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Cina minaccia dazi elevatissimi su import vino Ue (un commercio da 750 milioni) come contromossa a indagini antisovvenzioni.

Cina, dazi di ritorsione contro vino UE: a rischio 750 milioni

di Antonio Tosi | 22 Maggio 2024

La Cina minaccia di applicare pesanti dazi sulle importazioni di vino dall’UE (un commercio da 750 milioni di euro) come contromossa alle indagini antisovvenzioni su proprie aziende.

Si accende la “guerra fredda” del vino tra Cina e Europa. Il governo di Pechino sarebbe sul punto di applicare dazi di ritorsione (una sorta di accise dissuasive) sulle importazioni di vino e prodotti lattiero-caseari provenienti dall’Unione Europea in risposta alle indagini anti-sovvenzioni avviate dall’UE su aziende cinesi produttrici di auto elettriche, pannelli solari e turbine eoliche.

Una mossa che potrebbe mettere a repentaglio un commercio, quello del vino, tra UE e Cina che vale 750 milioni di euro, quasi il 70% delle importazioni totali di vino della Cina nel 2023.

La bomba è stata lanciata nei giorni scorsi da Yuyuan Tantian, influencer e commentatore politico cinese per la China Central Television (emittente controllata dal governo di Pechino), sul social network cinese Weibo, citando non meglio precisate “fonti informate”.

La notizia, ritenuta fondata dalla Camera di commercio europea in Cina e ripresa da agenzie di stampa e portali internazionali, ha messo in allarme i produttori europei, soprattutto quelli italiani, spagnoli, tedeschi, portoghesi e, soprattutto, francesi, se si pensa che Parigi da sola rappresenta quasi la metà delle esportazioni di vino in Cina.

La prospettiva di anni di sovrapprezzi nel paese asiatico è infatti impensabile per un’industria vinicola che deve già affrontare la minaccia climatica (gelo, grandine, siccità, climi torridi), battute d’arresto economiche (l’inflazione che accelera il deconsumo e l’aumento dei costi di produzione) e la transizione ecologica (che ha portato alla crisi agricola).

L’esempio australiano è però ancora sotto gli occhi di tutti: nel 2021 la Cina ha imposto dazi elevatissimi (fino al 218%) sui vini provenienti dal paese dell’Oceania, dazi poi revocati lo scorso marzo ma che in tre anni hanno azzerato il peso specifico dei vini australiani in Cina.

Questo, dopo che già dieci anni fa Pechino aveva minacciato la stabilità dell’export di vini europei, e dopo che, all’inizio del 2024, ha avviato un’indagine anti-sovvenzioni sui brandy dell’UE, destabilizzando un commercio di alcolici da 1,7 miliardi di euro.

Già dieci anni fa Pechino aveva minacciato la stabilità dell'export di vini europei. All’inizio del 2024, ha avviato invece un’indagine antisovvenzioni sui brandy dell’UE.
Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese

Come riporta la giornalista di settore Natalie Wang in un suo approfondimento, il clima si è inasprito quest’anno quando l’UE ha avviato tre importanti indagini contro aziende cinesi dei settori ferroviario, solare e della sicurezza nell’ambito di un nuovo regolamento sui sussidi esteri, oltre a un’indagine commerciale sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese.

Ora la palla passa alla diplomazia, con i produttori in attesa febbrile di notizie che stemperino il clima di tensione in atto e scongiurino un altro durissimo colpo al mercato del vino.

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