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Aganis e Ca’ di Rajo, vini di territorio firmati dalla famiglia Cecchetto

di Gian Omar Bison | 13 Luglio 2024

Degustazione delle nuove annate di Aganis e Ca’ di Rajo, le cantine in Friuli e in Veneto guidate da Simone, Fabio e Alessio Cecchetto.

Dall'acquisizione di una realtà da tempo dismessa nei pressi di Borgo Salariis a Treppo Grande, in provincia di Udine, nasce Aganis, il nuovo progetto di Simone, Fabio e Alessio Cecchetto. Con un investimento pari a cinque milioni di euro per i prossimi cinque anni, i i tre giovani alla guida della cantina trevigiana Ca' di Rajo puntano con Aganis a dare vita a una nuova cantina che valorizzi varietà autoctone come Refosco e Friulano, promuova l'enoturismo e abbracci la sostenibilità.

Vogliamo fare di Aganis un’azienda da vivere - sottolineano i fratelli Cecchetto - All’ingresso delle valli carniche e vicino a San Daniele del Friuli vogliamo creare un luogo nel quale contemplare la natura, che rappresenti una sosta piacevole per tutti i gli amanti dell’enoturismo, i ciclisti che percorrono la Ciclovia Alpe Adria che collega Salisburgo a Grado o per chi invece percorre la vicina ippovia. Desideriamo che la cantina Aganis diventi un luogo di evasione immersa nei colori e profumi del Friuli con anche un approccio di lavoro più sostenibile, in vigneto così come in cantina. Le nostre azioni ci hanno portato alla certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), ma c’è ancora tanto lavoro da fare”.

ca di rajo fratelli cecchetto
i fratelli Cecchetto, alla guida di Ca' di Rajo e Aganis

PONCA E PASSIONE PER IL TERRITORIO

“Aganis” è il termine che definisce le agane, figure femminili della mitologia alpina note in Carnia, che abitano attorno ai corsi d'acqua. "Un altro omaggio al territorio”, spiegano i fratelli Cecchetto, ispirati dalle leggende popolari e dal vicino fiume Cormor, che scorre accanto ai vigneti della tenuta situata ai piedi delle Alpi Giulie, a ridosso dei Colli Orientali.

L'azienda comprende 22 ettari di vigneti e 15 ettari di boschi. Il progetto prevede la realizzazione di tre spumanti: una malvasia, una ribolla gialla e un rosé da uve 100% pinot nero. Inoltre, la produzione includerà una serie di autoctoni in versione vini fermi, come friulano, refosco, malvasia e ribolla gialla. Tra i vitigni internazionali, hanno debuttato al Vinitaly appena trascorso con merlot, cabernet sauvignon, sauvignon e chardonnay.

I nomi dei vini celebrano la tradizione locale. Il refosco dal peduncolo rosso è chiamato Po’ Folc, che significa "poi il fulmine", evocando una rivelazione stupefacente come il vino stesso. Il friulano è chiamato Incjant, ovvero "incanto", che riflette l'emozione del primo incontro con le tradizioni friulane, autentiche e genuine. La ribolla gialla è Di Flabe, "da favola", e la malvasia è Flôr, "fiore", un omaggio al paesaggio lussureggiante e al vino dal profumo delicato, armonioso e fresco. Anche lo studio grafico delle etichette richiama i valori del brand.

La denominazione che rappresenta maggiormente i vini Aganis è quella della Doc Friuli Colli Orientali, circa 22 ettari di terreno vitato ai piedi delle Alpi Giulie. Il terroir, è in prevalenza costituito da “ponca”, strati irregolari di marne e arenaria di origine eocenica, ricchi di magnesio e carbonato di calcio, parte integrante dell’identità del vino friulano.

Il microclima dei Colli Orientali è caratterizzato da estati calde, ma non afose, mentre l’inverno è rigido e uggioso. La vicinanza alle montagne e l’azione dei venti aiutano a mantenere le temperature 2/3 gradi più basse rispetto al Collio goriziano. Le precipitazioni, invece sono più abbondanti in giugno e ottobre, con una media di 100 mm di pioggia. Durante l’estate i vigneti soffrono relativamente i periodi siccitosi, grazie alla “ponca” che trattiene l’umidità nel sottosuolo e alle radici delle viti stesse che scendono in profondità in cerca di nutrimento.

Aganis_Treppo
vigneti Aganis a Treppo

CA DI RAJO E LA BELLUSSERA DI ICONEMA

A due passi dal fiume Piave, a Rai di San Polo di Piave, trova le proprie origini Ca' di Rajo (Rajo è il nome antico di Rai). Una storia di vignaioli legati a filo doppio con il territorio.

Il fondatore, Marino Cecchetto, 87 anni, ha iniziato a coltivare la vite 80 anni fa con la sua famiglia e quella 2018 è stata la sua 80ma vendemmia. Nel 2005 il nipote Simone, enologo, ha creato il brand Ca’di Rajo. La cantina esporta oggi in circa 50 Paesi (Alcuni vini si trovano anche a bordo di Delta Airlines e United Airlines).

