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Accordo Ue-Mercosur, sì da Europa, plauso mondo produttivo. UIV e Confindustria Veneto Est: intesa apre a mercato di 250 milioni consumatori

Accordo Ue-Mercosur, sì dall’Europa. Plauso (con qualche riserva) del mondo produttivo

di Antonio Tosi | 12 Gennaio 2026

Dopo 25 anni di negoziati arriva il via libera europeo al trattato di libero scambio: UIV, Federvini e Confindustria Veneto Est approvano l’intesa che apre a un mercato di oltre 250 milioni di consumatori, riduce i dazi e rafforza l’export italiano. Qualche dubbio da Confcooperative.

È arrivato l'atteso via libera all'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), un’intesa particolarmente rilevante per il settore vitivinicolo europeo e italiano. Un risultato raggiunto dopo 25 anni di trattative che però divide l’Europa: hanno votato a favore diversi paesi, tra cui l’Italia, mentre altri si sono dichiarati contrari, come la Francia. Dopo gli ultimi passaggi, la firma definitiva sull’accordo dovrebbe comunque arrivare il 12 gennaio.
Per l’Italia, e in particolare per le filiere a maggiore vocazione internazionale come il vino e la manifattura, l’accordo rappresenta un potenziale fattore di rilancio dell’export in un’area in forte espansione, caratterizzata da consumatori giovani e da una domanda crescente di prodotti a valore aggiunto. Non a caso, al via libera europeo hanno fatto seguito le prese di posizione favorevoli delle principali associazioni di rappresentanza del mondo produttivo.

UIV: “FINALIZZATE CONDIZIONI FAVOREVOLI”

“Accogliamo con soddisfazione l'approvazione dell'accordo Ue-Mercosur, un'intesa che potrebbe contribuire ad ampliare gli sbocchi commerciali del vino italiano e, al tempo stesso, rafforzare il sistema dei controlli per le merci. UIV apprezza inoltre la gestione del dossier da parte del Governo italiano, che ha consentito di finalizzare condizioni favorevoli”. Lo sottolinea, dopo il "sì" all'accordo da parte degli ambasciatori dei 27 Stati membri Ue (Coreper), il presidente di Unione Italiana Vini Lamberto Frescobaldi.
Secondo UIV, per ragioni storiche e culturali l'area sudamericana, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi, ad esempio, i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all'importazione: una progressiva eliminazione nell'arco dei prossimi 8 anni potrebbe incidere sulla competitività delle imprese in un mercato che oggi – anche a causa delle tariffe – viaggia a bassi regimi. L'import di vino in Brasile sfiora infatti i 500 milioni di euro l'anno, mentre la quota italiana si ferma ad appena 40 milioni di euro, circa l'8% del totale.

UIV accoglie con soddisfazione l'approvazione dell'accordo Ue-Mercosur, un'intesa che potrebbe contribuire ad ampliare gli sbocchi commerciali del vino italiano
il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi

FEDERVINI: "TUTELA RAFFORZATA PER I PRODUTTORI EUROPEI"

Giudizio positivo anche da parte di Federvini, secondo cui il quadro normativo recepisce le istanze sollevate dai produttori agricoli europei, introducendo clausole di salvaguardia che permetteranno alla Commissione europea di intervenire in caso disquilibri nell'importazione di prodotti agricoli sensibili. In particolare, il meccanismo prevede, a tutela dell'equilibrio commerciale, soglie di attivazione basate su volumi e prezzi, garantendo indagini accelerate per alcune categorie di prodotti e un monitoraggio costante.

"Il voto positivo espresso  dal Coreper segna un punto di svolta decisivo verso l'adozione formale dell'accordo internazionale - dichiara il presidente di Federvini Giacomo Ponti - L'intesa con i Paesi del Mercosur costituisce un'opportunità strategica che va colta. Grazie alle clausole di salvaguardia che abbiamo fortemente auspicato, i produttori europei potranno disporre di una tutela rafforzata che prevede procedure rapide, soglie d'allerta e un monitoraggio rigoroso che potranno consolidare le prospettive di crescita della nostra filiera in un mercato promettente come quello sudamericano".

