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Italia principale fornitore bollicine per Francia, che acquista da Belpaese 25% vini importati dall’estero. Oggi inizia Wine Paris.

Italia principale fornitore di bollicine per la Francia

di redazione | 11 Febbraio 2025

Sembra quasi un paradosso, ma la Francia acquista dall’Italia il 25% dei vini importati dall’estero. Secondo Nomisma, il paese transalpino con 44 milioni di ettolitri si gioca il primato annuale di produttore mondiale con l’Italia. Iniziata Wine Paris, la tre-giorni del vino francese.

L’eterna sfida tra Italia e Francia per le bollicine più prestigiose nasconde dei risvolti quantomeno singolari.
Nel 2023 la Francia ha acquistato dall’estero 968 milioni di euro di vini, il 25% italiani (primo esportatore). E proprio l’Italia rappresenta il principale fornitore di vini fermi e frizzanti imbottigliati e di spumanti per la Francia, mentre la Spagna primeggia nel segmento del bag in box e soprattutto dello sfuso (74% di quota). Il principale vino Dop italiano venduto in Francia è il Prosecco. Tra il 2019 e il 2024, le quantità esportate sono più che raddoppiate (+130%), facendo del paese d'oltralpe il terzo mercato di sbocco più importante per le bollicine italiane (dopo Stati Uniti e UK).
Lo rivela una ricerca Nomisma, mentre è iniziata Wine Paris, la tre-giorni del vino francese che animerà la capitale con uno degli eventi fieristici più importanti a livello internazionale.
“Con 44 milioni di ettolitri di vino (media ultimi cinque anni), la Francia si gioca annualmente il primato di produttore mondiale con l’Italia, a seconda di chi è maggiormente vittima del meteo - evidenzia Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma -. mentre non ha rivali per quanto riguarda il valore del vino esportato, quasi 12 miliardi di euro nel 2023, contro i 7,6 miliardi dell’Italia”.
Secondo paese per consumi (24,4 milioni di ettolitri, 11% del totale mondiale), negli ultimi due anni, complice uno scenario di mercato alquanto turbolento e denso di incertezze, l’export francese ha sofferto pesantemente, prima con la crisi dei rossi (12% le bottiglie in meno esportate di Bordeaux tra il 2022 e il 2023, -16% quelle di Borgogna) poi con il calo delle vendite di Champagne (-11% i volumi esportati nel 2024 rispetto all’anno precedente) che, come risaputo, rappresenta il vino Dop francese più venduto nel mondo (da solo pesa per il 38% dell’export transalpino di vini imbottigliati).
Numeri e scenari che potranno essere approfonditi ulteriormente venerdì 14 febbraio con la diretta streaming dell’XI Forum Nomisma Agroalimentare Wine Monitor a partire dalle 10.30.

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