopo due anni di leggero ridimensionamento”.

Consorzio Prosecco Doc
Rispetto al 2022 la denominazione Prosecco Doc ha registrato una contrazione del 3,5% nel 2023, ma chiudere l’anno con 616 milioni di bottiglie distribuite nel mondo non può certo essere definito un risultato risultato poco soddisfacente. “Soprattutto perché, se c’è stata una flessione nei volumi, guardando al valore abbiamo registrato un incremento del 8/9 per cento – chiosa il presidente del consorzio Stefano Zanettefatto molto positivo, soprattutto perché è avvenuto trasversalmente sul mercato internazionale e sul mercato interno”. Zanette evidenzia come abbiano pesato soprattutto i due conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente, mentre l’inflazione ha rallentato la spinta sua occasione di consumo quali aperitivo e fuori casa.

Guardando al 2024, “riteniamo che se l’effetto dell’inflazione si riduce e si arriva ad una pacificazione sui fronti caldi, potrebbe esserci una vera ripartenza – aggiunge il presidente – Come denominazione e come aziende stiamo spingendo molto sulla promozione per il consolidamento di mercati storici come Italia, UK e Germania, ma anche per lo sviluppo più ampio negli Stati Uniti e in Francia”.

Il focus nel 2024 sarà sullo sviluppo in paesi che, pur con volumi ridotti, sono interessanti per la vocazione turistica di alto profilo: “dai Caraibi al centro e sud America stiamo lavorando per essere presenti come scelta per un pubblico di consumatori che associa il Prosecco a un’esperienza sofisticata. È proprio sulla crescita della percezione che stiamo spingendo molto”.

Stefano Zanette, presidente Consorzio Prosecco
Stefano Zanette, presidente Consorzio Prosecco Doc

Consorzio Roma Doc
Vini bianchi in crescita e l’horeca che fa da traino. Su questi due puntisi concentra l’analisi del 2023 del presidente del Consorzio Tullio Galassini. “Un’annata di certo complessa – spiega – ma altrettanto ricca di soddisfazioni e risultati positivi soprattutto sul territorio romano, dove i nostri vini stanno registrando sempre più un crescente riconoscimento. L’horeca continua a crescere, d’altra parte anche le aziende più piccole si stanno affacciando al grande mercato. Nello specifico i vini bianchi stanno generando sempre più appeal grazie ai due vitigni autoctoni protagonisti, il Bellone e la Malvasia Puntinata, che sono sempre più apprezzati per i loro sentori caratteristici. Un 2023 difficile soprattutto fuori dai confini nazionali per i tanti conflitti in essere e per la crisi dei vini rossi. Si è riscontrato un decremento delle vendite in generale, tuttavia siamo riusciti a rimanere stabili e questo ci rende ottimisti per il futuro”.

La capitale resterà la piazza di riferimento anche nel 2024, dove saranno protagonisti anche i rossi: “non ci aspettiamo una contrazione di mercato perché i vini rossi in vendita saranno del 2022, un’ottima annata, di altissima qualità e di giusta produzione. I dati non sono ancora definitivi ma già sappiamo che è stata una produzione abbastanza limitata, nondimeno invariata nel suo pregio”.

Largo dunque ai progetti di B2C per far conoscere Roma come città del vino. “Sarà, inoltre, nostra cura puntare su un’efficace comunicazione che trasmetta a pieno ciò che rappresenta l’Urbe e il profondo legame con il suo territorio e i vitigni – anticipa Galassini – Da non trascurare poi la promozione del Business to Business che ci permette un crescente spazio di ampliamento dei nostri prodotti. L’obiettivo è quello di aumentare la percezione del marchio Roma Doc e del suo valore dentro e fuori i confini nazionali. Abbiamo chiuso il 2023 con un ottimo bilancio e i risultati raggiunti ci stimolano a perseguire i nuovi obiettivi con entusiasmo e duro lavoro, qualità che da sempre ci contraddistinguono”.

