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Nel 2002 il vino si conferma ambasciatore Made in Italy nel mondo: 7,8 miliardi di euro di export, ma frena nel primo semestre 2023

Vino ambasciatore del Made in Italy: export a 8 miliardi

di redazione | 3 Ottobre 2023

Il vino si conferma l’ambasciatore del Made in Italy nel mondo: 7,8 miliardi di euro di export nel 2022 (+68% in 10 anni), ma nel primo semestre 2023 si registrano frenate a valore (-0,4%) e a volume (-1,4%).

Anche nel 2022 il vino si conferma l’ambasciatore del Made in Italy nel mondo, assestandosi al primo posto (13% del totale) delle esportazioni agroalimentari italiane con 7,8 miliardi di euro contro i 7,1 del 2021 e i 4,7 miliardi del 2012 (+68% in 10 anni).

Proprio nell’ultimo decennio le imprese italiane hanno conquistato nuovi spazi di mercato, soprattutto in Nord America e in Asia: sebbene l’Unione Europa continui a rappresentare il principale mercato di destinazione delle esportazioni italiane (40% nel 2022), negli ultimi dieci anni è aumentato il peso di Stati Uniti e Canada (dal 27% del 2012 al 29% del 2022) e dei mercati asiatici (dal 5% al 7%).

In parallelo si è assistito a una riqualificazione dell’export, con il calo del peso degli sfusi (attuale 19% in volume) a favore di spumanti e imbottigliati che rappresentano, rispettivamente, il 24% e il 57% delle esportazioni italiane di vino.

Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca Il vino italiano nel mondo. Trend, posizionamento e prospettive prodotta da Nomisma.

“Le esportazioni italiane rimangono concentrate nelle regioni centro-settentrionali del Paese, ma negli ultimi anni anche il sud Italia ha aumentato il proprio grado di internazionalizzazione. Nonostante Veneto (con un peso del 36% sul totale dell’export vitivinicolo italiano nel 2022), Toscana (16%), Piemonte (16%), Trentino (9%) ed Emilia Romagna (6%) continuino a rappresentare le regioni ambasciatrici del vino italiano nel mondo, tra i top-10 territori che sono riusciti a far crescere maggiormente le proprie esportazioni figurano anche Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia grazie a tassi di crescita a doppia cifra tra il 2012 e il 2022”, spiega Emanuele di Faustino, responsabile industria, retail e servizi di Nomisma.

2023, FRENATA IN ITALIA E IN EUROPA
I dati positivi dell’export di vino italiano nel 2022 devono però fare i conti con il complicato scenario macroeconomico internazionale venutosi a creare nel primo semestre 2023, che ha portato a una frenata del mercato vitivinicolo.

Se infatti l’Italia ha mostrato un -0,4% a valore e un -1,4% a volume nei primi 6 mesi del 2023, Usa (-23,5% in valore) e Cile (-23,9% in valore) sembrano in caduta libera. Il calo interessa anche la Francia che segna un -6,1% a volume a fronte però di un +3,1% a valore.

Se ci si focalizza sui top-5 mercati di destinazione dell’export italiano, nel primo semestre 2023 si segnala una crescita delle importazioni di vini fermi e frizzanti imbottigliati italiani solo nel Regno Unito e in Svizzera (rispettivamente +0,6% e +1,7% a valore rispetto al I semestre 2022).

Per l'export del vino Made in Italy più positive sono le tendenze per gli spumanti, grazie in primis al traino della Francia, che nei primi sei mesi del 2023 ha visto aumentare le proprie importazioni dall’Italia di oltre il 30%, grazie al successo del Prosecco su tale mercato.

L'export del vino italiano è cresciuto del +68% in 10 anni.
la crescita dal 2012 a oggi dell'export di vino italiano (fonte Nomisma su dati Istat)

FUTURO TRA OMBRE E OPPORTUNITÀ
Per il futuro non ci sono solo ombre, ma anche opportunità da cogliere.

Secondo l’indagine condotta da Nomisma su un campione di consumatori italiani, nei prossimi 2-3 anni a crescere di più sul mercato domestico saranno in primis i vini con certificazione sostenibile (38%) e a marchio biologico (37%), seguiti da quelli prodotti da vitigni autoctoni (34%) e da piccoli produttori (32%).

Sui mercati internazionali i produttori italiani - oltre ai vini con attributi green, provenienti da uno specifico territorio nazionale o prodotti con uve autoctone - prevedono una crescita anche della domanda di vini a bassa gradazione alcolica sempre più richiesti dai consumatori esteri.

“Il vino italiano, nell’insieme di tutti i prodotti della moda, dell’automotive di lusso e del cibo, non può che avere un futuro brillante – prevede Lamberto Frescobaldi (Marchesi Frescobaldi) in giunta Confagricoltura e presidente UIV - Si impone però una riflessione dopo gli aumenti che abbiamo avuto post-pandemia. Infatti, si sta assistendo a un rallentamento dei consumi specialmente nei prezzi più concorrenziali. Questa riflessione deve aiutarci a porre l’accento su una maggiore attenzione alla qualità del prodotto e alla sua comunicazione. Saranno molto importanti gli aiuti che potremo riservare alla promozione del vino italiano all’estero”.

“Oggi che celebriamo i nostri vini nel mondo ritorno sul concetto di sostenibilità per il corpo e per l'ambiente. Le scelte sostenibili sono quelle che ci portano a qualificare i nostri consumi e a migliorare la qualità di ciò che consumiamo. Anche il vino, per essere più sostenibile, deve essere consumato con moderazione e rispetto, sempre ricercando la salubrità e la qualità. Aziende come quella che ci ospita questa mattina rispettano l'ambiente e lavorano per l'uomo, che potrà così consumare questi prodotti con maggiore consapevolezza, grazie alla migliore informazione del consumatore ed alla responsabilità assunta dall’imprenditoria agricola” sostiene la presidente di Agronetwork, Sara Farnetti.

 

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