
La vendemmia è iniziata in quasi tutta Italia. Nonostante le difficoltà legate agli eventi climatici estremi e ai problemi fitosanitari, da nord a sud della Penisola mediamente c'è ottimismo tra gli operatori per una raccolta in grado di ribaltare il segno negativo delle ultime annate e soddisfare sia l'aspetto qualitativo sia quello quantitativo. Naturalmente ci sono aree che hanno sofferto, al sud per la siccità e al nord per gli eccessi di piovosità che hanno spinto le malattie fungine. Eppure il racconto che viene da più parti fa ben sperare.
È una vendemmia all’insegna della qualità, ad esempio, quella attesa nell’Oltrepò Pavese. Nonostante una diminuzione delle rese di circa il 30%, causata da un clima particolarmente piovoso durante la primavera e l'inizio dell'estate, la qualità delle uve promette vini di alto livello.
Secondo i produttori (25 milioni di bottiglie nel 2023) e il Consorzio di tutela, le basi spumante, in particolare il Pinot Nero, stanno già mostrando caratteristiche in grado di delineare un'annata importante per il metodo classico.
In un anno così complesso, agli operatori di settore è chiaro come sia fondamentale non solo puntare sulla qualità del prodotto, ma anche rafforzare la filiera nel suo complesso. Gli obiettivi sono quelli di consolidare un approccio più industriale e manageriale, orientato ai mercati e alla gestione efficiente dei costi.
Focus anche sulla competitività e sulla sostenibilità economica dei produttori, specialmente in un contesto segnato da difficoltà climatiche e fitosanitarie. In quest’ottica, il Consorzio ha avviato un dialogo con Regione Lombardia per individuare strumenti di sostegno e compensazione, volti a tutelare le realtà più colpite.
"La vendemmia quest’anno rappresenta una sfida – dichiara la presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese Francesca Seralvo - ma le complessità climatiche vengono ripagate da prospettive di eccellenza, che evidenziano ancora una volta la qualità e il potenziale dell'intera filiera vinicola dell'Oltrepò Pavese".

È ai nastri di partenza anche la vendemmia del Prosecco, vino che nelle sue tre Denominazioni produce (dati 2023) oltre 735 milioni di bottiglie per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro e una quota di export del 42,2%, con un trend che ha visto crescere il Prosecco tra il 2018 e il 2023 del 29,9%, contro un calo del 30,1% del vino italiano in generale.
Sulla scorta dei primi dati del 2024, che hanno evidenziato una crescita ulteriore delle vendite all’estero del 7,7%, le previsioni vendemmiali indicano un elevato grado di qualità.
"Siamo ottimisti per questa annata - dichiara Stefano Bottega, presidente del Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est - Abbiamo attraversato mesi caratterizzati da piogge persistenti e temperature più basse della media in maggio e giugno, mentre in luglio e in agosto ci sono registrate temperature molto alte. Complessivamente, le uve stanno maturando in modo equilibrato per cui le prospettive sono positive. Al tempo stesso, siamo consapevoli che il cambiamento climatico esiste e produce fenomeni che impattano sui vigneti, come le micro-frane in collina, le forti grandinate e precipitazioni spesso improvvise. Le alte temperature persistenti richiedono di rimodulare anche gli orari delle vendemmie sempre più anticipati al mattino. Dobbiamo elaborare strategie mirate per garantire produzione e qualità e tutela del territorio, che sono i fattori che hanno determinato il successo del Prosecco”.
Proprio al Prosecco, lo scorso luglio Confindustria Veneto Est aveva dedicato un incontro che ha visto l’avvio di un percorso di condivisione tra i tre Consorzi espressione delle Denominazioni del Prosecco, con la presenza dei rispettivi presidenti, Franco Adami del Conegliano Valdobbiadene Docg, Giancarlo Guidolin del Prosecco Doc e Michele Noal dell’Asolo Docg.