Tullio Galassini è il presidente del neonato Consorzio Roma Doc
Tullio Galassini, presidente Consorzio Roma Doc

Consorzio Romagna
Anche per le denominazioni romagnole Il 2023 ha portato non poche difficoltà, in particolare a causa dell’eccezionale alluvione che ha colpito il territorio. Le conseguenze hanno impattato soprattutto alcune zone collinari dove si stima un calo intorno al 20% della produzione, mentre le aree di pianura hanno mantenuto una produzione stabile. “Nonostante le avversità climatiche il comparto vitivinicolo dell’Emilia-Romagna, con le sue 2.753 cantine e 53mila ettari vitati, ha mostrato una produzione globale quantitativamente discreta e qualitativamente eccellente”, fa sapere il Consorzio.

Che per il 2024 farà tesoro dell’esperienza dell’anno appena trascorso, che ha dimostrato come la ricerca della qualità sia cruciale per affrontare le avversità climatiche e consolidare la reputazione delle denominazioni di origine. Parlando di mercato, si deve considerare una condizione generale di leggera contrazione, “ma anche in anni difficili – sottolinea il presidente Roberto Montil’attività del Consorzio è garanzia di qualità. La strategia principale sarà quindi concentrarsi sulla produzione di vini di eccellenza, valorizzando le denominazioni d’origine e affrontando le sfide attraverso un’attenzione particolare al vigneto”.

Il progetto signature del 2024, sarà l’evoluzione dell’evento che da anni rappresenta la più importante vetrina per i vini romagnoli anche in ottica internazionale: Vini Ad Arte. L’edizione di quest’anno avrà un programma completamente rinnovato, che offre agli operatori internazionali che parteciperanno masterclass, seminari e degustazioni.

Consorzio Vini di Romagna è un comparto vitivinicolo di 2.753 cantine, con un patrimonio di 53.000 ettari vitati condotti da circa 16.000 aziende.
Roberto Monti, presidente di Consorzio Vini di Romagna

Consorzio Soave e Recioto di Soave
Nel 2023 la quota dell’imbottigliato ha raggiunto i 35 milioni di bottiglie a fronte di un costante impegno tra i produttori per quel che riguarda il miglioramento qualitativo e la riconoscibilità del vino Soave e del suo territorio di produzione.  Le incertezze riguardano lo scenario globale: “Siamo inseriti in un contesto in cui è difficile qualsiasi previsione – fa sapere il Consorzio – Da parte nostra, associamo ai volumi anche un livello qualitativo di rilievo e questo ci fa affrontare l’incertezza complessiva con maggiore fiducia”.

Il 2024 porterà inoltre all’implementazione dell’ultima parte del progetto promozionale HEVA (Heroes of Europe: Volcanic Agricolture), nell’ambito della misura 1144 che vede la collaborazione con il Consorzio del Lessini Durello, il Consorzio del Monte Veronese e i vini di Santorini.

Sandro Gini_Presidente_Soave
Sandro Gini, presidente Soave

Consorzio Suvereto e Val di Cornia
Al di là dei dati ufficiali, che devono ancora consolidarsi – evidenzia il presidente Daniele Petriccia noi interessa rilevare il ritrovato interesse delle cantine verso le denominazioni che insistono in Val di Cornia. Abbiamo una superficie vitata di circa 820 ettari, di cui 346 nel solo comune di Suvereto, che vogliamo riportare in buona parte nel novero delle produzioni a denominazione, unica chiave di volta capace di sorreggere lo sviluppo dell’intero territorio”.

Difficile fare previsioni durante una fase altamente instabile come quella attuale. “Certamente il quadro non è roseo, ma il vino ha dimostrato più volte una certa resilienza alle difficoltà congiunturali”, chiosa Petricci.
Tra le attività previste per il 2024, cruciale il progetto di modifica dei disciplinari. “Una rivisitazione discussa con tutti, improntata alla semplificazione e all’aggiornamento del vigneto Val di Cornia”.

