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Produttori Buttafuoco Storico

Buttafuoco Storico, orgoglio dell’Oltrepò

di Federica Borasio | 18 Giugno 2024

Viaggio nell’anima del Buttafuoco Storico, il vino rosso al centro di un percorso di valorizzazione che parte dalla vigna per arrivare in bottiglia. Passando da una nuova “Casa” in cui promuoverne la cultura dedicandosi all’accoglienza.

Era il 1996 quando in Oltrepò Pavese, e più precisamente in quel lembo di territorio chiamato “Sperone di Stradella”, bagnato a ovest dal torrente Scuropasso e a est dal torrente Versa, un gruppo di undici produttori univa le proprie forze per dare vita al Club del Buttafuoco Storico, realtà associativa nata con l’intento di valorizzare il vino Buttafuoco tramite un nuovo modo di intendere la viticoltura e la vinificazione in cantina, lontano da quell’idea di intensività, grandi volumi e vino sfuso ancora molto diffusa all’epoca.

Il percorso da allora è stato lungo, e a poco meno di trent’anni dalla fondazione del Club, oggi diventato Consorzio, attualmente i produttori di Buttafuoco Storico sono 17 (tutte aziende di filiera) per un totale di 22 ettari vitati dislocati nei 7 comuni compresi nel territorio di produzione del Buttafuoco Storico: Broni, Canneto Pavese, Castana, Cigognola, Montescano, Stradella e Pietra de’ Giorgi.

Qui, il clima favorevole – non interessato dalle nebbie del catino padano – e la felice esposizione delle vigne permette una lunga insolazione giornaliera, mentre nelle ore serali correnti ascensionali calde si insinuano fra i filari. Tutto ciò garantisce una maturazione graduale e completa dei grappoli. Per quanto piccolo, questo areale è caratterizzato da ambienti geologicamente e pedologicamente molto differenti, che quindi fanno esprimere a ogni vigna un carattere assolutamente originale nei vini prodotti.

Lo Sperone di Stradella
lo Sperone di Stradella

IDENTIKIT DEL BUTTAFUOCO STORICO

Quando si parla di Buttafuoco Storico, si deve pensare a un vino rosso di grande corpo e struttura, con bouquet intenso e un grande potenziale di invecchiamento, che può estendersi anche oltre i 20 anni. A comporre questo vino sono 4 vitigni autoctoni dell’Oltrepò Pavese, vale a dire croatina, barbera, uva rara e ughetta di Canneto, vendemmiati e vinificati in maniera congiunta con uve provenienti da un unico vigneto (per questo motivo in etichetta viene indicata la vigna di origine). L’affinamento del Buttafuoco deve essere per regolamento di almeno 12 mesi in botte e 6 mesi in bottiglia, per un totale minimo di almeno 36 mesi prima della commercializzazione.

A caratterizzare il Buttafuoco Storico è però anche il processo cui ogni annata è sottoposta per la sua valutazione qualitativa. Sul collo di ogni bottiglia prodotta, infatti, viene apposto un bollino numerato che, oltre ad essere un mezzo per certificare la filiera del prodotto, riporta anche la classificazione qualitativa dell’annata di riferimento espressa in fuochi, per un minimo di tre e un massimo di sei. (A questo link il nostro articolo sulla bottiglia consortile)

La vendemmia del Buttafuoco Storico
La Vendemmia del Buttafuoco Storico

TRA MITO E STORIA

Se la vocazione di questa zona per la produzione vinicola è nota da sempre, non altrettanto la è la storia di questo vino, legata anche alla posizione strategica della zona, da secoli territorio di passaggio di mercanti e pellegrini. Qui, già nel 1700 alcuni documenti raccontano della produzione di vini rossi di grande corpo e struttura, pensati per accompagnare i luculliani banchetti dei nobili e le mense dei monaci di Milano e della vicina Pavia. La storia più recente – e forse anche la più romantica – ha visto in seguito il poeta dialettale milanese Carlo Porta definire con il nome di Buttafuoco un vino proveniente dal territorio di Stradella, molto strutturato e alcolico, che al sorso bruciava quasi la bocca.

Un aneddoto legato invece alla figura del Veliero scelto come simbolo del Club del Buttafuoco è fornito dallo scrittore Peter Schenk, il quale narra che nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza, una compagnia di marinai austriaci impegnata a traghettare le truppe sul fiume Po, al momento di andare in battaglia in terraferma disertò, facendo strage di botti e bottiglie di un vino locale chiamato Buttafuoco. Lo scrittore lega questa storia al fatto, invece realmente accaduto, che la marina austroungarica dopo alcuni anni varò una nave chiamandola proprio “Buttafuoco”.

