
L'Italia torna dal Concours Mondial de Bruxelles di Erevan con 16 medaglie Grand Gold e due Rivelazioni nazionali. A fine maggio la capitale armena ha ospitato per la prima volta nella sua storia le sessioni principali del concorso enologico itinerante (che ogni anno valuta oltre 15mila etichette da tutto il mondo), con quasi 8mila vini da oltre 50 paesi e 320 degustatori internazionali. Un palcoscenico tutt'altro che casuale: l'Armenia è una delle patrie più antiche della vite, tanto che il geografo greco Strabone, duemila anni fa, descrisse l'intera cultura del paese in quattro parole: "Gli Armeni hanno il vino". Su quel palcoscenico, l'Italia ha fatto la sua parte da protagonista, sia sui fermi che sulle bollicine.
Nella sessione dedicata ai vini fermi, l'Italia ha presentato 1098 etichette ottenendo 324 medaglie — 13 Grandi Medaglie d'Oro, 118 d'Oro e 193 d'Argento — classificandosi seconda nazione con un tasso di successo del 29,5%. Il riconoscimento più atteso, la Rivelazione Vino d'Italia 2026, è andato a un terroir di nicchia: il Foja D'or Riserva 2019 di Emilio Franzoni, denominazione Botticino Doc, Lombardia. Una scelta che conferma come le piccole denominazioni italiane sappiano competere alla pari con le più celebrate.
Il palmares disegna una mappa completa della penisola. Il Veneto si distingue con due Amarone della Valpolicella Classico Docg— Fracastoro Riserva 2015 di Vigneti Villabella e Monopolio Riserva 2020 di Cantine Vitevis — e un Garda Doc (Ottantadue 2022 di Ca'lufera). La Sicilia firma due Grand Gold con Kikè Bianco 2025 di Cantine Fina e Bianco di San Lorenzo 2025 di Agricola de Gregorio. Il Piemonte afferma la potenza del Barbera d'Asti Docg con Il Risveglio del Ceppo 2023 (Sei Castelli) e Contrada Rivella 2023 (Bosio Family Estates). Completano il quadro Puglia, Toscana, Emilia-Romagna, Friuli, con un palmares equilibrato tra rossi (177 medaglie) e bianchi (140).
A guidare il medagliere complessivo è la Francia, ma il podio più alto — la Rivelazione nazionale — resta tricolore.

Nella sessione dedicata alle bollicine — quasi 1000 vini da 30 paesi — l'Italia è stata il paese più rappresentato con 224 etichette presentate e 70 medaglie, di cui 3 Grand Gold, 22 d'Oro e 45 d'Argento. Tutte e tre le Grandi Medaglie d'Oro del palmares spumanti sono italiane.
I riflettori si accendono sulla Sicilia: René 2017 di Feudo Disisa (Sicilia Doc) conquista la Grand Gold e il titolo di Rivelazione Vino Effervescente d'Italia, un segnale forte per una regione raramente associata alle bollicine di alta gamma. Le altre due Grandi Medaglie d'Oro vanno al Cilium Superiore di Cartizze 2025 di Pam Panorama (Prosecco Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg, Veneto) e a Il Mattaglio Blanc de Blancs 2017 di Cantina della Volta (Emilia-Romagna).
Lombardia e Friuli confermano il loro status: la prima con risultati di rilievo in Franciacorta e Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg, il secondo con quattro Medaglie d'Oro attorno alla Ribolla Gialla. Toscana e Puglia completano un palmares che, ancora una volta, percorre tutta la penisola.

Tra le novità di questa edizione, il CMB Merit: un riconoscimento attribuito ai vini che raggiungono almeno 86/100 senza conquistare una medaglia, pensato per valorizzare etichette di qualità meritevoli di visibilità commerciale. Nella sessione fermi l'Italia ne ha ottenuti 451, in quella spumanti 122.
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