Daniele Petricci, Presidente Consorzio tutela vini Suvereto e Val di Cornia
Daniele Petricci, presidente Consorzio Suvereto e Val di Cornia

Consorzio Valpolicella
Il 2023 si è chiuso molto bene in vigneto per l’area della Valpolicella. “È stata una stagione molto difficile, partita con grandi criticità – chiosa il presidente Christian Marchesinima il mese di ottobre ci ha permesso di recuperare e mettere a riposo 438mila quintali di uva, ovvero un record per la denominazione”. Con riferimento al mercato, invece, le tre denominazioni sono tutte in calo: “il Ripasso ha perso il 3% – riferisce il presidente – e l’Amarone il 15%, ma quest’ultimo non preoccupa perché nonostante il calo dell’imbottigliato mantiene un prezzo alto. Più fragile invece la posizione del Valpolicella, con un – 10%, che richiederà un impegno forte”.

Guardando il 2024, Marchesini esprime un moderato ottimismo legato soprattutto all’attività di pianificazione e promozione del consorzio. “Difficilmente vedremo altri cali”, dice. E guarda avanti con un certo entusiasmo, dato che quest’anno dovrebbe progredire il percorso per la definizione delle sottozone, che di fatto sono saranno le tre vallate. “La commissione sta lavorando su un progetto già incardinato – chiosa – e la strada non sarà breve, ma dovrebbe vedere un importante passo in avanti nel 2024”.

Presidente Consorzio Vini Valpolicella Marchesini lamenta calo 5% raccolta per vendemmia 2023. “Ma abbiamo saputo gestire le difficoltà”
Christian Marchesini, presidente Consorzio Vini Valpolicella

Consorzio Vernaccia di San Gimignano
Il 2023 è stato un anno molto peculiare anche per la nostra denominazione – analizza la presidente del Consorzio Irina StrozziGli impatti dei cambiamenti climatici sono stati risentiti anche a San Gimignano come su tutto il territorio nazionale. Questo ha portato a registrare una perdita di produzione nel 2023 del 38%. A fronte di questo dato abbiamo, però, assistito alla capacità della nostra denominazione di reggere il mercato in maniera eccellente, registrando un dato positivo del +3,38% rispetto al 2022 con 4.790.266 di bottiglie immesse sul mercato, e del +2,53% rispetto all’ultimo risultato pre-covid del 2019. Questo dato dimostra la crescita costante di questa denominazione sul mercato, la sua capacità di adattarsi e di rispondere in maniera dinamica alle continue sfide. Questo grazie all’attento lavoro dei produttori della Vernaccia di San Gimignano ma anche al lavoro che il consorzio sta conducendo in questi anni, che ha portato tra l’altro, a reinterpretare le modalità di comunicazione e promozione di questa denominazione”.

Anche per il Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano il 2024 si apre all’insegna dell’incertezza, anche se “già si confermano interessanti dinamiche per la Vernaccia di San Gimignano. Anche alla luce delle previsioni di crescita dell’interesse dell’enoturismo, e San Gimignano è una delle mete turistiche più rilevanti nel nostro paese, oltre al crescente interesse del mercato riguardo vini bianchi, autoctoni e con una grande storia. E la Vernaccia di San Gimignano, uno dei vini bianchi più antichi d’Italia, ricco di storia e di tradizione, ma anche un vino contemporaneo e sorprendente, potrà essere facilmente protagonista di questo prossimo anno”.

I progetti per i prossimi 12 mesi non mancano. “Il 2024 vedrà l’affermarsi di uno dei progetti più importanti per San Gimignano – spiega la presidente – il Regina Ribelle Wine Fest. Un festival dedicato all’unica Docg bianca toscana, per questo definita come ‘La Regina Bianca in una terra di re rossi’ e ‘Unica, Nobile e Ribelle’. Avrà un impatto importante su tutto il territorio e il Comune sarà co-organizzatore dell’evento”.