La casa del Buttafuoco
la casa del Buttafuoco

LA NUOVA CASA DEL BUTTAFUOCO

Prima, grande, novità che ha segnato il 2024 del Consorzio è stata l’inaugurazione, nel febbraio scorso, della nuova sede del Buttafuoco Storico, uno spazio polifunzionale destinato ad accogliere produttori, winelovers, operatori del settore e semplici appassionati che ha segnato, di fatto, anche la piena operatività del nuovo Consiglio di Amministrazione guidato dal Presidente Massimo Piovani, dell’omonima cantina, con Davide Calvi, Graziano Calvi, Giulio Fiamberti, Tommaso Cavalli, Fabio Barbieri e Paolo Verdi nei panni di consiglieri.

La struttura, realizzata con tecniche costruttive a basso impatto abientale, è ubicata a Vigalone (Canneto Pavese) proprio accanto alla sede storica, e si divide in due livelli: il primo, dedicato al wine shop e alla sala degustazione; il secondo, esterno, costituito da una grande terrazza che in primavera e estate ospiterà degustazioni, eventi ed incontri di vario genere con l’obbiettivo di raccontare la cultura del Buttafuoco sul territorio.

Una struttura moderna, capiente e funzionale – racconta Armando Colombi, direttore del Consorzioche servirà per dare un primo approccio ai turisti che vengono a trovarci. L’Oltrepò è sempre stato un territorio di grandi vini, e gli investimenti fatti dai produttori e dai Consorzi hanno contribuito ad aumentare i flussi turistici. Volevamo un posto che potesse accogliere le persone e raccontare loro qualcosa sul nostro territorio, facendogli assaggiare i nostri vini con comodità, per poi magari proseguire nelle cantine dei nostri soci”.

L'interno della Casa del Buttafuoco
la sala degustazione nella Casa del Buttafuoco

2024: L’ANNO DELLA PROMOZIONE

Dopo un 2023 segnato alti e bassi in vigna e da una fase di attesa e preparazione a livello consortile, il 2024 sembra avere le carte in regola per delinearsi come quello destinato alla comunicazione. Un’ambizione che si concretizzerà con un programma di iniziative, degustazioni e appuntamenti che vedranno nella Casa del Buttafuoco il quartier generale per la promozione di un vino tanto imponente quanto storicamente interessante. Nel Podcast di Vinonews24 il bilancio – e i progetti futuri – del presidente del Consorzio, Massimo Piovani.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Il percorso tra le vigne storiche ha analizzato campioni che, scendendo da Stradella verso il lembo più a sud dello Sperone, hanno dato prova della grande differenziazione che intercorre tra gli assaggi in base alla composizione dei terreni di provenienza delle vigne.

Le bottiglie dei produttori di Buttafuoco
Tutte le bottiglie dei produttori di Buttafuoco

Le Ghiaie

Il terreno che caratterizza la zona più a nord della zona del Buttafuoco Storico, con un fondo di ghiaie inglobate in sabbie. Qui le vigne sono tendenzialmente molto ripide e le uve raggiungono un grado di maturazione elevato. Il risultato sono vini ricchi, segnati da una spiccata acidità che riesce ad ammorbidirsi con il passare degli anni.

Vigna Casa del Corno 2019 – Az. Agr. F.lli Giorgi (Canneto Pavese)
Uvaggio: croatina (45%), barbera (45%), uva rara (5%), vespolina (5%)

Rosso granata con lievi sfumature aranciate, ha naso intenso di frutti rossi alternati a note balsamiche e speziate. Il sorso è secco, strutturato, con una piacevole chiusura salina e lunga persistenza.

Vigna Badalucca 2019 – Az.Agr. Poggio Alessi (Volpara)
Uvaggio: croatina (50%), barbera (25%), ughetta di Canneto (13%), uva rara (12%)

Al naso il bouquet è incisivo, con rimandi alla frutta sotto spirito e note di spezie, chiodi di garofano su tutti. In bocca è tannico, con finale lievemente ammandorlato accompagnato da sensazioni tostate.

Vigna Sacca del Prete 2019 – Az. Agr. Fiamberti Giulio (Canneto Pavese)
Uvaggio: croatina (60%), barbera (30%), ughetta di Canneto (5%) e uva rara (5%)

Al naso si presenta con un bouquet intenso, dove tornano a frutta sotto spirito e le spezie, accompagnate da note tostate. Una buona corrispondenza al palato regala un sorso complesso e strutturato, caldo, molto persistente.

Vigna Pianlong 2019 – Società Agricola Scuropasso (Pietra de’ Giorgi)
Uvaggio: croatina (50%), barbera (25%), ughetta di Canneto (13%), uva rara (12%)

Nel calice accoglie con un colore rosso tendente al porpora. Il naso è intenso, con note di frutti che, questa volta, trovano anche una parte floreale – di rose e viole – abbinata a sensazioni più vegetali. Il sorso è equilibrato, con un tannino ben integrato che attraversa il sorso accompagnando verso un finale lungo e di bella peristenza.

