
Masciarelli Tenute Agricole sviluppa un progetto che mette in relazione viticoltura, ricerca, ospitalità e gastronomia. Guidata oggi da Marina Cvetic Masciarelli, l’azienda porta avanti l’intuizione del fondatore Gianni Masciarelli, legando il vino alla valorizzazione del territorio abruzzese.

Con circa 300 ettari vitati distribuiti nelle quattro province abruzzesi, l’azienda lavora sulle differenze tra suoli, altitudini, esposizioni e microclimi, senza cercare di uniformarle.
La biodiversità accompagna il lavoro in vigneto. La presenza di orchidee selvatiche tra i filari, il monitoraggio delle parcelle e la scelta di conservare la complessità degli ambienti raccontano un’agricoltura fondata sull’osservazione.
La stessa attenzione riguarda il paesaggio. “Quest’anno ho comprato sessanta alberi di mandorlo e li ho messi a Loreto. Ne mancano ancora venti per creare un grande viale: voglio vedere i mandorli in fiore, tutto rosa, accanto alla vigna - racconta Marina Cvetic - Non è solo lavoro di vigna e non è solo business del vino: è anche un lavoro da giardiniere. Questa è un po’ la nostra missione”.

La gestione dei vigneti richiede un confronto continuo tra agronomia e cantina. Le uve provenienti dalle diverse parcelle vengono seguite e vinificate separatamente, per comprendere come ogni ambiente incida sul risultato. “Per fare un grande vino bisogna avere uve straordinarie”, sintetizza l’enologo Attilio Alfino.
Microvinificazioni, prove con diverse tostature delle barrique e recipienti in vetro sono strumenti di ricerca. Di fronte al progetto ancora aperto sui contenitori in vetro, Alfino risponde: “Non lo so. Io ci credo molto”.
La continuità con il lavoro di Gianni Masciarelli non ha significato immobilità. Sotto la guida di Marina Cvetic l’azienda ha continuato a investire nella ricerca, nell’ospitalità e nelle competenze locali, mantenendo una forte apertura internazionale.
“Ci piaceva avere il nostro vino dove si mangiava bene”, racconta ricordando i primi anni della distribuzione. Una filosofia rimasta nel tempo.
In questo percorso si inserisce l’ingresso della cantina biologica Chiamami quando Piove - Valori, nata dal rapporto con Luigi Valori e radicata nelle colline teramane. L’operazione amplia il progetto mantenendo l’identità della cantina e la filosofia biologica costruita da Luigi Valori.
Il Castello di Semivicoli è il luogo nel quale questa visione si apre all’ospitalità. La dimora seicentesca, acquistata nel 2004 e recuperata attraverso un lungo restauro conservativo, ospita oggi camere, wine bar, eventi e percorsi gastronomici.
Marina ricorda ancora le parole con cui Gianni le annunciò l’acquisto: “ti ho regalato un castello”. Dopo la sua scomparsa, ha portato avanti personalmente il recupero fino all’apertura del 2009.

Il resident chef Mario Di Giovanni lavora sulla materia prima e sulla stagionalità, con particolare attenzione ai vegetali. “La nostra filosofia è mangiare bene, bere bene, divertirsi e lavorare con passione – sottolinea Marina - Il segreto, per tutti, è lavorare con passione”.
Nella Bottaia dal Cielo Stellato il confronto tra vini affinati in barrique con tostature differenti rende visibile il passaggio dalla ricerca all’assaggio.
Il nome richiama una riflessione di Gianni Masciarelli: “Ogni produttore ha due cantine, una di cemento e una sotto il cielo; ma è la seconda, cioè la vigna, la più importante”. Il lavoro in cantina parte da questa convinzione e torna continuamente al vigneto.

Ciliegia croccante, arancia sanguinella e piccoli frutti rossi definiscono un profilo fragrante e nitido. Il sorso è fresco, succoso e dinamico, ma conserva una materia che lo allontana dall’idea di un rosato soltanto immediato. La chiusura sapida ne rafforza la versatilità a tavola.

Dal colore oro, si apre su profumi di vaniglia, note tostate, mandorla e richiami di pasticceria. L’affinamento in rovere costruisce volume e complessità senza cancellare la vena acida. In bocca è ampio e avvolgente, ma acidità e sapidità mantengono il sorso equilibrato e dinamico. Materia e tensione procedono insieme fino a un finale lungo e persistente, mostrando la capacità del Trebbiano abruzzese di sostenere il tempo.

Dal colore oro, interpreta il carattere più maturo e strutturato della linea Marina Cvetic. Al naso emergono frutta gialla matura, agrumi, leggere note speziate, miele e un richiamo al caramello. Il sorso è ampio e avvolgente, sostenuto da una freschezza che evita ogni eccesso di peso. Il legno accompagna la materia senza coprirla e contribuisce a una chiusura lunga e armonica.

Nato dal vigneto Cave a San Martino sulla Marrucina, è profondo e stratificato. Mora, prugna e spezie dolci si intrecciano a note balsamiche e leggermente tostate, mentre il tannino fitto sostiene una struttura importante senza irrigidire il sorso. La lunghezza e l’equilibrio ne confermano la prospettiva evolutiva.

Un Cerasuolo immediato ma non semplice, giocato su frutto rosso, agrumi e una lieve nota floreale. In bocca è fresco, sapido e scorrevole, con una buona consistenza e un finale pulito. È il vino che rende più evidente la continuità tra il progetto Masciarelli e l’identità biologica di Chiamami quando Piove - Valori.

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