Giudizio positivo anche da parte di Federvini, secondo cui il quadro normativo recepisce le istanze sollevate dai produttori agricoli europei
il presidente di Federvini, Giacomo Ponti

CONFINDUSTRIA VENETO EST: “ACCORDO MOLTIPLICATORE DI OPPORTUNITÀ”

Accanto alle opportunità per il comparto vitivinicolo, l’accordo Ue-Mercosur viene valutato positivamente anche dal sistema manifatturiero, in particolare nei territori a forte vocazione export come il Veneto.
“È un obiettivo da perseguire con determinazione per evitare i rischi di marginalizzazione e sostenere la resilienza dell’industria italiana ed europea, a maggior ragione del nostro territorio, a forte proiezione internazionale – sostiene la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron - Il Mercosur è un’area fondamentale, non solo per la domanda di beni dei nostri produttori, ma anche per la fornitura di materie prime critiche per la transizione digitale, energetica ed ambientale e per l’autonomia strategica. Un’intesa che apre alle aziende l’accesso a un mercato di 270 milioni di consumatori con un risparmio di circa 4 miliardi di euro di dazi l’anno per l’Ue. Confido che a gennaio si proceda con la firma, tenendo conto che, mentre l’Europa tergiversa, Stati Uniti e Cina non stanno certo a guardare”.
I numeri confermano l’interesse crescente delle imprese: negli ultimi cinque anni (2019-2024) l’export manifatturiero del Veneto verso i Paesi del Mercosur è aumentato del +20,6%, raggiungendo i 743 milioni di euro nel 2024, con performance rilevanti nei macchinari, nella chimica-farmaceutica e nell’agroalimentare. Considerando l’intera area latino-americana, le esportazioni regionali hanno superato gli 1,3 miliardi di euro (+13,7%).
“Ma ci sono ancora grandi margini di crescita, opportunità e partnership industriali se lo sforzo delle imprese sarà adeguatamente sostenuto – sottolinea Carron – La ratifica da parte degli stati membri è cruciale per un concreto atto di fiducia, credibilità e diversificazione delle alleanze strategiche, in una fase delicata della congiuntura e geopolitica internazionali, per assicurare competitività alle nostre imprese e aumentare l’export made in Italy nella regione latino-americana, pur con tutte le garanzie di salvaguardia per il settore agricolo, come ha giustamente assicurato il nostro governo”.

Accanto alle opportunità per il comparto vitivinicolo, l’accordo Ue-Mercosur viene valutato positivamente anche dal sistema manifatturiero, in particolare nei territori a forte vocazione export come il Veneto.
la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron

CONFCOOPERATIVE: "OPPORTUNITÀ MA ANCHE MOLTI RISCHI"

“Con il voto di oggi del Coreper sull’accordo Mercosur, l’Europa compie un passo importante verso la firma di un trattato commerciale di rilievo dopo 25 anni di negoziati - afferma il presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei  - Non nascondiamo però le nostre perplessità: l’ingresso di prodotti extra Ue che non rispettano i nostri standard può mettere a rischio interi comparti agricoli e la sicurezza alimentare dei consumatori. Apprezziamo lo sforzo del Ministro Lollobrigida nell'ottenere maggiori garanzie, come l’abbassamento al 5% della soglia di differenziale di prezzi per i meccanismi di salvaguardia".

L’accordo apre nuove opportunità per le imprese italiane, in particolare per filiere di qualità come vino e formaggi, e tutela 57 Indicazioni Geografiche, tra cui Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Prosciutto di Parma. "Al tempo stesso però - prosegue Drei - condividiamo le preoccupazioni per produzioni strategiche come zucchero, miele, carni, riso e mais, che potrebbero essere penalizzate dall’aumento delle importazioni sudamericane".

Secondo Fedagripesca Confcooperatrive a conti fatti resta critica la scelta della Commissione Europea, "che mostra poca volontà di invertire la rotta e un limitato confronto con politica e parti sociali, penalizzando il comparto agricolo. Anche l’accordo con il Mercosur non privilegia la difesa del cibo salubre e di qualità, che deve restare la prima fonte di benessere per tutti i cittadini europei”.

Per Confcooperative, l’ingresso di prodotti extra Ue che non rispettano gli standard europei può mettere a rischio interi comparti agricoli e la sicurezza alimentare dei consumatori.
il presidente di Fedagripesca Confcooperative, Raffaele Drei

 

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