
Unione Italiana Vini (UIV) promuove il nuovo testo sull’implementazione dell’European Beating Cancer Plan (BECA) approvato dalla Commissione Salute del Parlamento europeo. Un passaggio che arriva mentre il comparto affronta una significativa contrazione della domanda: i consumi mondiali di vino sono diminuiti dell’11% in volume negli ultimi quattro anni, mentre le esportazioni italiane hanno chiuso il 2025 a 7,7 miliardi di euro (-3,7%) e il primo semestre 2026 a -6,2%.
Per il presidente UIV Lamberto Frescobaldi, il nuovo testo rappresenta un risultato più equilibrato rispetto alle ipotesi iniziali, soprattutto perché distingue tra consumo di alcol e consumo dannoso e non introduce il principio del “no safe level”. Il documento passa ora all'esame della plenaria dell'Europarlamento, con il voto atteso in ottobre.
"La Commissione Salute del Parlamento europeo ha adottato un testo sull'implementazione dell'European Beating Cancer Plan che, per quanto riguarda il consumo di alcol, è certamente più equilibrato rispetto a quanto paventato - evidenzia Frescobaldi -, a partire dalla distinzione tra consumo tout court e quello 'dannoso' ('harmful'). Il testo, ora all'esame in plenaria, ribadisce quanto già stabilito: non tutto il consumo è dannoso, lo è quello compulsivo. E questo è un concetto fondamentale per l'approccio – da sempre moderato – al vino. Unione Italiana Vini auspica che l'indirizzo, anche politico, dato dall'Istituzione 4 anni fa e ribadito oggi in Commissione SANT non debba in futuro rientrare un'altra volta dalla finestra".
Tra gli elementi evidenziati da UIV c'è il riconoscimento dei progressi compiuti dal settore del vino, indicato nel comunicato come unica bevanda alcolica ad aver sviluppato strumenti per informare il consumatore su ingredienti e valori nutrizionali, anche attraverso l'etichettatura digitale.
Il nuovo documento affronta anche il tema della comunicazione commerciale. Le richieste del Piano BECA sulle limitazioni al marketing e alla promozione negli eventi sportivi vengono ricondotte alla potenziale esposizione dei minori. Per l'etichettatura, invece, l'attenzione resta concentrata sulle informazioni relative a valori nutrizionali e ingredienti.
Il risultato, secondo UIV, è un testo che prova a tenere insieme gli obiettivi di salute pubblica del piano europeo e la realtà di un comparto che sta attraversando una fase particolarmente complessa.
Il dato sui consumi mondiali si inserisce in una fase di pressione che coinvolge anche il commercio internazionale. Nel 2025 il vino italiano ha registrato vendite oltreconfine per 7,7 miliardi di euro, con una flessione del 3,7% sul valore. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati dell'Osservatorio UIV, il calo è stato del 6,2%, con oltre 3,6 miliardi di euro di esportazioni.
È questo lo scenario nel quale si colloca il passaggio del BECA, con il settore vitivinicolo chiamato a confrontarsi contemporaneamente con la riduzione della domanda e con un quadro europeo sempre più attento alle conseguenze del consumo di alcol.
Per Frescobaldi, il voto della Commissione Salute rappresenta quindi un passaggio da consolidare nel successivo esame parlamentare. L'auspicio del presidente UIV è che l'indirizzo già espresso dalle istituzioni europee quattro anni fa e ribadito ora in Commissione SANT non venga rimesso in discussione.
"UIV auspica che l'indirizzo, anche politico, dato dall'Istituzione 4 anni fa e ribadito oggi in Commissione SANT non debba in futuro rientrare un'altra volta dalla finestra" conclude il presidente.
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