“Da questo incontro - evidenzia Bottega - è nata una comunione d’intenti tra i tre consorzi, nell’interesse dell’intero mondo Prosecco. La denominazione in senso esteso si rafforza infatti in Italia e nel mondo se le eccellenze dei territori con le loro peculiarità si uniscono in un gioco di squadra, sia nell’ambito della promozione che della comunicazione, soprattutto all’estero”.
Visto l’andamento del mercato dell’Asolo Prosecco Superiore DOGC (i dati a fine luglio confermano un + 15% su base annua), il Consorzio ha deciso di richiedere la riserva vendemmiale, misura che consentirà di rispondere alle eventuali maggiori richieste di prodotto da parte del mercato e di perseguire, in termini di valore, la stabilità dei prezzi che consente all’intera filiera una sostenibilità di costi e una gestione della programmazione oculata.
“Ritengo quest’annata – spiega il presidente del Consorzio Michele Noal – un periodo di transizione per la denominazione Asolo Prosecco: sulla base degli ultimi dati disponibili, entro l’autunno saremo chiamati a decidere se attivare misure diverse e stabili, che consentano da un lato una strategia di valorizzazione del prodotto e dall’altro siano garanzia per tutti gli attori della filiera”.

Un’annata buona nella qualità del Moscato bianco e abbondante nelle quantità, con un incremento del 12% sul raccolto dello scorso anno. È quanto ha previsto il Consorzio Asti Dogc in merito alla vendemmia nei 10mila ettari della denominazione, iniziata pochi giorni fa.
La vite nel 2024 non ha avuto problemi di stress idrico grazie alle abbondanti precipitazioni e quindi non ha accusato fenomeni di appassimento dell’uva, che si presenta in un buono stato fitosanitario. Un equilibrio tra vegetazione e frutto che ha permesso di riportare l’inizio della vendemmia nel mese di settembre e non più con gli anticipi agostani del recente passato.
Sotto il profilo qualitativo, il contenuto zuccherino delle uve di Moscato annata 2024 risulta buono, attestandosi a inizio vendemmia a una media di 194 g/l, molto vicino ai valori ottimali (200 g/l) stimati per il raggiungimento del picco aromatico varietale. Anche la componente acida ha mantenuto “valori prossimi a quelli ottimali”, come anche quelli riscontrati nella componente zuccherina, aromatica e dello stato sanitario.
Per Lorenzo Barbero, vicepresidente senior del Consorzio Asti Docg “La nuova stagione si apre sotto i migliori auspici. La vendemmia si preannuncia infatti più che soddisfacente sia sul piano dei volumi che, soprattutto, della qualità. Premesse fondamentali per lavorare al meglio su mercati che si stanno facendo sempre più competitivi, anche a causa di una congiuntura complessa su buona parte della domanda globale”.
Spostandosi in Sicilia, il Consorzio Vini Etna Doc prevede addirittura un + 60% di volumi rispetto al 2023, attorno agli 80mila quintali (circa il 35/40% di uve a bacca bianca e il rimanente a bacca rossa) e un potenziale rivendicabile a oltre 55 mila ettolitri.
“Si va verso un ottimo raccolto, vicino ai livelli del 2022 e quindi ben diverso dai volumi dello scorso anno che a causa della peronospora e ai successivi picchi di calore avevano accusato un -42,5% - commenta il presidente del Consorzio Etna Doc, Francesco Cambria - Sull’Etna le vigne vecchie di montagna hanno dimostrato uno straordinario adattamento, attingendo in profondità alle riserve d’acqua; le piogge di fine agosto e inizio settembre hanno poi fatto il resto. La vendemmia parte quindi sotto i migliori auspici ed è probabilmente un unicum in Sicilia, fortemente provata dalla crisi idrica”.

“Un’annata sfidante, in cui le capacità dei nostri produttori e le caratteristiche dei Colli Euganei, costantemente ventilati, fanno la differenza. Le uve del Serprino, le rosse bordolesi del Colli Euganei e il Moscato destinato al Fior d’Arancio si stanno comportando bene”. Sono condite di ottimismo le parole del presidente del Consorzio di Tutela Vini dei Colli Euganei Gianluca Carraro quando è appena iniziata la vendemmia.
