
“Franchezza, trasparenza e coerenza”. Sono queste le tre parole chiave individuate dal neopresidente del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg Franco Adami per definire “le linee guida di condotta che il consiglio si darà nello svolgimento del proprio lavoro”.
"Trasparenza - sottolinea Adami, forse pungolando la passata gestione - significa anche riconoscere che in alcune occasioni è importante accettare il limite di un interesse singolo in favore dell’interesse dell’intera comunità. Nel medio periodo questo comportamento collettivo premierà l’intera comunità”.
Questo, second0 il presidente, potrà avvenire innanzitutto attraverso un consorzio dotato di una visione identitaria condivisa, di pari passo alla ricerca di un dialogo proficuo con il mondo del Prosecco. “Ringrazio Elvira Bortolomiol per il lavoro svolto fino a qui con impegno - dichiara Adami - Raccolgo il suo testimone con orgoglio ma anche con responsabilità consapevole dell’importanza di valorizzare i risultati raggiunti sino ad ora. Il lavoro che ci aspetta sarà impegnativo ma sono convinto che partendo dalla definizione di una visione comune della nostra identità e di quali siano i punti di condivisione con il resto del mondo Prosecco, saremo capaci di promuovere al meglio i nostri valori immateriali e farli così emergere in modo deciso”.

Altri aspetti focali emersi nel corso del primo CdA del nuovo corso sono la necessità di intervenire sul disciplinare e un’accelerazione verso una Denominazione ancora più sostenibile. “I nostri primi passi concreti saranno intervenire sul disciplinare di produzione, perché la resa unica, un territorio una sola denominazione, è possibile e utile per promuoverla in modo compatto – evidenzia il neopresidente - Naturalmente occorre anche continuare il percorso intrapreso sino ad ora per una denominazione sempre più sostenibile, nonostante i grandi passi compiuti negli ultimi anni; il nostro impatto sull’ambiente, deve, per quanto possibile, progressivamente diminuire”.
Un altro obiettivo da concretizzare sarà la conservazione delle Rive – “luogo identitario e distintivo” -, da un lato attraverso la valorizzazione del prodotto - ad esempio creando cuvée che possano riportare in etichetta i diversi luoghi di provenienza -, dall’altro lavorando sull’assetto paesaggistico, soprattutto sul versante della conservazione.
Le Rive si reggono infatti su un equilibrio delicato: la loro bellezza paesaggistica e la produzione va preservata in particolare dagli smottamenti causati degli eventi climatici estremi, e al tempo stesso va permesso ai viticoltori di agire con maggior facilità, aspetti su cui il Consorzio ha intenzione di lavorare con le amministrazioni locali per trovare un punto di incontro.
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.