Irina Guicciardini Strozzi, presidente Consorzio della Vernaccia di San Gimignano
Irina Guicciardini Strozzi, presidente Consorzio della Vernaccia di San Gimignano

Consorzio Vini Vesuvio
Per Ciro Giordano, presidente Consorzio , “il 2023 si è chiuso in maniera positiva. A livello commerciale registriamo una grande crescita, le cantine registrano poco invenduto e questo non può che farci felici. Anche la vendemmia, in un’annata così difficile, ci ha visti tra i fortunati. I venti che arrivano dal mare hanno spazzato i ristagni di umidità e i nostri terreni, vulcanici, drenanti e sabbiosi senza ristagni d’acqua, ci hanno permesso di entrare in vigna subito dopo le piogge. Questo ci ha permesso di gestire in maniera ottimale le malattie registrando un 15-20% circa di flessione, un dato praticamente ordinario“.

L’outlook per il 2024 ha un’impronta internazionale: “abbiamo registrato richieste importanti dai mercati esteri, sia dagli USA che dall’Europa, ma anche dal Canada, un risultato determinato dal grande lavoro di organizzazione legislativa e di promozione che sta portando avanti il Consorzio e dal lavoro delle cantine che hanno operato molto bene innalzando il livello qualitativo dei vini”.

Una vetrina è costituita dal Vesuvio Wine Forum, l’evento istituzionale del Consorzio, momento di promozione e confronto incentrato sul territorio e le sue denominazioni.

Club Buttafuoco Storico
Il Buttafuoco Storico rappresenta una produzione di nicchia rispetto alla Doc Buttafuoco, che risulta essere in crescita sia nei numeri sia nel valore a bottiglia. “Il Buttafuoco Storico, che si posiziona all’apice di questa Doc, ha segnato un +15% di fatturato complessivo dei soci e una vendemmia con incremento produttivo del 30% rispetto all’anno precedente, dovuto più che altro alla stagione avversa del 2022 – commenta Armando Colombi, direttore del Club – Nel 2023 molti dei nostri vignaioli sono stati insigniti di premi prestigiosi e di questo siamo tutti orgogliosi. Un anno positivo, quindi, che ci incoraggia a proseguire il percorso produttivo, commerciale e di promozione intrapreso”.  Da febbraio il Club avrà anche una nuova casa, “una nuova stagione per il Club che investe anche in enoturismo, grazie a una rinnovata formula di accoglienza in Oltrepò Pavese che i wine lovers potranno sperimentare”.

Armando Colombi Club del Buttafuoco Storico
Armando Colombi, Club del Buttafuoco Storico

Associazione produttori di Ruchè di Castagnole Monferrato
In attesa dei dati ufficiali, Franco Cavallero presidente dell’associazione esprime soddisfazione “per un anno che si chiude con una crescita in valore di circa il 30%. La produzione della denominazione nel 2023 si è attestata sul milione di bottiglie – 700mila delle quali prodotte da aziende parte dell’Associazione -, in leggero calo rispetto al 2022 a causa di una congiuntura economica che ha portato a rallentare l’intero comparto del vino”.

Andando oltre il dato, Cavallero si dichiara soddisfatto dell’anno appena concluso, che si è chiuso “con molti investimenti sul territorio in diverse direzioni: sviluppo dell’enoturismo, riduzione dell’impatto ambientale con soluzioni innovative, ristrutturazione delle aziende per incrementare accoglienza e sostenibilità”.

Nuovi progetti in cantiere per il 2024, dove accanto alla consolidata Festa del Ruchè di Castagnole Monferrato, in programma a maggio, ci sarà la novità dell’Anteprima Ruchè, un evento itinerante che porterà le aziende della denominazione nelle principali città italiane con lo scopo “di fare conoscere questo vitigno a un pubblico nuovo ma anche, e soprattutto, di presentare i volti dei produttori che, ogni giorno, lavorano e investono seriamente su un vino straordinario e contemporaneo” conclude Cavallero.

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