
Ha scelto il palcoscenico di Vinitaly per il suo debutto internazionale il Conero Docg Rosato, nuova tipologia introdotta dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt) con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento qualitativo della denominazione e diversificarne l’offerta. Un esordio dal forte valore simbolico, suggellato anche dal brindisi istituzionale nell’area Marche alla presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme ai ministri e ai rappresentanti del territorio.
Per la Docg Conero, riconosciuta nel 2004, l’introduzione della tipologia rosato rappresenta un’evoluzione significativa del disciplinare, approvata a metà 2025. La base ampelografica resta invariata, con Montepulciano (minimo 85%) e Sangiovese, ma cambia l’interpretazione stilistica, aprendo a una versione in rosa capace di dialogare con nuovi contesti di consumo.
L’area produttiva, concentrata in poco più di 160 ettari nella provincia di Ancona, mantiene una forte identità territoriale, tra colline e costa. Un contesto in cui il rosato trova una naturale collocazione anche sul piano gastronomico, grazie alla vicinanza con la cucina marinara della Riviera del Conero.
“La scelta di introdurre la tipologia rosato nella Docg Conero risponde all'esigenza dei produttori che possono ampliare l'offerta enologica mantenendo una qualità elevata e certificata – evidenzia il presidente Imt, Michele Bernetti – e, parallelamente, offre l'opportunità di incrementare la redditività delle imprese e di presentarsi sul mercato con un rosato, tipologia che negli ultimi anni ha visto crescere il proprio appeal fra i consumatori e che allarga le opportunità di abbinamento con molteplici proposte gastronomiche. Una scelta che guarda anche ai nuovi stili di consumo, legati a vini più leggeri”.
Le prime stime produttive parlano di circa 100mila bottiglie dalla vendemmia 2025, con una crescita attesa fino a 500mila unità nel giro di quattro anni. Un percorso graduale che accompagna l’ingresso sul mercato di una tipologia sempre più richiesta, capace di intercettare consumatori orientati verso vini freschi, versatili e meno strutturati.
Dal 2026 è inoltre prevista la possibilità di produrre anche il Metodo classico Conero Rosato Docg, ampliando ulteriormente il raggio d’azione della denominazione verso il segmento delle bollicine di qualità.
Dopo l’anteprima veronese, il vino si prepara ora al debutto sul territorio con una presentazione dedicata al canale horeca, confermando una strategia che unisce promozione locale e visione internazionale.
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