
Andrea Fontana resta al vertice del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. L'assemblea dei soci ha confermato il produttore alla guida dell'ente, rinnovando al tempo stesso il Consiglio di amministrazione chiamato a rappresentare le diverse denominazioni del territorio.
Titolare dell'azienda Platinetti Guido, Fontana continuerà a guidare il Consorzio che tutela dieci denominazioni distribuite tra le province di Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola: le Docg Gattinara e Ghemme, le Doc Boca, Bramaterra, Fara, Lessona e Sizzano, oltre alle Doc Colline Novaresi, Coste della Sesia e Valli Ossolane.
Nel corso della prima riunione del nuovo CdA è stata inoltre nominata come vicepresidente Lorella Zoppis dell'azienda Antoniolo.
Il rinnovo delle cariche arriva in una fase particolarmente dinamica per l'Alto Piemonte vitivinicolo, un areale che conta circa 850 ettari a denominazione e una produzione vicina ai 2 milioni di bottiglie all'anno. Un territorio che negli ultimi anni ha visto crescere l'attenzione dei mercati e della critica internazionale grazie alla personalità dei suoi Nebbioli e alla ricchezza di un patrimonio geologico capace di esprimere interpretazioni molto diverse dello stesso vitigno.
"Questo rinnovo non è un punto di arrivo, è una ripartenza - dichiara Fontana - Portiamo avanti un lavoro già in pieno svolgimento, con la determinazione di chi sa dove vuole arrivare. Il nostro territorio ha tutto quello che serve per crescere sui mercati internazionali: qualità nei vini, storia nelle denominazioni e la passione dei produttori".
Tra gli obiettivi del nuovo mandato figurano il consolidamento delle attività di promozione, il rafforzamento dell'identità territoriale e il proseguimento dei progetti strategici avviati dal Consorzio negli ultimi anni.
L'ente ha infatti ampliato la propria presenza in fiere ed eventi nazionali e internazionali, organizzato masterclass e degustazioni dedicate agli operatori e alla stampa specializzata e portato avanti iniziative come la registrazione dei marchi Alto Piemonte e Taste Alto Piemonte e la revisione dei disciplinari delle denominazioni tutelate.
"La crescita e l'aumento delle aziende consorziate è un segnale importante: significa che c'è fiducia nel territorio e nel progetto collettivo - aggiunge il presidente - Lavoreremo con lo stesso impegno di sempre, con l'obiettivo di rendere l'Alto Piemonte sempre più riconoscibile sui mercati italiani e nel mondo".
Tra i dossier aperti rimane anche il progetto di una denominazione Alto Piemonte, pensata per rafforzare ulteriormente la riconoscibilità dell'areale e presentarsi in modo più unitario sui mercati internazionali.
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