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Nobile di Montepulciano Anteprima 2024

Nobile di Montepulciano, è arrivato il tempo dell’approccio analitico

di Eugenia Torelli | 12 Aprile 2024

C’è opulenza nei calici dell’annata 2021. I cambiamenti climatici suggeriscono una nuova forma mentis per valutare le vendemmie.

In bottiglia la vendemmia 2021 che, come ha suggerito il Master of Wine Andrea Lonardi, “gli inglesi descriverebbero come rich and powerful” mentre, in cantina, inizia il proprio percorso un’annata 2023 che, secondo le analisi dei dati raccolti in campo e i primi assaggi, si prospetta più esile ed elegante. Stringato al minimo, il resoconto dei millesimi al centro dell’Anteprima 2024 del Vino Nobile di Montepulciano Docg potrebbe stare in queste righe, ma volendo scendere nei dettagli, le considerazioni emerse in merito alle vendemmie e dagli assaggi si ampliano.

Nel frattempo – mentre il Consorzio racconta un mercato estero in crescita nel 2023 – i cambiamenti climatici chiedono un ripensamento sul piano dei criteri di valutazione delle annate, che approfondisca e definisca meglio – in termini “qualitativi – i vari indicatori, dagli eventi atmosferici alle ondate di calore. Dalle scelte che prenderà in base a queste valutazioni, dipenderà in larga parte il futuro di un territorio, che potrebbe avere qualche asso in più nella propria manica rispetto ad altri.

APPROCCIO ANALITICO E SFIDA DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Innanzitutto i cambiamenti climatici pongono differenti questioni e una di queste riguarda anche l’approccio all’analisi dei dati stagionali per la valutazione delle vendemmie. Infatti, con l’intensificarsi dei fenomeni di caldo intenso, della siccità e degli sconvolgimenti indotti dai cambiamenti climatici, si rende necessaria una lettura molto più accurata delle rilevazioni. “Ci troviamo di fronte alla necessità di valutare le vendemmie, ma non possiamo valutarle come si faceva quindici, venti o cinquant’anni fa – ha detto Lonardi, presentando per il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano i dati stagionali – Oggi ci troviamo in un momento diverso, non solo socio-economico, ma anche climatico e il focus dev’essere quello di una valutazione qualitativa”.

La diversa prospettiva serve a trarre conclusioni più puntuali rispetto a una meteorologia più difficile da catalogare, come ad esempio nel caso delle precipitazioni. “Non solo piove meno, ma piove in modo più concentrato e in periodi non rilevanti per le necessità della viticoltura italiana”. Non serve più, quindi, il semplice calcolo dei millimetri d’acqua caduti in un anno o in un mese, ma la precisa valutazione dei momenti in cui si sono verificate le precipitazioni e della loro intensità, in relazione allo stadio del ciclo vegetativo della pianta. Un modus operandi che deve riguardare anche tutti gli altri indicatori.

Nobile di Montepulciano, anteprima 2024
paesaggio di Montepulciano

 

SANGIOVESE, STRESS E TANNINI

Incremento delle temperature, diminuzione e peggiore distribuzione della piovosità e aumento delle ondate di calore, ma non solo. “Il fenomeno delle gelate primaverili sta provocando un deperimento molto importante a livello del sistema vascolare delle piante – sottolinea LonardiQuesto vale anche per una varietà come il sangiovese che diventa così sempre più sensibile alle ondate di caldo, venendo meno a una sua importante capacità, la resistenza allo stress idrico”.

Per una denominazione come quella del Vino Nobile, che punta sempre di più sul vitigno principe della regione Toscana, l’allerta in questo senso è cruciale, così come lo sono le considerazioni circa gli effetti generati dallo stress idrico che poi si riflettono sui vini. “Pochissimi vitigni al mondo raggiungono gli indici di stress idrico che il sangiovese può sostenere. In questa condizione il sangiovese sviluppa polifenoli”. Si tratta di un sistema di protezione innescato dalla pianta, che riguarda anche lo sviluppo di tannini più duri e secchi. Una tendenza che, secondo il Master of Wine non è stata ben comunicata e ha diffuso, a livello internazionale, convinzioni non esattamente corrette.

