
Il Canada ha reagito ai dazi USA con contro-dazi che hanno praticamente azzerato le esportazioni di vini a stelle-e-strisce sul mercato del vicino nord-americano (il primo mercato di destinazione della produzione enoica statunitense). Difficile pensare che l'Europa possa fare lo stesso, ma ascoltando le interviste raccolte dalla redazione di Vinonews24 per il podcast in occasione del Vinitaly 2025 si possono trovare spiragli di reattività.
Nel frattempo il “tira e molla” di Trump sui dazi alle importazioni - che per i vini europei sono state gravate di un 10% aggiuntivo da aprile e rischiano un ulteriore 10% dal prossimo 9 luglio - interviene l'analista di Nomisma Denis Pantini responsabile di Wine Monitor. "Guardando alle importazioni mensili fino ad aprile - osserva - si vede chiaramente come quelle di vino italiano sia state sensibilmente influenzate da Trump: rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (2024), le crescite nei volumi sono state rilevanti, anche se confrontate con la media del settore. In particolare, considerando il cumulato gennaio-aprile di quest’anno, l’aumento delle quantità di vino italiano importato dagli Stati Uniti è stato del 17%, contro una variazione complessiva del 3%. Considerando i tempi di spedizione via nave dall’Italia per raggiungere la East Coast (2/3 settimane), il flusso di acquisti non sembra essersi nemmeno interrotto dopo l’annuncio del 2 aprile, dato che anche per lo stesso mese l’incremento tendenziale nelle importazioni di vino italiano è stato del +18% per quanto se confrontato con il mese precedente (marzo 2025), la variazione è risultata leggermente negativa (-6%)".
Non che i Consorzi non vivano preoccupazioni forti per l'incertezza generata dai dazi - annunciati, applicati, sospesi, riapplicati, abbassati o rialzati - eppure dalle parole della dirigenza consortile del vino italiano sembra emergere una reattività che nei giorni del Vinitaly pareva giocata sui nervi saldi. Poi, si sa, il tempo logora e oggi l'incertezza protratta fatica ad esser assorbita da un mercato che non trova pace. E se la risposta fosse un colpo di reni per sviluppare nuove strategie, per aprire nuovi mercati, per concentrarsi nuovamente sul mercato interno legato al turismo e all'enoturismo, soprattutto?
Ecco alcune delle voci raccolte a Verona, nella seconda puntata di approfondimento.
(2. continua)
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