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La Sicilia che non ti aspetti si racconta a Selinunte

Mandrarossa, la Sicilia che non ti aspetti si racconta a Selinunte

di Stefania Fava | 20 Agosto 2026

Il Premio Letterario Mandrarossa chiude la sua seconda edizione incoronando Valeria Parrella. Ecco la storia della cantina/brand che sta dietro al progetto e la degustazione delle etichette di riferimento.

Chi arriva a Menfi si trova davanti a un paesaggio composto da colline coltivate a vigneto, uliveti e macchia mediterranea che degradano verso la costa. È lo scenario in cui è nata nel 1999 Mandrarossa, il marchio di Cantine Settesoli che negli anni ha spinto sulla sperimentazione e sul posizionamento “interessante”, fino a ideare il Premio Letterario Mandrarossa La Sicilia che non ti aspetti per unire il mondo del vino a quello della letteratura.

A vincere la seconda edizione del Premio Narrativa è stata Valeria Parrella con “La Ragazzina” (Feltrinelli), secondo posto per Dario Ferrari con “L'Idiota di Famiglia” (Sellerio) e terzo per Monica Acito con “La Carità Carnale” (Bompiani). Il premio assoluto non prevede un abbinamento con un'etichetta specifica: è l'intera collezione Mandrarossa a rappresentarlo. Per le sezioni tematiche, il romanzo storico scelto è “Le leonesse di Vergine Maria” di Vanessa Ambrosecchio (Mesogea) abbinato a Cartagho; la favola e fantasy “Il restauratore di mondi” di Mattia Corrente (Salani) è abbinata al grillo Bertolino Soprano; per il giallo Marilù Oliva con “Via delle streghe” (Solferino) è abbinata a Cavadiserpe; per ambiente, sostenibilità e paesologia “Il mondo senza inverno” di Bruno Arpaia (Guanda) è abbinato a Urra di Mare; l'opera prima di Lorenza Sabatino “Il miracolo” (Guanda) è abbinata a Calamossa.

gli autori premiati da Mandrarossa
gli autori premiati da Mandrarossa

“Anche quest'anno le opere in concorso sono state capaci di unire la potenza delle parole alla valorizzazione della nostra identità e delle nostre radici – dice Giuseppe Bursi, presidente di Cantine Settesoli - e il Premio rappresenta sempre più un incontro ideale in cui ogni genere letterario si lega a un vino Mandrarossa, riflettendone l'identità e le sfumature. Le storie dei vincitori continueranno a camminare insieme a noi”.

UNA SCOMMESSA SUL TERRITORIO

Mandrarossa nasce come marchio di Cantine Settesoli pensato per ristorazione, enoteche e wine bar, in Italia e all'estero. Debutta sul mercato nazionale e internazionale nel 2000, con sette etichette a Vinitaly e nel 2004 arriva Cartagho, il primo nero d'Avola barricato dell'azienda e futuro vino simbolo del marchio.

Cinque tipologie di suolo, calcareo, sabbioso, argilloso, medio impasto e limoso, conferiscono carattere alle uve del territorio di Menfi e da qui, nel 2014, parte uno studio condotto da un team di enologi, agronomi e geologi su zone collinari con roccia madre calcarea di origine marina, individuando due siti d'eccellenza, nelle contrade di Bertolino Soprano e Miccina, da cui nasceranno un grillo e un nero d'Avola, oggi tra le etichette più riconoscibili della linea Storie Ritrovate. Il risultato di questo studio di cinque anni arriva sul mercato nel 2019, quando Mandrarossa lancia i Vini di Contrada per il proprio ventennale. La ricerca continua tuttora con cinque campi sperimentali a Menfi e progetti di microvinificazione per individuare i suoli più adatti a ciascuna varietà.

Mandrarossa Winery

Da lì Mandrarossa allarga i propri territori oltre Menfi: dal 2019 coltiva a Linguaglossa, sull'Etna, e dal 2020 anche a Pantelleria. Nascono così i primi vini a marchio Etna Doc e Pantelleria Doc dell'azienda.

I TRE TERRITORI

Dalla Sicilia sud-occidentale alle sabbie nere dell'Etna, fino alle coste rocciose e molto ventilate, oggi Mandrarossa lavora su tre territori diversi tra loro e produce circa un milione di bottiglie l'anno, grazie al lavoro di 175 soci conferitori.

