L'analisi delle contrattazioni sull'exchange da parte della piattaforma di dati sui fine wine registra un sorpasso storico che non si verificava dal 2022. A trainare la crescita sono soprattutto i nomi più prestigiosi, mentre la fascia media resta sotto pressione.
Il rapporto Nomisma Wine Monitor evidenzia come nel primo quadrimestre 2026 nessun grande esportatore del vecchio continente risulti in crescita. Spagna la più penalizzata. Tengono gli spumanti, male i rossi.
Il report semestrale della piattaforma evidenzia un settore ancora cauto ma con segnali di ripresa più solidi rispetto a un anno fa: acquirenti americani in crescita, vecchie annate di Bordeaux più resilienti e un ristretto gruppo di etichette che continua ad attirare domanda.
Un ritorno alle origini del XII secolo per trovare una risposta strategica al riscaldamento globale, al calo dei consumi e alla crescente preferenza per rossi da servire freschi. E le nuove generazioni di wine lover sembrano già apprezzare.
Classifica Liv-ex 2025: Borgogna e Italia al vertice del mercato dei fine wines. In un settore che sta vivendo il più lungo periodo di ribassi della sua storia recente, la regione francese vanta il maggior numero di etichette nella prima fascia, mentre il Belpaese consolida la sua crescita passando da 65 a 86 vini, di cui 9 (toscani) in prima fascia.
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