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Cantina Ascheri cover

Il vino secondo Matteo Ascheri, questione di etica (e autenticità)

di Federica Borasio | 5 Marzo 2025

Full immersion nell’universo dell’imprenditore langarolo, al timone dell’unica cantina urbana di Bra e di un universo dedito a 360 gradi all’ospitalità.

Ama dire le cose come stanno, Matteo Ascheri. Non solo quando parla dei suoi progetti, ma anche – soprattutto – quando racconta delle Langhe, un territorio di cui da sempre si impegna a difendere l’autenticità dalla minaccia dell’omologazione.

Lasciato al passato il suo ruolo istituzionale da presidente di importanti realtà consortili, oggi è un libero tiratore che guida la sua azienda con spirito sincero e tenace, mosso da una progettualità mai paga che lo porta a sfornare nuove idee con la velocità di chi non ha fretta di correre ma, parafrasando Ligabue, semplicemente vuole “camminare al passo che gli pare”.

Matteo Ascheri
Matteo Ascheri

La storia della sua cantina è quella di una famiglia di viticoltori capaci di guardare oltre già alla fine dell’Ottocento, che scelsero di stabilire la loro attività accanto alla stazione di Bra per favorire il commercio del proprio vino sfruttando la linea ferroviaria che collegava le Langhe con la Casa Reale sabauda e la grande Torino. Un’intuizione di successo, che favorì lo sviluppo di una realtà che oggi rappresenta l’unica azienda vitivinicola urbana rimasta a Bra e una delle poche, pochissime, presenti in Piemonte.

Nel tempo, il business della famiglia Ascheri si è però esteso ben oltre l’aspetto enologico, arrivando a toccare i tratti di un’ospitalità a tutto tondo, con l’attività della cantina a trainare il business aziendale. “L’idea sostanzialmente è quella di avere all’interno della città di Bra una specie di isola, dove l’attività più importante resta la produzione di vino, il nostro mestiere storico, cui nel tempo abbiamo aggiunto anche la ristorazione, l’albergo e, da poco, anche il centro benessere” racconta Matteo Ascheri.

L'esterno della cantina e dell'albergo Ascheri
l'esterno della cantina e dell'albergo Ascheri

IL GRAPPOLO, UN MARCATORE DI AUTENTICITÀ

La produzione della famiglia Ascheri oggi mette al centro i principali vitigni piemontesi, coltivati su una superficie di 40 ettari ripartita tra i vigneti di La Morra, Verduno, Serralunga d’Alba e Bra, con esposizioni, suoli e microclimi differenti. Il ruolo da protagonista è esercitato dal nebbiolo, con circa 20 ettari destinati alla produzione dei cru Ascheri, Pisapola, Coste&Bricco e Sorano. Quindi dolcetto, barbera, pelaverga e arneis, cui si aggiungono cortese e moscato da appezzamenti presi in affitto ma gestiti direttamente. Se da un lato, però, lavorare su tre distinte unità comporta costi maggiori -+40% circa tra logistica e personale-, dall’altro garantisce alcuni vantaggi, come la possibilità di diversificare i prodotti e l’opportunità di gestire in maniera più smart l’instabilità climatica, potendo contare su vini dai differenti profili organolettici, ognuno frutto dell’influenza tra andamento meteorologico, annata e terroir.

I vigneti della Cantina Ascheri
i vigneti della Cantina Ascheri

VITIGNI INTERNAZIONALI, CARATTERE PIEMONTESE

Di un progetto sperimentale fanno invece parte i filari di viognier e syrah impiantati con la supervisione dell’Istituto Sperimentale di Viticoltura di Asti. Un percorso avviato nel 1993 su una collina del Roero, una zona dove il terreno sabbioso, completamente diverso rispetto a quello presente negli altri vigneti aziendali, ha consentito di essere più liberi nelle scelte, legittimando la ferma volontà di “rimanere tradizionali in Langa e innovativi al di fuori”.

“Volevamo produrre un grande vino rosso – prosegue Ascheri - e perché questo avvenisse abbiamo optato per un grande vitigno rosso, il syrah, che aveva la sua zona di elezione in Côte du Rhône, a circa quattro ore di macchina da qui. Ci siamo diretti in quella zona per conoscere qualcosa in più. Lì abbiamo scoperto il viognier, e abbiamo deciso di dividere la sperimentazione in due, utilizzando entrambi i vitigni. Il nostro obiettivo è quello di realizzare due vini ‘piemontesi’, perché è vero che i vitigni non sono piemontesi, ma il terreno e il produttore sì. E quindi anche il vino. Per ribadire questo concetto abbiamo scelto il monovitigno: normalmente, quando uno impianta un vitigno nuovo in zone nuove o tradizionali, lo fa per assemblarlo con i vitigni locali. Noi invece vogliamo utilizzarli in purezza”.