Il primo è il cosiddetto “Menfishire” sulla costa sud-occidentale della Sicilia, dove il vigneto si estende per 500 ettari, tra i 440 metri sul livello del mare e la spiaggia, in un clima secco che beneficia di luce solare intensa, dell'influenza del mare e di venti caldi e brezze marine che, uniti alle escursioni termiche, favoriscono la qualità delle uve. Nelle sue contrade si trovano varietà autoctone come grecanico e nero d'Avola, internazionali come syrah, merlot, cabernet sauvignon e chardonnay e tipologie sperimentali come fiano, viognier, petit verdot, alicante bouschet, chenin blanc e sauvignon blanc.

Il secondo è l'Etna che con le sue pendici modellate dalle colate laviche, è un terroir unico dove il microclima ha permesso la diffusione della viticoltura fin dall'antichità. A Linguaglossa, sul versante sud-orientale, Mandrarossa coltiva dal 2019 due ettari di carricante e quattro di nerello mascalese, vitigni autoctoni che sul suolo vulcanico danno vita a vini vibranti e distintivi.

Il terzo è Pantelleria dove Mandrarossa coltiva 2 ettari di zibibbo, tra Piana della Ghirlanda, Monastero e Bukkuram, da cui nasce il Passito di Pantelleria Doc.

LA REGOLA DEL VIGNETO

Dietro i numeri c'è un metodo che Filippo Buttafuoco, tecnico viticolo di Mandrarossa da 26 anni, racconta bene. Cantine Settesoli lavora su circa 6.000 ettari complessivi, di cui 500 destinati al progetto Mandrarossa. La prima bottiglia con questo marchio arriva nel 1999, ma i primi vigneti pensati secondo il concetto di qualità che guida ancora oggi l'azienda, erano già stati impiantati negli anni Novanta.

Da allora vale una regola mai cambiata: quando un socio deve piantare un nuovo vigneto non è libero di scegliere la varietà che preferisce, ma passa dalla cantina, dove il reparto tecnico valuta il suolo e indica la varietà più adatta. Può seguire l'indicazione o rinunciare al vigneto, senza vie di mezzo. “È una rigidità voluta - spiega Buttafuoco - perché la qualità si costruisce prima di tutto in vigna. Se a un cuoco bravissimo viene consegnata una materia prima scadente, per quanto sia abile il piatto ne risentirà comunque. Vale lo stesso per la passata di pomodoro fatta in casa, che riesce bene solo se si parte da pomodori maturi e sani".

Non è stato un percorso semplice perché Buttafuoco si è trovato a convincere coltivatori sessantenni o settantenni, con l’esperienza di una vita alle spalle, a cambiare pratiche radicate come la distanza di impianto, il doppio filo, la gestione delle foglie. Tutte resistenze comprensibili, superate in gran parte con il tempo anche grazie al ricambio generazionale tra i soci.

IL PROGETTO ENOTURISTICO

Nel 2021 apre Mandrarossa Winery, la cantina pensata anche per l'accoglienza enoturistica. Sorge a circa 90 metri sul livello del mare, in un edificio ipogeo di 700 metri quadri su tre piani quasi interamente nascosti nel terreno, come una terrazza modellata sulle curve di livello. Ospita una barricaia, due sale degustazione, un wine shop e una terrazza panoramica sul mare di Menfi. Il legno riveste la sala degustazione, pigmenti naturali richiamano le tonalità della terra siciliana e il tetto giardino, ricoperto da essenze mediterranee, contribuisce alla sostenibilità energetica.

Secondo i dati dell'azienda, la produzione complessiva si attesta su un milione di bottiglie, con un fatturato del brand di circa 800mila euro.

spazio per l'accoglienza a Mandrarossa Winery
spazio per l'accoglienza a Mandrarossa Winery

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Le etichette sono organizzate in cinque linee. Cartagho Rosso Sicilia Doc, il vino icona, nasce dalla selezione dei migliori 15 ettari di nero d'Avola su tre vigneti. Storie Ritrovate comprende i vini di Contrada, quelli dell'Etna e il Passito di Pantelleria: Bertolino Soprano Bianco Sicilia Doc, Lalbìra Salaparuta Doc, Terre del Sommacco Rosso Sicilia Doc, Sentiero delle Gerle Etna Rosso e Bianco Doc, Serapias Passito di Pantelleria Doc. Gli Innovativi sono Cavadiserpe, Santannella e Timperosse Terre Siciliane Igt, Bonera e Urra di Mare Sicilia Doc, Larcéra Vermentino Biologico Terre Siciliane Igt e Catarratto Brut Terre Siciliane Igt. I Calamossa sono la linea dei frizzanti, Rosé e Bianco Terre Siciliane Igt. I varietali si dividono in Intramontabili (Grillo, Chardonnay, Nero d'Avola biologico, Syrah), Classici Siciliani (Zibibbo secco biologico, Grecanico Dorato, Frappato, Nerello Mascalese Rosato) e Internazionali (Fiano biologico, Viognier, Merlot biologico, Cabernet Sauvignon).

