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cantina vallepicciola

Vallepicciola gioca la carta dei Grandi Cru

di Valentina Pozza | 22 Febbraio 2023

Utilizzando cemento e barrique, l’enologo Alessandro Cellai lancia la sfida tra sangiovese e internazionali. Degustazione in anteprima delle nuove etichette Grandi Cru di Vallepicciola.

Immersa nella zona di Pievasciata, a sud del Chianti Classico, Vallepicciola si circonda di quasi 275 ettari di colline, boschi e vigneti. Progettata dall’architetto Margherita Gozzi, la cantina è stata costruita tra il 2014 e il 2020 con la prima vendemmia registrata nel 2016.

L’azienda accoglie gli ospiti nel cuore della sua tradizione: la vinsantaia, una piccola cappella sconsacrata tra i vigneti, dove le uve, lasciate ad appassire, andranno a riposare nei caratelli per regalarci il famoso Vin Santo.

Ma se si parla di Vallepicciola, la tradizione non esclude la tecnologia, l’eco-sostenibilità e il rispetto del territorio, dal vigneto alla zona di produzione vera e propria. I macchinari a basso impatto ambientale, il ritorno al solo utilizzo di zolfo e rame, e il sistema di recupero delle acque utilizzate in cantina suggeriscono infatti la centralità di un’agricoltura sostenibile a 360 gradi.

tulip di cemento vallepiocciola
le tulip di cemento nella cantina Vallepicciola

LA SFIDA DELL’ENOLOGO
Accanto all’innovazione, si presenta altresì forte la mano dell’enologo, Alessandro Cellai, che ha spinto sull’utilizzo del cemento e si propone di fare un uso attento della barrique. Su questi due pilastri poggia la ricerca di eleganza nei tre Grandi Cru con cui l’azienda di presenta all’inizio del 2023.

L’obiettivo è portare queste etichette ad un livello più elevato con uno stile chiaro e deciso. “Vallepicciola è la mia entusiasmante sfida – racconta Cellai – perché qui risiede il mio modo di concepire il vino e nella linea dei Grandi Cru sono racchiusi quegli elementi che raccontano il territorio, il vitigno e l’anima di chi lo produce”.

C’è tutta la forza della Toscana che incontra tradizione e innovazione.

Alessandro Cellai con linea Grandi Cru
l’enologo Alessandro Cellai con linea Grandi Cru

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Vallepicciola Bianco Toscana Igt 2021
Uvaggio: 100% chardonnay
Vinificazione: 50% cemento, 50% tonneaux con batonnage ogni giorno per 10 giorni
Affinamento: in barriques per ca 12 mesi con batonnage una volta al mese, poi in bottiglia per 4 mesi

Il calice regala uno Chardonnay giallo dorato, luminoso. Il naso fine ed elegante sa di frutta tropicale, di fiori e di agrume dove spicca il mandarino. Si percepisce anche una interessante freschezza accompagnata da note balsamiche e mentolate, da timo e da salvia, aromi mediterranei. Arrivano anche sentori tostati e di miele dati dal passaggio in barrique. Al palato colpisce per la sua complessità: vino morbido, burroso ma allo stesso tempo estremamente fresco e sapido. Il sorso riporta alle note floreali, balsamiche e tostate con accenni di gesso dati da una maggior concentrazione di calcare nel suolo dove cresce quest’uva. Lunga e piacevole la persistenza, che invoglia il ritorno al calice.

Vallepicciola Rosso Toscana Igt 2020
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione in cemento a temperatura controllata, con macerazione di 4 settimane
Affinamento: in barriques (50% nuove) per circa 20 mesi, poi in bottiglia per 4 mesi

Rubino con riflessi granati, questo Sangiovese in purezza racconta di ciliegia matura, di amarena che incrociano anche profumi di rose e viole. Emergono le note balsamiche e speziate, di eucalipto, di timo e di pepe. Il percorso olfattivo lascia spazio anche ai sentori terziari di cacao e tabacco. L’ingresso in bocca è ampio ed elegante, il tannino è vivo e vibrante sorretto da una grande acidità che richiama al sorso. Il palato è avvolto da note balsamiche, si ritrova il timo che si unisce a sentori di carne, di selvaggina e ancora di tabacco e cioccolato assieme ad un’elegante scorza d’arancia. Il finale è persistente e piacevole.

Miglioré Toscana Igt 2019
Uvaggio: 33% cabernet sauvignon, 33% cabernet franc, 34% merlot
Vinificazione: fermentazione in cemento a temperatura controllata, con macerazione di 4 settimane
Affinamento: in barriques (70% nuove) per ca 24 mesi e in cemento per ulteriori 3, poi in bottiglia per 8 mesi

Rosso rubino con riflessi purpurei il Miglioré ha un olfatto complesso fatto da frutti a bacca nera, amarena e prugna mature, fiori di lavanda e viola essiccati al sole. Il calice è balsamico e ricco di erbe aromatiche come il timo e l’alloro. Entrano in gioco anche note terziarie di liquirizia, tabacco e noce moscata. Al palato l’entrata è tannica ma ben bilanciata da una buona sapidità che crea armonia nel bicchiere. La presenza del Cabernet Franc va a bilanciare la corposità di questo taglio bordolese e l’uso del cemento gli dona eleganza e pulizia. Buona struttura e freschezza accompagnano un finale duraturo.

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