Un momento della vendemmia
vendemmia in casa Ascheri

IL ‘METODO ASCHERI’, TRA ETICA E INTERNALIZZAZIONE

Seguendo un approccio rispettoso dell’ambiente e dei suoi cicli naturali, l’azienda adotta una gestione organica dei vigneti, che riduce all’essenziale i trattamenti chimici a favore di interventi manuali. Per mantenere una dimensione artigianale, si è scelto inoltre di limitare la produzione, mantenendo stabile sia il numero di terreni vitati, sia la quantità di bottiglie: nuove vigne significano non solo un più ampio utilizzo di suolo e un maggiore impatto ambientale, ma anche crescenti problemi di manodopera con relativi rischi di gestione legati all’eticità dei rapporti di lavoro, più circolazione di mezzi e una quantità in crescita di prodotto da vendere.

La cantina attualmente è composta da due livelli: il piano terra gestisce le fasi di conferimento dell’uva, vinificazione, confezionamento e vendita vini, mentre al piano interrato si sviluppano la zona di stoccaggio delle bottiglie, la sala degustazioni e la banca del vino, dove riposano alcune delle etichette storiche. Anche qui, tutti gli interventi sono svolti per sottrazione, al fine di rispettare il lavoro svolto nel vigneto e dare massima espressione ai singoli grappoli selezionati e alle loro vigne di provenienza. Tecnologia di base, legni grandi e riduzioni di tutti gli apporti di additivi sono alla base della filosofia aziendale, volta a valorizzare l’identità di ogni singolo vitigno.

Lo staff di cantina
lo staff della cantina Ascheri

Della stessa prospettiva fa parte anche l’investimento che l’azienda ha scelto di fare sul capitale umano interno all’azienda, senza l’appoggio di alcuna consulenza esterna: trattoristi, operai agricoli, tecnici e cantinieri sono tutti collaboratori assunti, alcuni da più di vent’anni. Un impegno etico e funzionale allo stesso tempo, che giustifica il maggiore costo aziendale dato dalle assunzioni dirette con un vantaggio in termini di esperienza e professionalità nella conduzione puntuale, fluida e tempestiva dei vigneti e della cantina. L'obiettivo, infatti, è quello di rendere ogni lavoratore responsabile del suo vigneto, consapevole dell’importanza del proprio ruolo all’interno di un corpo operativo comune.

La squadra operativa in vigna
la squadra operativa in vigna

ENOTURISMO E ACCOGLIENZA, UN PROGETTO A TUTTO TONDO

Raccontare il presente dell’azienda di via Piumati chiede però di parlare non solo della cantina, ma di un progetto più ampio, che trae linfa dal vino per estendersi a un’idea di ospitalità a 360 gradi. Accanto all’attività vitivinicola, infatti, la famiglia Ascheri ha puntato a differenziarsi creando all’interno dello stesso contesto un vero e proprio universo dedicato all’accoglienza.

Sulla corte di accesso alla cantina, nelle antiche cantine di affinamento del Barolo, dal 1993 vive infatti l’Osteria Murivecchi, ristorante di proprietà gestito dalla sorella di Matteo, Maria Teresa, che in un ambiente rustico e famigliare propone una cucina di Langa tradizionale, autentica e schietta come dev’essere, con un menu che varia settimanalmente, fatta eccezione per alcuni evergreen sempre presenti (vedi gli gnocchi al Castelmagno).

L'interno dell'Osteria Murivecchi
l'interno dell'Osteria Murivecchi

Dal 2005, al piano superiore della cantina è invece operativo l’Albergo Ascheri, una moderna struttura con 27 camere progettata dal designer Marco Poncellini utilizzando elementi di rimando post-industriale accanto a materiali naturali tipici della tradizione rurale. Ultima, ma solo in ordine cronologico, l’apertura della Spa Gallery, centro benessere che dal 2022 accoglie gli ospiti dell’hotel e la clientela esterna con sale dislocate su tre livelli dotate di tutti i comfort: dalla doccia emozionale all’idromassaggio; dalla sauna al bagno turco.

Spa Gallery: la sala dedicata al massaggio ad acqua
Spa Gallery: la sala dedicata al massaggio ad acqua

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Metodo Classico Ascheri Brut

Uvaggio: 100% nebbiolo (proveniente dal diradamento di uve nebbiolo da Barolo)
Vinificazione: in acciaio, con affinamento di 12 mesi sui lieviti

C’è una motivazione (anche) storica alla base della scelta di produrre un metodo classico con uve nebbiolo in purezza. Fino al 1850, infatti, il nebbiolo in Langa veniva tradizionalmente vinificato frizzante e abboccato per le sue caratteristiche del tutto simili al pinot nero. Fu poi il Conte Cavour, insieme all’enologo Staglieno, a cambiare prospettiva su questo vitigno, favorendone una vinificazione ferma e secca.

Di colore paglierino tenue, nel calice si presenta con perlage fine e di bella persistenza. Il bouquet aromatico è elegante, con leggere note di lieviti e crosta di pane alternate a fiori bianchi e agrumi. In bocca è molto fresco, con un’acidità ben dosata che incontra la mela verde e gli agrumi, chinotto su tutti. Chiusura lievemente sapida e persistente.

