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Secondo UIV, import vino italiano in 5 principali mercati in 2023 ha registrato calo 4,4% volumi e 7,3% valori. Positiva solo Germania

Vino italiano frena nei top 5 mercati: -4,4% volume, -7,3% valore

di redazione | 23 Febbraio 2024

Secondo dati UIV, l’import di vino italiano nelle 5 principali piazze mondiali nel 2023 ha registrato un calo del 4,4% nei volumi e del 7,3% nei valori, a 4,45 miliardi di euro. Positiva solo la Germania.

Frena nel 2023 l’import di vino italiano nei cinque principali mercati mondiali.

Secondo l’osservatorio UIV, i dati relativi alle importazioni da Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Canada e Giappone (che insieme valgono il 56% dell’export complessivo del Belpaese) evidenziano un calo tendenziale del 4,4% nei volumi e del 7,3% nei valori rispetto al 2022, a 4,45 miliardi di euro.

Decrementi nei volumi in tutti i paesi della domanda a eccezione della Germania, che chiude l’anno a +7% per effetto del boom di ordini di vino sfuso (+16%).

Particolarmente negativo, anche a causa di un eccesso di scorte detenute dai distributori che hanno condizionato gli ordini di tutto il 2023, il mercato negli Stati Uniti, che totalizzano un -13% a volume, ma anche in Canada e Giappone, entrambe a -11% e in Uk (-9%).

In contrazione, nonostante il surplus di costi produttivi per le imprese, il prezzo medio (-3%), per effetto della crescita import di sfusi (+9%, dove però i listini crollano a -11%) e grandi formati (+6%) e al contestuale minore impatto di prodotti imbottigliati (-7%) e spumanti, giù dell’11% nei volumi ma unica tipologia a crescere nel prezzo medio (+5%).

Per Lamberto Frescobaldi, presidente UIV, la situazione è figlia di un legame troppo esclusivo dell’Italia con i mercati consolidati, cosa che  impone di ampliare il raggio d’azione: “è innegabile – dichiara Frescobaldiche il 2023 abbia sofferto di fenomeni congiunturali, soprattutto il destocking di prodotto accumulato in eccesso in Nordamerica, ma è altrettanto vero che il nostro paese ha l’esigenza primaria e non più rinviabile di allargare la propria base clienti: questi cinque paesi rappresentano quasi il 60% del valore delle esportazioni italiane, contro il 50% della Francia e il 40% della Spagna. Il 2024 si annuncia molto complesso e sfidante: con una produzione italiana ai minimi storici, le nostre imprese avranno l’esigenza vitale di alzare il valore unitario dei propri prodotti, in un contesto macroeconomico che non è dei più favorevoli. Si è visto già l’anno passato, con le difficoltà patite nei circuiti retail dei principali Paesi, dove ad aumenti di prezzo anche limitati sono corrisposti in maniera quasi automatica cali degli acquisti a volume”.

Particolarmente negativoil mercato negli Stati Uniti, che totalizzano un -13% a volume, ma anche in Canada e Giappone, entrambe a -11% e in Uk (-9%).
l’import di vino italiano nelle 5 principali piazze mondiali nel 2023

PASSO FALSO NON SOLO ITALIANO
Secondo l’osservatorio UIV, l’anno si è però rivelato negativo per tutti i paesi produttori, complice l’obiettivo destocking degli importatori unitamente alla crisi inflattiva e al conseguente minor potere di acquisto.

L’import globale di vino dei 5 top buyer ha chiuso infatti a 16,9 miliardi di euro, il 7,5% in meno sull’anno precedente, con i volumi a -6,7%.

Il principale paese esportatore, la Francia, si è attestata su un trend volumico ancora peggiore rispetto all’Italia (-10%), ma meno deficitario in termini valoriali (-5%).

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