La primavera, con le sue abbondanti piogge e l’alta umidità, è stata seguita da un’estate calda e tendenzialmente siccitosa, in particolare da luglio e in alcune zone dei Colli Euganei meridionali.
“La costante ventilazione della nostra zona, e la scelta dei viticoltori di riservare ai vigneti aree ben esposte e fresche, hanno permesso di gestire gli sbalzi termici che si sono susseguiti – continua Carraro - L’accumulo degli zuccheri, in genere ottimale, e le escursioni termiche che si sono finalmente instaurate nelle ultime settimane, consentono anche agli aromi di esplicare i loro effetti positivi. L’uva del vulcanico Serprino, l’unico vino a vocazione frizzante del Veneto, è pronta con quantità abbondanti e caratteristiche soddisfacenti. Il buon tenore di acidità, fondamentale per garantire la freschezza, consentirà ottime basi spumanti”.
La raccolta di Carmenère, Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, le varietà bordolesi presenti da quasi due secoli sui Colli Euganei, parte invece dai vitigni più precoci. Il completamento della maturazione delle uve sulla pianta risulterà fondamentale per raggiungere i parametri ottimali.
Per i vitigni tardivi, che si vendemmieranno nella seconda metà di ottobre, le previsioni sono ancora migliori, con quantità delle uve soddisfacenti.
Dalla seconda metà di settembre inizierà invece la vendemmia del Moscato giallo, destinato al Fior d’Arancio, e del Moscato bianco. Dopo un’allegagione in alcuni casi più limitata rispetto al solito, ha ripreso molto bene in termini quantitativi, che si collocano in una buona media, e qualitativi. Infatti, l’aromaticità sarà garantita grazie anche alle buone escursioni termiche tra giorno e notte.
Anche per la produzione dei Colli Euganei le sfide ambientali rappresentano un capitolo importante. L’annata complessa pone qualche riflessione per il futuro, alla luce anche del recente riconoscimento Unesco per il Parco dei Colli Euganei, rispetto alla lotta a insetti vettori di malattie devastanti per la viticoltura, per i viticoltori, per il paesaggio, per la biodiversità e per il contesto socioeconomico, che su questa attività agricola radicano buona parte della propria forza. Il Consorzio ha avviato un dialogo a 360 gradi con tutti i soggetti parte del sistema per delineare le strategie future.

In Piemonte la primavera piovosa e l’estate calda preannunciano una vendemmia di buona qualità per i vini Caluso Docg. I tempi di maturazione sono sostanzialmente in linea con quelli delle scorse annate; tra pochi giorni infatti i viticoltori di Caluso e Canavese inizieranno la raccolta dell’Erbaluce, varietà che beneficia del microclima favorevole dell’Anfiteatro Morenico. La quantità di uva sarà però inferiore rispetto agli anni precedenti: nelle zone meno ventilate sono comparsi peronospora e oidio, mentre le piogge durante la fioritura hanno impedito a molti grappoli di maturare. La produzione stimata è dunque inferiore del 30% rispetto alle annate precedenti ma la situazione fitosanitaria è sotto controllo
Per quel che riguarda la denominazione Carema Doc, le uve si confermano nella maggior parte dei casi eccellenti, dimostrando la solidità della produzione nonostante un lieve calo nella quantità di Nebbiolo e alcune variazioni nella qualità delle uve rosse.
Anche per il Canavese Doc si prospetta una buona annata: la qualità delle uve barbera, neretto e freisa è buona, mentre la quantità è leggermente inferiore rispetto agli scorsi anni. Le prime attività di raccolta delle basi spumante inizieranno la prossima settimana, seguite a breve dalla vendemmia delle uve destinate al passito, promettendo risultati eccellenti.

