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Fine wines, nel 2023 su gli italiani (+3,6%), giù i francesi (-3,3%)

di redazione | 24 Gennaio 2024

Secondo un’indagine di eWibe, nel 2023 i fine wines italiani sono cresciuti del 3,6% a dispetto dei francesi (-3,3%). Mercato stabile in rapporto al 2022.

Il 2023 è stato l’anno dell’Italia per il mercato dei vini pregiati. Il Belpaese chiude registrando una crescita complessiva del +3,6%, che si confronta con il rallentamento registrato dal mercato francese, in flessione del -3,3%.

A fronte dell’andamento dei due paesi, che hanno un peso preponderante nel settore, il mercato dei vini pregiati nel 2023 si chiude all’insegna della stabilità, con valori sostanzialmente in linea con l’anno precedente (-0,1%).

Un risultato fisiologico che segue la crescita registrata nel 2022, anno che si era chiuso con un incremento del +10,7%, e con quella cumulata negli ultimi cinque anni durante i quali il mercato dei fine wines ha aumentato il proprio valore di oltre il 60%.

È quanto risulta dall’analisi di mercato condotta dall’Osservatorio eWibe, live market dei vini pregiati, che fotografa le principali tendenze in atto sul mercato dei vini da investimento.

Guardando alle singole regioni, sul podio italiano salgono, ancora una volta, Toscana (+3,4%) e Piemonte (+2,2%), mentre nei dodici mesi si è consolidata la flessione fisiologica di Burgundy (-5,3%), Bordeaux (-2,4%), e Champagne (-2,1%).

Nel dettaglio, il mercato francese ha visto nel 2023 lo Champagne tornare a contare su un volume di offerta più ampio dopo due anni di produzione limitata che ne avevano particolarmente sostenuto il prezzo.

D’altra parte, hanno sofferto di un generale calo di volumi sia Bordeaux che Borgogna: quest’ultima in particolare registra una correzione di valore dopo anni di forte crescita guidata soprattutto dai mercati asiatici.

Il mercato italiano ha beneficiato della commercializzazione di annate di qualità, come la 2019 e la 2020, che hanno saputo attrarre l’interesse precedentemente rivolto al mercato francese. Toscana e Piemonte, per il secondo anno consecutivo, registrano performance positive e caratterizzate da tassi di crescita sostenibili.

Il mercato dei fine wines nel 2023 ha ritrovato maggiore equilibrio, dopo una corsa durata un decennio. È una pausa fisiologica e sana che, in virtù della normalizzazione di alcune quotazioni, può rappresentare un’interessante finestra di ingresso in un mercato che tradizionalmente registra performance a doppia cifra – afferma Leonardo Bernasconi, head of wine di eWibe Guardando al 2024, ci aspettiamo che questo assetto si mantenga almeno per il primo semestre, durante il quale Bordeaux potrebbe offrire le migliori occasioni di acquisto. D’altra parte, riteniamo possa proseguire il trend di crescita dei vini italiani caratterizzati da un ottimo rapporto tra prezzo e qualità e che potranno beneficiare di concrete opportunità di rivalutazione nel medio-lungo periodo. Ci attendiamo che le recenti annate 2019 e 2021 in Piemonte e Toscana possano generare significativi volumi di scambio sul mercato di eWibe, in virtù dell’eccezionale qualità dei millesimi”.

A fronte dell’andamento dei due paesi, che hanno un peso preponderante nel settore, il mercato dei vini pregiati nel 2023 si chiude all’insegna della stabilità, con valori sostanzialmente in linea con l’anno precedente (-0,1%)
gli indici eWibe sul mercato 2023 dei fine wines

L’Osservatorio eWibe ha fotografato inoltre nel dettaglio le etichette con le migliori performance registrate sul live market nel 2023.

Tra le bottiglie che hanno incrementato maggiormente il proprio valore, Cantina Tramin Epokale 2015 (+78%), Ferrari Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2009 (+70,6%) e Domaine Bruno Clavelier La Combe d’Orveaux 2016 (+41,9%); tra quelle che hanno riscontrato maggiore interesse (visualizzazioni, click e ricerche) Louis Roederer Cristal 2004, Krug Vintage Brut 2008 e Montevertine Le Pergole Torte 2020.

Le bottiglie che hanno riscosso maggiore successo in termini di vendite sono, ai primi tre posti, Tenuta San Guido Bolgheri Sassicaia 2020, Antinori Tignanello 2020 e Giacomo Conterno Barolo Francia 2018, mentre quella dal valore più alto transata è Domaine de la Romanée-Conti Romanée-Conti Grand Cru 2016, dal costo di 23mila euro

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