Ca' di Rajo è guidata oggi dai tre giovani fratelli Simone, Fabio e Alessio Cecchetto ed è impegnata nella valorizzazione degli autoctoni e nella salvaguardia delle Bellussere, antico metodo di allevamento della vite ed esempio unico di architettura del paesaggio. Questa forma di coltivazione della vite è stata messa a punto alla fine dell’800 dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave (TV). Sviluppatasi principalmente in Veneto, la Bellussera è oggi in via di estinzione a causa dei suoi alti costi di mantenimento.

A partire dall’annata 2017, Ca' di Rajo, ha deciso di avviare un ulteriore progetto di salvaguardia della Bellussera, metodo di allevamento della vite, basato su una formidabile architettura di fili di ferro, messo a punto alla fine dell’800 e per decenni capace di caratterizzare l'architettura del paesaggio viticolo della Sinistra Piave, nel Trevigiano. I fratelli Cecchetto hanno deciso di dare vita a Iconema, un Tai Doc Piave limited edition che porta con sé circa 100 anni di storia: si tratta di un vino tai ottenuto da uve di un vigneto, allevato a Bellussera, che risale ai primi anni del Novecento.

Un vigneto di proprietà della famiglia Paladin di San Polo di Piave che la cantina ha “adottato” sostenendone la salvaguardia. “Siamo orgogliosi di questo progetto – spiega Alessio Cecchetto che cura la parte agronomica dell’azienda - Si tratta di un nuovo passo nella nostra battaglia per la salvaguardia del patrimonio vitivinicolo del territorio del Piave, un patrimonio che è anche culturale e identitario. Confermiamo così anche la nostra volontà di salvaguardare i vigneti a Bellussera, come già facciamo con raboso, glera e autoctoni rari come marzemina bianca e manzoni rosa”.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Balsim Malvasia Spumante Millesimato Brut 2021 - Aganis

Uvaggio: 100% malvasia istriana
Vinificazione: charmat lungo
Affinamento: sosta in autoclave per 10/12 mesi. Il 15% 4 mesi in tonneaux

Balsim nasce da malvasia istriana allevata in una zona verde e boschiva, ricca di corsi d’acqua e di biodiversità animale e vegetale nei pressi di Borgo Salariis a Treppo Grande, in provincia di Udine. È un prodotto a metà tra charmat (esplosività, croccantezza) e metodo classico (volume diverso, note terziarie). Agli occhi si presenta di un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, brillante e dal perlage fine. Il naso è complesso, fine e intenso e spazia dalle erbe aromatiche alla frutta come la pesca bianca, l’albicocca, l’agrume e la frutta esotica fino alle note balsamiche. In bocca è fresco e minerale, equilibrato e piuttosto persistente. Ottimo da aperitivo con salumi e verdure pastellate, formaggi di media stagionatura, pizza in genere margherita con mozzarella di bufala in particolare.

Aganis - Balsim

Incjant Fiuli Colli Orientali Doc 2022 - Aganis

Uvaggio: 100% friulano
Vinificazione: pressatura soffice a 15-17°C con lieviti selezionati
Affinamento: acciaio e 20% in barrique per 4 mesi

Incjant in friulano significa "incanto". Deriva da uve di varietà friulano allevate a guyot e doppio capovolto e vendemmiate nel mese di settembre. Stanno lavorando alla riserva. Sotto l’aspetto visivo il colore è giallo paglierino, vivace. Il naso è tipico, complesso, fine e intenso con sentori di pesca bianca, mela, fiori bianchi ed erbe aromatiche, leggera nota balsamica. In bocca è abbastanza caldo e morbido, sapido e abbastanza fresco. Armonioso, fine ed equilibrato, è intenso e persistente e riproponendo sul finale una classica nota ammandorlata. E’ un vino versatile in abbinamento, dagli insaccati al più classico Prosciutto Crudo di San Daniele a piatti di pesce, dalla crudité di scampi al risotto ai frutti di mare, scampi alla buzera, spaghetti alle vongole.

Aganis_Linea Autoctoni_Injant

Iconema Doc Piave 2020 - Ca' di Rajo

Uvaggio: 100% tai bianco
Vinificazione: appassimento delle uve per almeno 25 giorni. Il 30-40% del mosto fermenta in tonneaux
Affinamento: battonage di circa 8 mesi in acciaio. Una parte affina in ceramica e una in legno di diverse dimensioni. Blend dopo 1 anno abbondante

Da neanche mezzo ettaro di vigneti ultracentenari a piede franco allevati alla bellussera e vendemmiati a mano si ottengono le uve destinate ad un tai veramente particolare. Il calice è consistente e il colore è giallo dorato. I profumi, intensi e complessi, svariano dalla pesca gialla matura all’albicocca disidratata, una speziatura di zafferano e pepe bianco, sentori di frutta secca e fieno. In bocca è fine ed equilibrato, secco, caldo e piuttosto morbido con buona freschezza e sapidità. Vino di corpo pieno e avvolgente, intenso e persistente. Vino da catalana di astice, aragosta, pasta al ragù di corte, risotto ai funghi.

Ca di rajo-iconema

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