In Umbria il Consorzio di Tutela Vini Doc Colli del Trasimeno prevede una vendemmia ottima, sia in termini quantitativi che qualitativi. Le uve presentano una maturazione fenologica ideale per essere raccolte nelle tempistiche previste, senza anticipazioni o slittamenti. Dopo una primavera fresca, infatti, l'estate calda ha permesso lo sviluppo di grappoli sani, evitando l'insorgenza della peronospora come accaduto lo scorso anno. In linea generale, quindi, la gestione agronomica è stata molto più semplice rispetto al 2023.
Se le prospettive in termini di prodotto sono molto positive, la vera sfida per le aziende, oggi, riguarda il mercato: i soggetti sono moltissimi così come l'offerta, superiore alla domanda. “È necessario mettersi al tavolo e ragionare su come costruire un vero e proprio sistema agricoltura – afferma il presidente del Consorzio Emanuele Bizzi - un progetto comune e territoriale forte, perché la competizione è molta e le dinamiche di mercato stanno evolvendo sempre più verso un consumo qualitativo e limitato di vino”.
Buona qualità delle uve e raccolto in lieve calo rispetto al 2023. È la previsione della vendemmia nel vigneto Valpolicella al via in questi giorni tra i filari dei 19 comuni di produzione di Amarone, Valpolicella, Ripasso e Recioto.
“Anche quest’anno i viticoltori della Valpolicella hanno dovuto fronteggiare condizioni metereologiche complesse, che dimostrano l’impatto sempre più evidente del cambiamento climatico in atto – dichiara il presidente del Consorzio vini Valpolicella Christian Marchesini - Un'evoluzione sfidante che impone ai produttori di acquisire nuove competenze e tecniche produttive per preservare innanzitutto la qualità delle uve del territorio rispetto alla quantità. In questa fase congiunturale è sempre più importante adeguare le pratiche in vigna con il mutamento della domanda, soprattutto quella internazionale”.
Per quanto riguarda l’andamento meteo sull’annata 2024, dopo le piogge abbondanti nei primi mesi dell’anno, il periodo estivo – in particolare luglio e agosto - ha registrato temperature ben al di sopra della media del periodo. Una condizione, questa, che ha richiesto monitoraggio costante e interventi tempestivi per proteggere i vigneti. L’ufficio tecnico del Consorzio evidenzia inoltre che, nonostante le difficoltà, le uve mostrano una maturazione ideale, con un buon livello di zuccheri e un’acidità equilibrata, prefigurando vini di grande freschezza e qualità. Sul fronte fitosanitario, i produttori hanno dovuto affrontare peronospora, oidio e scottature del grappolo che hanno richiesto una gestione accurata, specialmente per le coltivazioni biologiche.
Anche nel Chianti la qualità quest'anno supera la quantità. “La vendemmia 2024 non sarà così ricca come qualcuno si aspettava. Il pieno carico non lo faremo, ma il vino è ottimo - dice Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - I vigneti hanno dovuto fare i conti nei mesi scorsi con la peronospora, fungo che interviene nella prima fase della vegetazione annientando il grappolo, o se arriva successivamente, colpendo i singoli chicchi che seccano: i numerosi attacchi di peronospora avvenuti a maggio-giugno hanno causato una riduzione della produzione. Il fungo per fortuna però non intacca la qualità dell'uva, quindi neppure quella del vino, che infatti si annuncia eccellente”.
La vendemmia inizierà settimana prossima per i vini bianchi, in linea con gli anni scorsi. Vendemmia anticipata per i rossi? “La raccolta è stata anticipata in alcune zone dove le piante hanno sofferto la carenza di acqua e il grappolo molto disidratato, ma non è il caso del Chianti” afferma Busi.
Il nodo di fondo del mondo del vino è però la stagnazione del mercato. Già lo scorso anno ci fu un calo nel mercato del 20%, quest'anno è ancora presto per fare previsioni.
“Le giacenze di vino sono circa di un 1 milione di ettolitri, in linea con gli altri anni - conclude Busi - Il vero problema è il calo dei consumi: se non si fanno politiche per ridare potere di acquisto alle persone, le vendite non ripartiranno”.

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