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L’anima siciliana di Domini Castellare di Castellina

di Elena Morganti | 18 Aprile 2021

Un viaggio dalla Val di Noto fino a Selinunte, attraverso 5 etichette rappresentative di Feudi del Pisciotto e Gurra di Mare.

Due terroir differenti, per esprimere vini di carattere sia da vitigni autoctoni che internazionali, in grado di valorizzare le caratteristiche pedoclimatiche dell’isola del sole. Feudi del Pisciotto e Gurra di Mare, rispettivamente nelle zone di Niscemi (CL) e Porto Palo di Menfi (AG), sono i rami siciliani di Domini Castellare di Castellina, attraverso i quali il gruppo ha messo in gioco il proprio know how in un territorio dalle caratteristiche peculiari, estremamente diverso da quello dei possedimenti toscani, che spazia dalla Val di Noto fino alla zona di Selinunte sulla costa agrigentina.

FEUDI DEL PISCIOTTO

In una zona rurale compresa tra Caltagirone (CT) e Piazza Armerina (EN), ai margini della Riserva naturale Sughereta di Niscemi e a pochi chilometri dal mare, si trova Feudi del Pisciotto, tenuta con sede in un antico baglio settecentesco, che copre una superficie di 187 ettari di cui 43 vitati, fino a 300 metri di altezza. Tra i vitigni coltivati, le varietà autoctone come nero d’Avola e frappato, ma anche quelle internazionali come merlot, cabernet, pinot nero e altre più insolite per la Trinacria, quali semillon e gewürztraminer.

La cantina di Feudi del Pisciotto racconta la storia secolare del “palmento”, la tipica struttura della campagna siciliana – già in uso al tempo dei Greci e dei Romani – in cui hanno sempre avuto luogo la pigiatura delle uve e la vinificazione. Un edificio che l’azienda ha mantenuto intatto dal 1700 a oggi, attraverso interventi di restauro conservativo. Ma per rispondere alle necessità pratiche di una lavorazione moderna, il palmento è oggi collegato a una cantina d’avanguardia, costruita per vinificare fino a 10mila ettolitri con le tecnologie più avanzate. Tra i criteri-guida, l’utilizzo della gravità come strumento per la movimentazione dell’uva e del mosto-vino, in modo da ridurre al minimo l’uso di pompe, ottenendo anche un risparmio in termini energetici e di emissioni di CO2. Nei nuovi locali è inclusa anche una barricaia con oltre 700 legni, che si aggiungono a quelli collocati nella vecchia tinaia. Sul piano enologico, tra le influenze più importanti spicca quella di Giacomo Tachis, anche attraverso la mano dell’enologo e vice presidente esecutivo del gruppo, Alessandro Cellai, che ne è stato un allievo.

La produzione, che potrebbe arrivare a un potenziale di circa 1,5 milioni di bottiglie, ne raggiunge oggi circa 500mila, suddivise tra la linea entry level Baglio del Sole e la linea top Collezione Grandi Stilisti, con 10 etichette disegnate da alcune grandi firme della moda italiana e internazionale, da Versace a Missoni, ma anche Alberta Ferretti, Gianfranco Ferré, Brioni, Giambattista Valli, Carolina Marengo e Stephan Janson.

GURRA DI MARE

Con poco meno di 2 ettari vitati nella zona di Porto Palo di Menfi, antico porto di Selinunte, accanto alla riserva naturale delle foci del fiume Belice, Gurra di Mare è la più giovane tenuta del gruppo Domini di Castellare di Castellina. Il vigneto, letteralmente affacciato sul mare e coltivato a chardonnay e viognier, si trova in una posizione estremamente particolare, che il gruppo valorizza attraverso cure meticolose, per ottenere uve della migliore qualità. Dalla tenuta nascono un olio extravergine di oliva e un solo vino, il Tirsat, parola araba per “scoglio”, per rendere omaggio alla Sicilia come trait d’union tra culture prossime e diverse.

Ma l’impegno del brand si traduce anche in iniziative sociali, come la campagna che finanzia la ricerca sulla definizione di un protocollo di azione contro il punteruolo rosso, insetto che attacca la palma, pianta caratteristica dell’isola e simbolo della tenuta presente anche nel logo.

DEGUSTAZIONE

Gurra di Mare – Tirsat, Terre Siciliane Igt 2019

Uvaggio: 50% chardonnay 50% viognier
Vinificazione: fermentazione alcolica e malolattica in acciaio
Affinamento: 6 mesi di riposo in acciaio sui lieviti con batonnage e 4 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Giallo paglierino intenso e consistente nel calice, il Tirsat rivela al naso un piacevole aroma di pesca bianca, con lievi note gessose e iodate. Al palato spicca la salinità del vino, che regala un sorso avvolgente e di buona freschezza, con un finale che richiama i minerali, lungo e amaricante.

Feudi del Pisciotto – Chardonnay Terre Siciliane Igt 2018 (design by Alberta Ferretti)

Uvaggio: 100% chardonnay
Vinificazione: fermentazione alcolica in acciaio e successiva malolattica
Affinamento: 8 mesi in barrique e 8 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Di un bel giallo paglierino lucente, questo chardonnay lascia sul calice lacrime lente e consistenti. Al naso gli aromi parlano di una pesca gialla matura con note burrose e citrino. Al palato è morbido, di bella beva e salino, con note agrumate che ritornano e accompagnano il sorso fino in chiusura.

Feudi del Pisciotto – Frappato Terre Siciliane Igt 2018 (design by Carolina Marengo for Kisa)

Uvaggio: 100% frappato
Vinificazione: fermentazione alcolica in acciaio con successiva malolattica
Affinamento: 10 mesi in barrique e 8 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Il colore è di un rosso intenso e profondo con una sfumatura tendente al granato verso il calice. Al naso spiccano la susina matura e i piccoli frutti a bacca scura, con lievi sentori animali, note di spezie dolci e accenni balsamici che ricordano il borotalco. In bocca è secco e con una bella spalla acida, a cui segue una sensazione tannica ancora rugosa, che conduce e una chiusura calda con ritorni di tostatura.

Feudi del Pisciotto – L’eterno, Pinot Nero Terre Siciliane Igt 2015

Uvaggio: 100% pinot nero
Vinificazione: fermentazione in acciaio con successiva malolattica
Affinamento: 12 mesi in barrique e 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Rosso rubino intenso e bella lucentezza con una sfumatura che tende lievemente al granato. L’eterno al naso si apre lentamente, rivelando sentori di frutta sotto spirito, boiserie e spezie dolci. Al palato è morbido, dalla trama tannica compatta e dolce, che richiama note boisé e balsamiche.

Feudi del Pisciotto – Nero d’Avola Sicilia Doc 2019

Uvaggio: 100% nero d’Avola
Vinificazione: fermentazione in acciaio con successiva malolattica
Affinamento: 10 mesi in barrique e 8 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Di colore rosso porpora intenso con sfumature violacee, al naso il nero d’Avola accoglie con un sentore vinoso di giovinezza, a cui seguono i piccoli frutti a bacca nera, mora di gelso e note di viola mammola, con lievi accenni erbacei. In bocca è caldo e fruttato, con sentori erbacei che tornano assieme a una piacevole sapidità.

 

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