Il dettaglio di un grappolo utilizzato per produrre Buttafuoco
Il dettaglio di un grappolo utilizzato per produrre Buttafuoco


Le arenarie

È il territorio mediano della zona di produzione del Buttafuoco Storico. Questo terreno, composto da un fondo di arenarie compatte, comprende vigne esposte prevalentemente a sud-ovest. La conformazione del sottosuolo ostacola inizialmente la crescita della vite, ma si pone negli anni a garanzia di una forte resistenza alle condizioni siccitose. I vini ottenute dalle uve provenienti da questa sottozona danno vita a vini con una marcata tannicità, tendenzialmente aspri in gioventù, ma più complessi e strutturati nel tempo.

Vigna Costera 2020 – Maggi Francesco (Canneto Pavese)
Uvaggio: croatina (55%), barbera (30%), uva rara (15%)

Rosso rubino intenso, ha naso di frutta rossa ed erbe aromatiche, con leggeri sentori affumicati. Il sorso è caldo e strutturato, con bell’equilibrio fra morbidezza e tannino. Finale lungo e persistente.

Vigna Poggio Cà Cagnoni 2018 – Az. Diana (Castana)
Uvaggio: barbera, croatina, uva rara e/o vespolina

Di colore rosso vivo, ha naso alcolico e vinoso, affiancato da note di frutta rossa. In bocca è pieno, con un tannino ben integrato e una piacevole persistenza.

Vigna Montarzolo 2018 – Calvi Daniele (Castana)
Uvaggio: croatina (50%), barbera (30%), ughetta di Canneto (13%), uva rara (12%)

Rosso rubino intenso, al naso evidenzia una frutta rossa matura, che in bocca si traduce in un sorso corposo e alcolico, di bella pienezza e durata.

Vigna Bricco in Versira 2018 – Piovani Massimo (Canneto Pavese)
Uvaggio: croatina (50%), barbera (35%), uva rara (10%), ughetta di Canneto (5%)

Di colore rosso rubino molto intenso, ha naso con note di frutta ciliegie sotto spirito, seguite da sensazioni balsamiche. Al sorso è caldo, tannico, di buona persistenza.

Vigna Pitturina 2018 – Poggio Rebasti (Montescano)
Uvaggio: croatina (50%), barbera (30%), uva rara (10%), vespolina (10%)

Rosso rubino con leggeri riflessi aranciati, al naso si apre con note di frutta matura, seguita da aromi di spezie e sottobosco. L’ingresso in bocca è caldo e intenso, equilibrato, con un finale lungo epersistente.

Vigna Pregana 2017 – Az. Biologica Quaquarini Francesco (Canneto Pavese)
Uvaggio: croatina (55%), barbera (30%), ughetta di Canneto (15%)

Rosso rubino intenso, ha bouquet fruttato, con sentori di prugne e ciliegie alternate a note più speziate e rimandi minerali. In bocca è corposo, caldo, con buona struttura che sorregge il sorso e lo accompagna verso una chiusura fine e lunghissima.

I produttori del Buttafuoco Storico
Canneto Pavese, Buttafuoco © Cristian Castelnuovo

Le argille

L’area più a sud della zona di produzione del Buttafuoco Storico è composta da argille stratificate. Qui la pendenza delle vigne è minore, con un fondo generalmente più fresco che concorre a donare una maggiore forza alle piante. I vini di questo areale si mostrano in media più rotondi, mantenendo il corpo e la struttura tipici del Buttafuoco.

Vigna Cà Padroni 2020 – Az. Agr. Piccolo Bacco dei Quaroni (Montù Beccaria – Fraz. Costa Montefedele)
Uvaggio: barbera, croatina, uva rara, vespolina

Rosso rubino, ha note di piccoli frutti rossi, balsamicità e sentori floreali. Il sorso è equilibrato, accogliente, in tensione fra tannino, acidità e polpa. Chiusura persistente, che invita al sorso successivo.

Vigna Catelotta 2019 – Az. Agr. Tenuta La Costa (Castana)
Uvaggio: croatina (60%), barbera (25%), uva rara (10%), vespolina (5%)

Di colore rosso rubino, al naso ha note di frutti rossi (prugne e ciliegie) e piccoli frutti. Sorso di buona struttura ed equilibrio, attraversato da una freschezza che fa il paio con un finale leggermente sapido.

Vigna del Garlenzo 2018 – Az. Agr. Giorgi Franco di Giorgi Pierluigi (Montù Beccaria)
Uvaggio: croatina (45%), barbera (30%), uva rara (15%), ughetta di Canneto (10%)

Rosso rubino con riflessi tendenti al porpora. Il bouquet è ricco, con aromi di piccoli frutti rossi, frutta rossa sotto spirito e lieve tostatura. In bocca è fresco e minerale, il tannino si integra bene con l’alcol, regalando un sorso caldo che chiude con sensazioni vegetali.

Vigna Casa Barnaba 2017 – Az. Agr. Colombi Francesco (Castana – Loc. Casa Ozzola)
Uvaggio: croatina (50%), barbera (35%) e uva rara (15%)

Rosso granato, ha naso di frutta rossa in confettura con lievi note di appassimento, alternate a rimandi di tostatura e spezie. In bocca è pieno, polposo, con una bella freschezza che ingentilisce il sorso. Finale lungo, persistente.

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