
Quando un giornalista chiede all’intervistato “cosa avete in cantiere”, non si aspetta una risposta alla lettera. Invece da Agraria Riva del Garda in cantiere c’è proprio il cantiere. Che in realtà, per la prima parte, è stato già chiuso. Ma il piano di investimenti da 7,5 milioni di euro della società cooperativa trentina prevede molto altro, da qui al 2028, come racconta a VinoNews24 il direttore generale Massimo Fia.
Fia, avete un cantiere aperto?
“La cantina attuale è del 2007, quindi non particolarmente vecchia, ma quella nuova è già stata completata. Abbiamo a disposizione altri mille metri, frutto di uno scavo effettuato a 12 metri di profondità. La produzione di Trento Doc aumenta e avevamo bisogno di spazio aggiuntivo”.
E dopo cosa arriverà?
“Abbiamo già terminato, al grezzo, i lavori per la realizzazione di un tunnel emozionale che collega il nostro shop alla cantina e alla produzione. Si tratta di un’opera importante in chiave enoturistica e la inaugureremo il prossimo anno. Poi, per il 2028, avremo completato l’area di stoccaggio e imbottigliamento dell’olio, sotto il frantoio già esistente”.
Cosa vi ha spinto a investire una cifra così importante?
“Era necessario concentrare la logistica, che prima era dispersiva. E poi dovevamo ampliare l’offerta eno e oleoturistica, che non deve essere solo una degustazione dei prodotti. Oggi il consumatore vuole essere sempre più informato e approfondire gli aspetti della qualità e dell’origine di quel che acquista. Per questo era necessario interagire a livello multimediale e gestire le visite in piena sicurezza. Le potenzialità sono importanti perché Riva del Garda è zona turistica, e la domanda di esperienze è molto presente. Se oggi avessimo più spazi a disposizione per l’hospitality in cantina, che non significa pernottamento bensì accoglienza diurna, per noi potrebbe rappresentare una fonte ancora più importante di introiti. Spesso dobbiamo dire no a gruppi e famiglie perché siamo già al completo. E poi nascono nuove esigenze…”

Quali?
“Abbiamo sviluppato un piano marketing focalizzato sulle nuove tipologie di clientela, che richiedono una diversità di trattamento. Se non ci sono determinate accortezze o servizi, rischiamo di perderle. Pensiamo ai camperisti, per esempio: qui sono tanti e dobbiamo essere organizzati per accoglierli, a cominciare dal parcheggio. E poi, per chi non ama il vino, dobbiamo studiare altre tipologie di abbinamento. Noi facciamo olio, e offriamo degustazioni legate all’olio”.
Il 2026 per voi è un anno importante, quello del centenario dalla fondazione. Come lo celebrerete?
“La data precisa è il 27 maggio. Quel giorno organizzeremo una festa aperta a tutti e con il prodotto al centro: e non solo i nostri prodotti, ma tutti quelli del territorio che rappresentiamo. A seguire ci saranno altri eventi che si susseguiranno per tutto l’anno”.
Come sta andando questo 2025-26, il cui bilancio sarà giugno a giugno?
“Il primo semestre, concluso a dicembre, è stato positivo. Per il vino in particolare, perché la vendemmia 2025 è stata una delle migliori per quantità e qualità. Il discorso cambia se si passa all’olio, dove c’è stata molta qualità a fronte di una scarsa raccolta: purtroppo i cambiamenti climatici si fanno sentire e stanno mettendo a dura prova l’olivicoltura nazionale, anche per i danni da insetti”.

Quanto pesano vino e olio?
“Il vino ha generato il 60% dei ricavi totali, che nel 2024-25 sono stati circa 15 milioni di euro, e l’olio il 15%. Il restante 5% lo fa la vendita diretta nel nostro maxi store a Riva del Garda, dove disponiamo di 700 metri di scaffali per vendere non solo i nostri prodotti, ma anche le altre tipicità del territorio. Il nostro target cliente è il turista, ma anche il consumatore locale. Basti pensare che il mese di dicembre, quando non c’è turismo, è il migliore per fatturato, perché si fanno i regali e gli acquisti legati al Natale. Per noi, rappresentare il territorio e promuovere i prodotti di altre realtà è parte dello scopo mutualistico che sta alla base di una cooperativa. È la nostra idea di valorizzazione".
Avete fissato un budget per il 2025-26?
“Non lo facciamo mai perché la raccolta arriva dopo la chiusura del bilancio e da quella dipende tutto. Ci limitiamo a monitorare la situazione in corso d’opera, e posso dire che i primi sei mesi sono stati molto buoni nonostante la flessione dei consumi di vino, i dazi americani e la scarsa produzione di olio: se avessimo avuto a disposizione il triplo del prodotto olio, lo avremmo già venduto tutto”.

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