Il mondo internazionale, quello degli opinion leader, definisce il sangiovese una varietà ad altissimo contenuto di tannini. Purtroppo è un grande errore – afferma Lonardi – Condizioni di particolare stress idrico e termico determinano una carenza di ossigeno sul sangiovese che lo porta a produrre polifenoli in grande quantità e quindi tannini. In condizioni perfette il sangiovese è una varietà con tannini inferiori rispetto ad altre”. Inutile dire che, con un occhio alle nuove tendenze di consumo, questo rapporto di causa-effetto dovrebbe essere tenuto in grande considerazione, non solo a Montepulciano. Qui però, le caratteristiche morfologiche e la posizione del territorio possono diventare carte importanti.

Secondo il Master of Wine, “per la sua natura climatica, la vicinanza con l’acqua, lo sbalzo termico che questo territorio subisce per la vicinanza agli Appennini, la tipologia di terreni e un’orografia in cui si potrebbe pensare allo sviluppo dell’irrigazione, il Nobile potrebbe avere di fronte a sé un futuro molto più roseo rispetto ad altre denominazioni, che sicuramente incontreranno molto più di altre i problemi della siccità e dello stress idrico”.

2023, L’ACQUA CI VUOLE QUANDO SERVE

Andando nello specifico ad analizzare i dati della vendemmia più recente si rileva un primo quarto dell’anno caratterizzato da temperature sopra la media del periodo, da piovosità più alta in gennaio e nella media in febbraio e marzo. Alla fine dell’inverno le riserve idriche dei terreni erano completamente ripristinate in tutto il territorio grazie agli oltre 400 mm di pioggia caduti tra l’autunno e l’inverno. Il germogliamento si è protratto dal 30 marzo al 21 aprile, mese che ha fatto registrare piovosità nella norma e temperature sotto la media, in particolare nella prima decade, quando, nelle pianure, le temperature sono spesso scese sotto lo zero. In maggio le temperature sono rientrate nelle medie mentre le piogge sono state molto difformi, sia per intensità che per distribuzione. Il periodo di fioritura è stato registrato tra il 29 maggio e il 12 giugno. Luglio è stato decisamente caldo, con massime stabilmente sopra i 30°C. In agosto l’andamento termico è stato simile a quello di luglio, con un picco termico delle massime, che hanno toccato i 40°C nell’ultima settimana, mentre le piogge sono state modeste, come nella norma (fase di invaiatura tra il 5 e il 25 del mese).

Anche settembre è stato più caldo rispetto alla media (+1,6°C), con massime spesso vicine ai 30°C e buone escursioni termiche; le piogge, normali, si sono concentrate in pochi eventi. Gli ultimi tre mesi dell’anno hanno fatto registrare ancora temperature decisamente alte, in particolare ottobre, e piovosità nella media del trimestre.

In relazione alle conseguenze sullo sviluppo vegeto-produttivo e allo stato sanitario delle viti, a caratterizzare l’andamento meteorologico del 2023 è stato l’elevato numero di giorni di pioggia, oltre 25, che si sono succeduti tra il 9 maggio e il 15 giugno, e il conseguente persistere di una elevata umidità relativa (UR). “È piovuto molto e sappiamo cosa questo ha provocato a livello di danni da peronospora”, ha detto Lonardi, sottolineando però che la distribuzione delle piogge ha anche aiutato la bevibilità. “La 2023 si prospetta una vendemmia elegante e leggera, perché non è piovuto molto di più rispetto alle medie tradizionali, ma è piovuto bene soprattutto in un determinato periodo, quando il sangiovese ha bisogno di acqua per diventare un vino con una bevibilità superiore a quella che spesso la siccità e il caldo gli tolgono”.