Ascheri metodo classico

Langhe Bianco "Montalupa" 2021

Uvaggio: 100% viognier
Vinificazione: fermentazione 25% in legno e 75% in acciaio. Affinamento 25% in legno per 4 mesi, 6 mesi sui lieviti in acciaio e minimo 18 mesi in bottiglia

Un vino bianco pensato per il lungo invecchiamento, che al naso si presenta ricco, con note di frutta a polpa gialla (pesca e albicocca) unite a salvia, basilico e lavanda. Il sorso è corrispondente, dolce, con un’acidità equilibrata che attraversa il palato chiudendo alcolico e leggermente ammandorlato. Fine e persistente.

Ascheri Montalupa BIanco

Langhe Rosso "Montalupa" 2020

Uvaggio: 100% syrah
Vinificazione: fermentazione in acciaio, affinamento di 30 mesi in tonneau

Prodotto in sole 3000 – 3500 bottiglie, ha colore rubino brillante, con naso di frutti rossi, ciliegie e prugne, affiancati da una balsamicità ben dosata, con note di cola che incontrano il pepe nero e una vena lievemente boisée. Il sorso è morbido e fresco, segnato da un perfetto equilibrio fra tannino e acidità, speziato e armonico in chiusura grazie a un finale balsamico e persistente.

Barolo 2021

Uvaggio: 100% nebbiolo
Vinificazione: fermentazione in acciaio, affinamento 24 mesi in botte di rovere

Da un blend di uve provenienti da quattro differenti vigneti, un calice di grande pulizia ed eleganza, di colore rubino scarico, tipico del vitigno. Al naso emergono i frutti rossi, ma anche note di viola che si affiancano a sentori balsamici e leggermente speziati. Buona la corrispondenza naso-palatale, segnata da un ingresso morbido e fresco, equilibrato, con la frutta che attraversa il sorso per ritrovare la spezia sul finale, che chiude piacevolmente ammandorlato.

Barolo 2021 Ascheri

 

Barolo "Pisapola" 2021

Uvaggio: 100% nebbiolo
Vinificazione: fermentazione in acciaio, sosta di qualche mese in acciaio e affinamento 22 mesi in botte di rovere

Dal vigneto Pisapola di Verduno, un cru di colore rosso scarico, che al naso si distingue per la sua spinta floreale, più intensa rispetto al blend, seguita da frutti rossi maturi e spezie dolci. In bocca ha un ingresso morbido e fresco, con un’acidità che ben si amalgama al tannino e a un’alcolicità contenuta, impreziosita dal pepe nero che ritorna in chiusura. Un sorso fine ed elegante.

Barolo Pisapola 2021

Barolo "Ascheri" 2021

Uvaggio: 100% nebbiolo
Vinificazione: fermentazione Riposo di 6 mesi in acciaio, cui seguono 30 mesi in tonneaux e botte grande

È il vigneto Ascheri di La Morra a dare nerbo a questo cru che si apre al naso con note di frutta rossa in marmellata e viole, con una leggera balsamicità che cede il passo a sensazione di tabacco e spezie. Il sorso è strutturato e complesso, caldo, con una trama tannica più in evidenza e una maggiore alcolicità che insegue un finale lungo e persistente.

Barolo Ascheri 2021

Barolo "Sorano" 2021

Uvaggio: 100% nebbiolo
Vinificazione: fermentazione in accaio, il 60% con tecnica del cappello sommerso per 25 giorni. Affinamento di 2 anni in botte di rovere

In zona Serralunga d’Alba, a due passi da Castiglione Falletto, dal vigneto Sorano nasce questo Barolo di bella personalità, in cui dominano le spezie seguite da note di sottobosco, cuoio, liquirizia e tabacco. Il sorso elegante rivela un tannino più fine ma ben presente, con un finale piacevolmente ammandorlato e una chiusura profumata e persistente.

Barolo Sorano 2021

 

Barolo "Coste&Bricco" 2021

Uvaggio: 100% nebbiolo
Vinificazione: fermentazione in acciaio, affinamento 22 mesi in botte di rovere

Il vigneto è lo stesso di Sorano ma ad essere interessate, in questo caso, sono le particelle ubicate nella parte più alta del vigneto, il "Bricco", e nella parte laterale del Bricco, le "Coste". Il bouquet rivela sentori più mentolati, che seguono note di piccoli frutti e ciliegie ancora croccanti. Il sorso è pieno, segnato da una perfetta integrazione delle parti tanniche con quelle acide, fruttato e balsamico, di bella persistenza.

Barolo Costa & Bricco 2021

Barolo "Coste&Bricco" 2007

Uvaggio: 100% nebbiolo
Vinificazione: fermentazione in acciaio, affinamento di 22 mesi in botte di rovere

Una bella evoluzione, quella messa in luce dall’annata di questo cru che alla vista si presenta di colore rosso scarico con unghia aranciata. Al naso lascia spazio a sentori terziari, con note medicinali di propoli abbinate a sottobosco, funghi e sentori smaltati. Perfetta la corrispondenza alla bocca, segnata dall’equilibrio fra componente acida, tannica e alcolica. Finale ammandorlato e balsamico, di bella persistenza. Fine e potente allo stesso tempo.

 

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