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Analisi UIV-NIQ: Boomer italiani “salvano” il vino, ma l’aperitivo è social

di redazione | 12 Novembre 2024

Presentata al Simei l’analisi dell’Osservatorio UIV e NIQ Italia su abitudini, disabitudini e difficoltà degli italiani rispetto al consumo di vino. Età e reddito decisivi in gdo, spumanti superano i fermi nel fuori casa. L’aperitivo è la principale occasione di consumo.

I mercati si raffreddano, i produttori (soprattutto i grandi) si irrigidiscono preoccupati, la filiera trema… il sistema-vino in Italia sta attraversando una fase di ripensamento che potrebbe sfociare in una crisi importante oppure in una transizione, una di quelle che cambiano i connotati e gli assetti ma non rivoluzionano il mondo. È in questo scenario che torna più che utile una analisi del vero protagonista, il convitato di pietra in ogni consesso di riflessione, il vero ago della bilancia: il consumatore di vino.

Chi è questo Carneade che sempre meno la filiera vitivinicola riesce a inquadrare e a leggere a chiare lettere? Ha provato a rispondere l’analisi presentata dall’Osservatorio Unione Italiana Vini e da NIQ Italia a Fiera Milano in occasione di Simei, la fiera leader al mondo delle tecnologie per l’imbottigliamento.

I risultati non sono sorprendenti, ma sicuramente sono di grande interesse.

I BOOMER "SALVANO" I CONSUMI CASALINGHI

Over 55, senza più figli a carico in casa e spesso (6 volte su 10) con un reddito sopra la media nazionale. C’è un universo di 11,3 milioni di famiglie italiane che corrisponde all’identikit del consumatore casalingo di vino lungo lo Stivale stilato da UIV e NIQ.

Con il 59% della spesa totale della categoria nella grande distribuzione e italiana, sono loro i protagonisti di una spesa enologica pari a 1,83 miliardi di euro l’anno. Questi Boomer (con una coda di GenX) lasciano quasi le briciole agli altri due grandi cluster individuati: le famiglie con figli (7,8 milioni) non arrivano al 24% della spesa complessiva, mentre le famiglie under 55 senza figli a carico si fermano a meno del 18%.

Simei_NuoviConsumatori_NIQ_UIV_boomer_abitudini

“Assistiamo a una tendenza che si va affermando – rileva Eleonora Formisano di NIQ Italia – dato che la prima tribù è in crescita sempre più evidente mentre le altre invece faticano, in particolare i segmenti a basso reddito. Una polarizzazione dei consumi di vino basata su discriminanti divenute strutturali, come l’età e la disponibilità economica”.

È proprio la spesa media annuale che fa la differenza ed evidenzia la fatica degli italiani che, in generale per alleviarne il senso dell’esborso, hanno aumentato la frequenza d’acquisto (+3,3%) ma diminuito i consumi di vino (-2%). E che in particolare vedono le famiglie con figli spendere per gli acquisti di bevande in media 5 volte meno rispetto alle coppie over 55.

FUORI CASA: I CONSUMATORI DI BOLLICINE SUPERANO QUELLI DI VINI FERMI. APERITIVO PRIMA OCCASIONE DI CONSUMO

A un’area retail, dedicata ai consumi casalinghi, si contrappone un canale fuoricasa con altrettanti trend sempre più nitidi.

Secondo il panel coinvolto da NIQ Italia, nell’horeca oggi sono di più i consumatori di spumanti (63,4%) rispetto a quelli di vino fermo (61%). Un sorpasso fino a ora impensabile, se si considera che i fermi e frizzanti costituiscono da sempre l’ossatura del vigneto Italia con circa i 4/5 della produzione.

“Uno specchio dei tempi che si riflette anche nelle mutate occasioni di utilizzo – osservano gli analisti - oggi l’aperitivo è diventato il dominus del consumo di alcolici (ai danni dei pasti) non solo per i giovani GenZ o Millennials, ma è passato in cima alle abitudini anche tra i 45-54enni (aperitivo e pasti entrambi al 31%) e si avvicina sempre più a conquistare lo scettro tra gli over 55".

Simei_NuoviConsumatori_NIQ_UIV_boomer_aperitivo

Emerge poi, senza risparmiarsi il fragore, la tendenza cocktail che si evidenzia plasticamente nell’affermazione di come il 37% dei suoi consumatori (non solo giovani) ne scelga la tipologia in base alla fotogenicità social.

“Stiamo assistendo a una rivoluzione dei consumi – dice il responsabile Osservatorio UIV Carlo Flamini - che per diversi motivi sta riscontrando una forte accelerazione. Serve mettersi in gioco per attivare il ricambio generazionale: nei prossimi vent’anni ci saranno nel mondo 400 milioni di giovani consumatori, con cui il vino potrà e dovrà dialogare per fare parte dell’esperienza, non solo di esserla”.

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