Vigneto Nobile di Montepulciano
vendemmia in un vigneto di Montepulciano

 

VENDEMMIA 2021, MENO ACQUA E PIÙ TANNINI

Il 2021 ha avuto un andamento meteorologico che si potrebbe definire straordinario rispetto alle medie, sia in termini di piovosità sia per alcuni picchi termici registrati in primavera. La piovosità totale annua è stata pari a 510 mm, valore decisamente basso, circa il 25% in meno della piovosità media annua della zona. Relativamente alle temperature, i mesi che si sono discostati fortemente dalle medie del periodo sono stati marzo e soprattutto aprile, che hanno fatto registrare valori delle minime particolarmente bassi. In aprile, nella notte tra il 7 e l’8, le temperature notturne sono scese sotto lo zero per molte ore, raggiungendo nei fondivalle anche i -7°C, e arrecando criticità in fase di schiusura. Il germogliamento è avvenuto tra il 28 marzo e il 27 aprile, la fioritura tra il 2 e il 15 giugno e l’invaiatura tra il 27 luglio e il 26 agosto. La vendemmia si è sviluppata tra la metà di settembre i primi di ottobre.

Facendo un confronto con l’annata 2023, nel 2021 all’inizio di settembre al sangiovese è mancata più acqua. Secondo Lonardi “la 2021 è una vendemmia più ricca e strutturata rispetto alle precedenti, ma soprattutto con tannini meno duri rispetto a una 2020 e una 2022, annate decisamente più calde e più secche. Una vendemmia che ha sicuramente meno eleganza di una 2016 o una 2019”. A livello analitico si rilevano valori elevati di intensità e tonalità di colore, di alcool, di estratti e di polifenoli totali e livelli medi di acidità e pH.

2021 ALLA PROVA DEI CALICI

In accordo con le valutazioni stagionali e con i dati analitici, gli assaggi dei vini dell’annata 2021 presentati all’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano Docg non mentono. Tannino deciso e compatto, corpo e sostanza sono probabilmente il tratto che emerge in maniera più nitida. Al netto dei diversi stili aziendali, non sembra quindi un’annata che tendenzialmente piacerà ai consumatori più giovani, né un’annata particolarmente versatile nell’abbinamento al cibo, mentre potrebbe (con il dovuto apporto del tempo) essere un’annata tendenzialmente più adatta per un consumatore più âgé, occasioni importanti, piatti strutturati e dal gusto deciso.

Se da un lato è facile, per alcuni vini, intravedere una felice prospettiva di evoluzione in termini di beva oltre che di struttura, dall’altro non manca la percezione di qualche scompostezza e di un’influenza piuttosto evidente dell’affinamento. Difficile dire se si tratti di una mano un po’ troppo calcata sul legno perché, volendo unire i puntini, l’impressione più lampante che emerge dalle degustazioni è che i Nobile non siano ancora pronti per essere presentati. Non stiamo parlando di un en primeur, perché i vini sono in bottiglia e da disciplinare i termini per la messa in commercio ci sono: “un periodo di maturazione di almeno due anni, a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia” (con diverse possibilità, legno e non).

Ecco allora che in termini di tempistiche (ma anche un po’ di stile), forse sarebbe il caso di tornare alla questione analitica e ragionare in base ai dati di ciascuna annata. Ha senso uscire così presto? Ha senso caricare con il legno? Ha senso pensare di trovare altri metodi per limitare – quanto possibile – lo stress idrico e termico delle piante? Non ci sono risposte giuste o sbagliate a prescindere. Semmai, dalle risposte a queste e altre domande dipende la direzione che la denominazione prenderà. Quello che ci auguriamo è che le decisioni avvengano sulla base delle analisi qualitative di cui sopra.

Ecco una veloce rassegna degli assaggi più convincenti.

Vino Nobile di Montepulciano Docg, nuova annata 2021

Fattoria Svetoni
Naso di fragola, prugna e ginepro. Al palato una bella acidità, tannino scalpitante e un velo salino verso il finale.

La Braccesca
Note di yogurt alla ciliegia e lampone precedono un sorso dal tannino ancora giovane, che si alterna con un’acidità asprigna. Finale dai ricordi erbacei per un vino che chiede tempo.

Tenuta Golo
Naso di visciola, mirtillo ed erbe di campo. Il tannino è deciso e il sorso riempie la bocca, tra acidità, una lieve sapidità e La bella texture compatta. Suggerisce un’evoluzione interessante.