Calamossa Bianco Terre Siciliane Igt 2025

Blend charmat di catarratto, zibibbo e grecanico, verdolino alla vista con riflessi luminosi. Al naso è floreale e dolcemente aromatico, con una nota di arancia in evidenza. In bocca ritornano le stesse uve dell'assemblaggio, in un sorso sapido, il classico vino dell'estate.

Calamossa - IGT Terre Siciliane

Catarratto Brut Terre Siciliane Igt 2025

Primo anno di produzione per questa etichetta, che esce dalla Doc Sicilia. Metodo charmat, verdolino brillante, perlage fine e persistente. Al naso agrumi e note floreali si intrecciano a sentori salini e di frutta bianca. In bocca è fresco, sapido, allegro, pensato per una bevuta immediata.

Catarratto Brut

Urra di Mare Menfi Doc 2025

Sauvignon blanc in purezza, paglierino con riflessi verdolini. Il naso lo dichiara subito: agrumi, pesca, menta e basilico, con richiami vegetali, in un profilo delicato più che esplosivo. In bocca è fresco, poi sapido, con una lunghezza decisa segnata da pesca, albicocca, iodio e note salmastre.

Urra di Mare - Menfi Doc 2024

Lalbìra Salaparuta Doc 2025

Cataratto in purezza. Verdolino con riflessi paglierini tenui. Al naso zagara, mandarino, agrumi, pesca ed erbe aromatiche, con una spinta aromatica che si chiude su frutta secca e un richiamo ammandorlato, oltre a un accenno di mare. In bocca è caldo fin da subito, sapido, sostenuto da una spalla acida che garantisce persistenza, con ritorni agrumati.

Lalbira Catarratto Salaparuta Doc

Bertolino Soprano Sicilia Menfi Doc 2024

Il vertice della linea Storie Ritrovate: grillo in purezza, single vineyard, da un suolo calcareo fossile ricco di conchiglie e da un unico vignaiolo con vigna di famiglia. Giallo paglierino intenso e luminoso, si apre su note floreali e leggermente erbacee, seguite da richiami di pesca bianca e agrumi di cedro, poi pepe bianco, vaniglia e frutta secca, con una nota amaricante sul finale. In bocca ha volume pieno, è scattante, fresco e sapido e decisamente persistente.

Nerello Mascalese Rosato Terre Siciliane Igt 2025

Rosa tenue, buccia di cipolla, elegante. Al naso si apre subito su una nota sulfurea intrigante, seguita da rosa, ciliegia, lampone e fragola. In bocca è sottile, fresco e sapido e si allarga prima in freschezza e poi in sapidità, con buona persistenza.

Nerello Mascalese Rosato

Cavadiserpe Menfi Doc 2024

Blend di merlot e alicante bouschet, affinato 8 mesi in barrique di secondo passaggio. Rubino scarico e luminoso, con sfumature ancora leggermente violacee. Al naso è mentolato, con frutta rossa croccante. In bocca una nota salina porta freschezza, mentre il tannino è sapido e piacevole.

Cavadiserpe - IGT Terre Siciliane 2024

Cartagho Menfi Doc 2021

Selezione di nero d'Avola da soli tre vigneti, rubino luminoso. Al naso mora, ciliegia, marasca, pino marittimo, macchia mediterranea, alloro, fiore di cappero, carruba e pepe nero, con una speziatura piccante. In bocca è morbido ma deciso, vitale quanto il suo aspetto cromatico.

Mandrarossa_cartagho

Serapias Passito di Pantelleria Doc 2022

Ambra luminoso. Al naso miele di castagno, nocciola, dattero e resina. In bocca è sapido, con agrume, rosa, uva passa e note di pasticceria alla mandorla.

Serapias - Passito di Pantelleria

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