
C’è stato un tempo in cui il Cerasuolo d’Abruzzo veniva liquidato con una frase sbrigativa: “un montepulciano che non ce l’ha fatta”. Poi sono arrivati produttori come Fausto e Adriana di Torre dei Beati che hanno ribaltato la prospettiva. Oggi, mentre il mondo sembra impazzire per rosati sempre più scarichi e pallidi, il Rosa-Ae 2025 rivendica con orgoglio il diritto di essere rosa senza chiedere il permesso a nessuno. Per il Rosé Day lo scegliamo proprio per questo: perché non segue le mode, semmai le guarda passare con un sorriso. Nel bicchiere sfoggia un colore ciliegia brillante che mette allegria. Il profumo delle fragole appena raccolte, i chicchi di melograno croccanti, le ciliegie mature e i petali di rosa sono accompagnati da un soffio agrumato che ricorda l’arancia sanguinella. In bocca è succoso, avvolgente eppur scattante, con una vena minerale che allunga il sorso e invita immediatamente al successivo. Sa essere goloso e serio allo stesso tempo, uno di quei vini che finiscono troppo in fretta perché, semplicemente, raccontano l’Abruzzo senza bisogno di alzare la voce.

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