
L'Umbria aggiunge un nuovo tassello al suo storico rapporto con l'olivo, diventando sede di una delle più ampie collezioni internazionali dedicate alla biodiversità genetica della specie. A Gubbio prende vita Domus Olear∑, il progetto promosso dal CNR-IBBR (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Bioscienze e BioRisorse) assieme all'Azienda Agricola Di Murro, che riunisce oltre 850 genotipi unici provenienti da 32 paesi olivicoli, compresi più di 400 genotipi di olivo selvatico e sottospecie, messi a dimora su oltre dieci ettari di terreno in località Montelovesco.
L’iniziativa porta sul terreno un lavoro scientifico sviluppato dal CNR-IBBR a partire da una banca dati internazionale di oltre 10mia genotipi di olivo. Non si tratta quindi soltanto di una raccolta di varietà, ma della costruzione di un patrimonio fisico nel quale materiali genetici provenienti da diverse aree del mondo possono essere conservati, osservati e studiati nello stesso contesto, con l'obiettivo di individuare caratteristiche utili al futuro dell'olivicoltura, dal miglioramento genetico alla capacità di adattamento a cambiamenti climatici e nuove fitopatie.
L'IDENTITÀ GENETICA DELLE PIANTEDietro la collezione c'è un articolato lavoro di caratterizzazione molecolare condotto dal CNR-IBBR di Perugia, sotto la responsabilità scientifica di Soraya Mousavi e quella tecnica di Roberto Mariotti. Attraverso marcatori genetici avanzati, alcuni sviluppati appositamente per il progetto, i ricercatori hanno potuto verificare l'identità delle diverse accessioni e distinguere casi di omonimia e sinonimia varietale: piante differenti indicate con lo stesso nome oppure lo stesso materiale genetico conosciuto con denominazioni diverse.
È un passaggio importante perché permette di associare a ciascuna pianta un'identità genetica verificata, riducendo uno dei problemi storici delle collezioni varietali dell'olivo. La raccolta diventa così una base di riferimento per attività di ricerca e programmi di miglioramento genetico, compresi breeding e genome editing, mettendo a disposizione materiali sui quali studiare caratteristiche e capacità di adattamento differenti.
Anche il riconoscimento internazionale va nella stessa direzione: Domus Olear∑ ha ricevuto il codice FAO IT481, che consente alla collezione di entrare nei circuiti internazionali delle risorse genetiche vegetali e di dialogare con altre strutture di conservazione e ricerca. Il patrimonio di Gubbio si inserisce infatti in una rete che comprende collezioni italiane del CNR e del CREA e importanti banche mondiali del germoplasma dell'olivo, tra cui quelle di Córdoba, Marrakech e Izmir, oltre alle strutture coordinate dal Consiglio Oleicolo Internazionale.
UN LABORATORIO A CIELO APERTOLa collocazione in Umbria non ha soltanto un valore simbolico. La presenza nello stesso ambiente di centinaia di genotipi differenti permette di osservare nel tempo come ciascuno reagisce alle condizioni climatiche e pedologiche locali, agli stress ambientali e alla pressione dei patogeni. La collezione diventa così anche un laboratorio a cielo aperto, nel quale confrontare materiali genetici molto diversi in condizioni omogenee.
La prospettiva è particolarmente rilevante per un'olivicoltura chiamata a confrontarsi con temperature più elevate, disponibilità idriche variabili e nuove criticità fitosanitarie. La ricerca di genotipi capaci di adattarsi meglio a condizioni difficili può offrire nel tempo nuove possibilità per il miglioramento delle piante e per la tenuta della filiera. Allo stesso modo, lo studio delle caratteristiche genetiche e dei metaboliti secondari può contribuire a individuare materiali con caratteristiche interessanti anche sul piano qualitativo e produttivo.
Il nome scelto per il progetto ne sintetizza la vocazione: Domus, una casa comune per gli olivi del mondo, mentre il simbolo ∑ richiama la sommatoria delle accessioni che compongono la collezione e che potranno essere ulteriormente integrate nel tempo. L'idea è dunque quella di un patrimonio non statico, ma destinato a crescere insieme alla ricerca e alle nuove acquisizioni.

La dimensione scientifica si accompagna a quella divulgativa. Domus Olear∑ è pensata anche come un archivio vivente della biodiversità, aperto a scuole, università e centri di ricerca, ma anche a olivicoltori, agronomi e appassionati. La possibilità di vedere direttamente piante originarie di Paesi e aree olivicole differenti consente di trasformare un patrimonio normalmente confinato nelle banche dati e nei laboratori in un luogo fisico di conoscenza e confronto.
A rendere operativo il progetto sul territorio è l'Azienda Agricola Di Murro, che ha messo a disposizione i terreni e cura, sotto la guida scientifica del CNR-IBBR, le attività di innesto, messa a dimora e crescita delle piante. Silvano Di Murro assume così il ruolo di custode di una collezione la cui prospettiva temporale va ben oltre quella di una normale coltivazione agricola: conservare materiale genetico significa infatti garantire la possibilità di studiarlo e utilizzarlo anche dalle generazioni future.
Presentata ufficialmente a Gubbio, Domus Olear∑ nasce infine come un progetto che mette in relazione ricerca pubblica, mondo agricolo e cooperazione internazionale. Il suo valore non sta soltanto nel numero delle accessioni raccolte, ma nella possibilità di trasformare quella diversità genetica in uno strumento concreto per conoscere meglio l'olivo e affrontare le sfide che attendono la sua coltivazione.
ULTIME
NOTIZIE
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.