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Cantina Tollo cresce di 133 ettari. Ma è allarme ricambio generazionale

Cantina Tollo cresce di 133 ettari. Ma è allarme ricambio generazionale

di Giambattista Marchetto | 20 Agosto 2026

Il gruppo teatino amplia la base sociale con vigneti autoctoni in tre province abruzzesi. Il presidente Orsini rilancia: “no strategie fondate sulla paura”, ma segnala che “il 70% dei vignaioli nel Chietino ha più di 70 anni e non ha eredi”.

Cantina Tollo Group continua a investire sul territorio abruzzese, ma lancia l’allarme sul ricambio generazionale. “Il 70% dei vignaioli nel Chietino ha più di 70 anni e non ha eredi” – evidenzia il presidente del gruppo cooperativo Gianluca Orsini nell’intervista a VinoNews24.

Gianluca Orsini, presidente Cantina Tollo
Gianluca Orsini, presidente di Cantina Tollo

IL MERCATO FRENA, MA CANTINA TOLLO AMPLIA IL VIGNETO

Il gruppo teatino ha ampliato la propria base sociale con nuovi viticoltori, acquisendo 133 ettari di vigneto allevati con varietà autoctone come montepulciano, pecorino, trebbiano e passerina. Gli appezzamenti sono distribuiti in diversi areali nelle province di Chieti, Pescara e Teramo, e in minima parte anche in Molise e Puglia, con giacitura prevalentemente collinare e altitudini fino a 350-400 metri sul livello del mare. Il patrimonio aziendale sale così da 2357 a 2490 ettari.

Si tratta di appezzamenti appartenenti a piccoli produttori che, grazie a Vigneto Avanzato — il progetto che prevede una remunerazione per i soci basata su ogni ettaro lavorato e non su ogni quintale prodotto — possono contare su un reddito certo e sulle tecnologie messe a disposizione dall'azienda.

L'operazione arriva in una fase di mercato in contrazione, segnata dal dibattito sulla riduzione delle produzioni. Un contesto che il presidente Gianluca Orsini invita però a non leggere in chiave difensiva. “Se ci limitiamo solo a guardare le difficoltà di questo specifico momento - dichiara - rischiamo di costruire strategie fondate sulla paura e l'istintività”.

Di qui la scelta rivolgere lo sguardo oltre la congiuntura attuale. “Dobbiamo guardare al medio e lungo periodo se vogliamo costruire strategie efficaci – spiega - I prossimi anni saranno difficili e con sovraproduzioni, ma un’azienda come Cantina Tollo in questo contesto deve investire in giovani imprenditori, dinamici e capaci di introdurre innovazione e produrre qualità. Così facendo auspichiamo di scrivere la nuova storia aziendale e del territorio”.

IL NODO DEL PASSAGGIO GENERAZIONALE

Il nodo, per il gruppo - che comprende, oltre a Cantina Tollo, anche Feudo Antico, Auramadre e Borgo Venna - è strutturale e riguarda il ricambio generazionale. “L'invecchiamento dei produttori e il mancato ricambio generazionale, in Abruzzo, porterà a breve a un inevitabile abbandono di molte aree produttive – pronostica Orsini – E se arriveranno norme per l'estirpo ci sarà un'accelerazione di questo fenomeno”. Orsini fotografa il fenomeno con un dato: "circa il 70% dei vignaioli in provincia di Chieti ha più di 70 anni e non ha figli o collaboratori che continueranno l'attività”.

Una riflessione cruciale, nell’anno che vede Cantina Tollo festeggiare 66 anni di storia. “Nel 1960 alcuni visionari fondarono la nostra cooperativa – chiosa Orsini - con lo scopo di dare un futuro a questo territorio che si andava via via spopolando. Quello che per loro era il domani per noi rappresenta l'oggi, ed è nostro compito pensare ai giorni che verranno. L'acquisizione di nuovi ettari guarda proprio in questa direzione: reinvestiamo qui per permettere alle nuove generazioni di rimanere e di prendersi cura di un luogo dove la viticoltura e il vino sono presenti da secoli, intrecciati con la nostra cultura e le tradizioni locali”.

AMPLIAMENTO PER VIGNETO “AVANZATO”

I 133 ettari aggiunti da Tollo al portafoglio sono vigne a bassa produzione e di grande qualità – precisano dall’azienda - e per posizionamento, età e caratteristiche rispondono ai requisiti di Vigneto Avanzato, definito “un'iniziativa di sostenibilità sociale, ambientale ed economica che ha cambiato la filosofia produttiva dell'azienda, permettendo di ottenere una costanza qualitativa e rendendo ogni socio un tassello fondamentale della cantina”.

L'ampliamento, tiene a precisare Orsini, non comporta un aumento meccanico dei volumi, perché “non si traduce in un incremento automatico e proporzionale a volume”. Le nuove uve saranno integrate nella programmazione produttiva in base alla vocazione dei vigneti, all'età degli impianti e alle caratteristiche delle uve. “Avremo quindi una maggiore disponibilità di uva, ma gestita in modo selettivo e graduale: l'obiettivo non è produrre di più, bensì garantire continuità qualitativa, tracciabilità e una migliore capacità di rispondere ai mercati”.

Sul fronte del vitigno, l'operazione rafforza la vocazione autoctona del gruppo. “L'ampliamento rafforza la componente autoctona, fulcro della nostra identità - osserva il presidente - valorizzando i nuovi vigneti e il legame con l'Abruzzo. Cresce soprattutto il peso del montepulciano e delle varietà bianche regionali; gli internazionali mantengono un ruolo complementare per specifiche linee e mercati”.

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