Secondo una ricerca IWSR, gli status spirits segnano la seconda flessione di fila: Cognac a -17%, agave unica categoria a crescere (+2%). Tra dazi e tensioni geopolitiche, a far breccia tra i giovani sono prodotti realmente rari, età certificata in etichetta e legame con il luogo d'origine.
Nel 2025 il settore ha registrato un incremento del 5% nei volumi di vino e spirits. Secondo IWSR, a valore la crescita è stata del 7% per i distillati e del 5% per il comparto enologico. Dietro i numeri emergono però profondi cambiamenti nelle preferenze dei viaggiatori.
Secondo una ricerca di IWSR, i volumi sono aumentati dell’1% nel 2025 e sono attesi in crescita del 2% medio annuo fino al 2035. RTD e spirits guidano il trend positivo, mentre il vino arretra e i prodotti locali continuano a dominare i consumi.
Secondo una ricerca della società di analisi del beverage alcolico, la domanda cresce nei mercati chiave grazie a Gen Z e Millennial, ma sensibilità al prezzo e aspettative di gusto e qualità potrebbero frenarne il potenziale.
Il Consorzio ha presentato a Venezia il sesto Annual Report: vigneto stabile a 8.614 ettari, filiera di oltre 2200 aziende, presenza in 87 mercati esteri e 27 attività promozionali su cinque continenti. Il presidente Marchesini: “obiettivo 'governare con equilibrio la produzione".
Il report di chiusura fotografa un'annata penalizzata dalla concorrenza delle vendemmie più vecchie e da una domanda selettiva. Ma il paragone storico con l'En Primeur 2014 — criticata al rilascio, poi rivalutata nel tempo — lascia aperta una lettura più indulgente sui 2025.
Dalla riforma delle regole comunitarie alla nuova PAC: al summit di Taranto promosso da CEEV con Federvini e UIV, istituzioni e filiera si sono confrontate sulle nuove politiche europee per rafforzare competitività, resilienza e accesso ai mercati.
La denominazione conferma la propria vocazione internazionale con il 91% della produzione destinata ai mercati esteri. Dopo dieci anni di flessione, tornano a crescere anche le vendite nel mercato domestico, mentre la Cina accelera e l'horeca guadagna terreno sulla gdo.
I dati del report annuale dell'ente di certificazione raccontano un settore spaccato in due: dopo il -2,1% del 2025, con IGT a -11% e rossi a -13%, la flessione accelera nei primi mesi del 2026, mentre le grandi denominazioni tengono e la dimensione fa sempre più la differenza.
All'assemblea annuale presentati i dati Nomisma e Format Research: nel 2025 le esportazioni calano del 5% contro le flessioni a doppia cifra dei competitor. Sul mercato interno consumi -10%. Il settore guarda al bioetanolo per distillazione e transizione energetica.
L'analisi sul 2025 certifica il terzo anno consecutivo di calo dei volumi mondiali. Crescono RTD, no-alcohol, Tequila e Irish whiskey, mentre India e Turchia guidano i mercati in espansione. Per la prima volta gli spirits superano il vino nei consumi globali.
Il report annuale dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) certifica un 2025 difficile: esportazioni a -4,7% in volume e -6,7% in valore, domanda giù del 2,7% e vendemmia ancora una volta sotto media. Ma produzione e domanda restano in linea.
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