
Marco Caprai, ad dell’azienda vinicola umbra Arnaldo Caprai, per la sua imprenditoria etica è stato nominato dal presidente Sergio Mattarella Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Marco Caprai, l’“uomo del Sagrantino”, ad dell’azienda vinicola Arnaldo Caprai di Montefalco (Pg), è stato insignito dal presidente Sergio Mattarella dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana grazie alle sue buone pratiche imprenditoriali.
Caprai da un decennio garantisce occupazione a operai immigrati nella sua azienda vitivinicola, un esempio di imprenditoria etica a vantaggio dell’impresa, del territorio e dei lavoratori stessi.
Caprai, grazie a un progetto iniziato nel 2016 con la Caritas di Foligno, ha impiegato 200 richiedenti asilo, favorendone così l’integrazione.
Sei migranti su dieci sono rimasti a lavorare stabilmente occupandosi della potatura delle viti e della raccolta dell’uva.
“È la prima volta che questa onorificenza viene assegnata a un produttore di vino e questo, per me, non è solo motivo di grande orgoglio personale: questo riconoscimento dimostra, infatti, anche la straordinaria capacità dell’agricoltura di integrare e includere – afferma Marco Caprai - Vorrei che il terzo settore forse più coraggioso nel guardare le capacità dell’impresa e soprattutto dell’impresa agricola. Due terzi dei richiedenti asilo continuano a lavorare con noi: il mondo agricolo soffre di carenza di manodopera e queste persone possono colmare questo vuoto, con qualità e impegno”.
Questo riconoscimento è solo l’ultimo in termini di tempo per l’imprenditore che ha fatto riscoprire il Sagrantino nel mondo: lo scorso giugno il valore etico della sua cantina è stato riconosciuto anche dall’UNHCR, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, che ha conferito a Caprai il riconoscimento Welcome. Working for refugee Integration, mentre a novembre è stata la volta del Premio Viticoltore Etico assegnato dalla guida 100 vini e vignaioli d’Italia firmata da Luciano Ferraro e James Suckling.
“Progetti come questo hanno una portata ampia, etica e innovativa, perché collegano il primo settore, l’agricoltura, e il terzo settore, ovvero il mondo del no-profit, in una sinergia che diventa virtuosa: aiuta le aziende e aiuta tante persone in difficoltà a ricostruirsi una vita attraverso il lavoro, contribuendo al grande e fondamentale tema dell’inclusione. Ed è anche un arricchimento della società, visto che con progetti come questi si mettono in comunicazione, in maniera positiva e concreta, persone che arrivano da popoli, paesi, tradizioni e culture diverse” conclude Caprai.
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