
Debutto a Vinitaly 2024 per la menzione Superiore del Pecorino d’Abruzzo Doc e del Cerasuolo d’Abruzzo Doc, vino rosato che si sta affermando anche sui mercati internazionali.
L’Abruzzo del vino presenta in degustazione le due novità al banco del Consorzio di Tutela assieme ai nuovi vini dell’annata 2023 (rappresentati da 350 etichette) e allo Spumante Trabocco (protagonista anche di proposte mixology).
Un’esperienza che permette di approfondire le sottozone provinciali che caratterizzano le Doc abruzzesi, sia rosse sia bianche: Colline Pescaresi, Colline Teramane, Terre de L’Aquila, Terre di Chieti, reduci da un 2023 non semplice ma chiuso con numeri positivi.
"Arriviamo a Vinitaly forti di dati di vendita in controtendenza, non solo nel mercato estero ma anche in quello nazionale - spiega il presidente del Consorzio Alessandro Nicodemi – Gli ultimi dati danno infatti le eccellenze abruzzesi in crescita positiva, in un contesto che sta registrando difficoltà. Il Montepulciano d’Abruzzo DOC segna un +4%, mentre il Pecorino e il Cerasuolo registrano un aumento a doppia cifra, rispettivamente del 12 e 19%”.
Il trend positivo dei vini abruzzesi rispecchia un cambiamento che, grazie alle recenti modifiche dei disciplinari, ha dato vita a nuovo “modello Abruzzo”.
“Un modello che va a definire una scala di valori nelle produzioni e che si riflette nel mercato in maggiore chiarezza per il consumatore finale – spiega Nicodemi - Per questo motivo abbiamo rinnovato la grafica anche dello stand, puntando sempre di più sulle sottozone e sulla menzione superiore, quest’anno protagonista di due degustazioni in anteprima nazionale”.
Un percorso che ha preso il via con la vendemmia 2023, con l'obiettivo di rafforzare la comune identità dell’enologia regionale valorizzando al contempo i singoli territori e rendendo facilmente riconoscibile la scala dei valori delle diverse tipologie di vino ai consumatori.
Il "modello Abruzzo" vuole rappresentare una grande novità per tutto il mondo vitivinicolo italiano, un nuovo modo di concepire l'organizzazione delle denominazioni d'origine e delle Igp, più semplice e allo stesso tempo più dettagliata e più funzionale alla promozione sui mercati internazionali.

Il principio guida della semplificazione prevede di affiancare alle cinque doc - Montepulciano d'Abruzzo Doc, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d'Abruzzo Doc, Abruzzo Doc (che comprende anche i vini ottenuti dai vitigni autoctoni Pecorino, Passerina, Coccociola e Montonico) e Villamagna Doc - una sola Igt, l'Igt Terre d'Abruzzo, al posto delle attuali otto Igt, per rafforzare l'identità regionale di tutti i vini.
Sarà introdotta invece la menzione Superiore per le quattro denominazioni regionali, mentre riserva e menzione Superiore saranno abbinate alle appellazioni provinciali: Colline Teramane, Colline Pescaresi, Terre de L’Aquila e Terre di Chieti.
Per il Montepulciano d’Abruzzo verrà introdotta la sottozona San Martino sulla Marruccina.
Con il "modello Abruzzo", inoltre, si intende mantenere la produzione regionale al reale potenziale produttivo regionale, per garantire sostenibilità sociale, economica ed ambientale al sistema vitivinicolo abruzzese.
“Si agevola così la promozione e la comunicazione perché renderà le diverse zone di produzione molto più riconoscibili sui mercati, soprattutto all’estero, ed esalterà maggiormente il binomio vino-territorio – spiega il presidente Nicodemi - D’altro canto, l’introduzione dell’unica Igt Terre d’Abruzzo con il riferimento al territorio distintivo che va a sostituire le otto attutali crea una forte immagine regionale, sopperendo all’attuale frammentarietà che risulta poco incisiva”.
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