Vannutelli
Aromi di ciliegie in composta anticipano un palato dall’acidità scattante e dotato di una buona grip tannica. Sul finale si avverte ancora l’influenza del legno, ma c’è tempo per tirare le conclusioni e qui si muovono appena i primi passi. Bel sorso.

Boscarelli
Bouquet ancora timido, tra visciola e sfumature di menta. Al palato un tannino importante lascia gradualmente spazio all’acidità e alla succosità del frutto. Il finale è ancora un po’ incerto, ma anche in questo caso il tempo darà risposte ad attese che qui sono alte.

Manvi – “Arya”
Note di ciliegia e ricordi di affinamento precedono un’acidità intensa, che risveglia il palato, per poi lasciare che il tannino increspi il sorso asciugando il finale. Il tempo ammorbidirà le durezze e si prospetta un bell’equilibrio.

Crociani
Al naso traspaiono bacca di sambuco e accenni di ginepro, ma è ancora di difficile lettura. Buona apertura di freschezza a cui segue un tannino compatto, che porta con sé sfumature pepate fin sul finale. Un vino che non nasconde concentrazione e grande struttura e che sicuramente accentuerà queste caratteristiche in evoluzione.

Tenuta Trerose – “Santa Caterina”
Aromi di visiciola e note iodate anticipano un’acidità asprigna e, come da attese, una piacevole sapidità. È molto presto per capire questo vino, ma per adesso ne registriamo un sorso decisamente godibile.

Il Molinaccio di Montepulciano – “La Spinosa”
Il bouquet è ancora timido, visciola delicata, una sfumatura di ginepro. Al palato si rivela snello, e un tannino che sembra meno rappresentativo dell’annata. Il sorso scorre dinamico e lascia ben sperare, tanto per facilità di beva quanto per una futura evoluzione degli aromi.

La Ciarliana
Naso delicato dai ricordi di rosa e ribes. In bocca tanta acidità, pepe e una struttura tannica decisa e compatta, che chiude in un finale lievemente amaricante. Difficile valutarlo adesso, ma l’assaggio suggerisce un’ottima prospettiva.

Le Bèrne
Il naso è ancora timido con note delicate di frutti di bosco. Al palato mostra tutta la sostanza di un tannino uniforme e dal carattere pepato e sapido, che lascia intravedere un bel frutto.

Marchesi Frescobaldi – “Tenuta Calimaia”
Bouquet piacevole di mirtillo e ginepro. Al palato acidità asprigna e una buona struttura, che lascia intuire la positiva evoluzione di un vino di buona beva.

Vino Nobile di Montepulciano Docg Riserva 2020

Lunadoro – “Quercione”
Naso di ciliegia e fuliggine, lascia poi il campo a un sorso salato e goloso, dall’acidità tagliente. Il finale richiama ancora le sensazioni dell’affinamento, ma il tempo saprà probabilmente donare maggior equilibrio.

Boscarelli
Naso di frutto acidulo, visciola, ribes. Il tannino giovane e astringente si risolve in un finale è fruttato e piacevole. Un vino che si fa bere con gusto e che sarà ancora più godibile col passare del tempo.

Vino Nobile di Montepulciano Docg – annate precedenti

De’ Ricci 2020
Bouquet fruttato e vivace che richiama la visciola i piccoli frutti. Il sorso è dinamico e sapido. Scorre piacevolmente, sostenuto da una buona struttura e dalla gradevole rusticità del tannino rustico. Un bel bere.

Contucci 2019
Al naso il frutto si alterna a una sensazione iodata e le attese vengono confermate dal palato, salato e dall’acidità asprigna. Struttura tenace ma snella per un vino che mostra i caratteri di un’ottima annata, ancora giovanissima.

De’ Ricci – Selezione “Soraldo” 2019
Bouquet di frutti rossi aciduli, fragolina di bosco, visciola, ribes e sfumature pepate, per un sorso sapido e scattante. Il tannino uniforme e deciso, più delicato rispetto a quello dell’annata 2021. Un calice goloso e di bella beva.

Podere Casanova – Selezione “Settecento” 2018
Naso di visciola, erbe aromatiche e sottobosco. Al palato una buona freschezza, corpo, un tannino voluminoso e compatto e liquirizia sul finale.

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