
Cantina Tollo Group continua a investire sul territorio abruzzese, ma lancia l’allarme sul ricambio generazionale. “Il 70% dei vignaioli nel Chietino ha più di 70 anni e non ha eredi” – evidenzia il presidente del gruppo cooperativo Gianluca Orsini nell’intervista a VinoNews24.

Il gruppo teatino ha ampliato la propria base sociale con nuovi viticoltori, acquisendo 133 ettari di vigneto allevati con varietà autoctone come montepulciano, pecorino, trebbiano e passerina. Gli appezzamenti sono distribuiti in diversi areali nelle province di Chieti, Pescara e Teramo, e in minima parte anche in Molise e Puglia, con giacitura prevalentemente collinare e altitudini fino a 350-400 metri sul livello del mare. Il patrimonio aziendale sale così da 2357 a 2490 ettari.
Si tratta di appezzamenti appartenenti a piccoli produttori che, grazie a Vigneto Avanzato — il progetto che prevede una remunerazione per i soci basata su ogni ettaro lavorato e non su ogni quintale prodotto — possono contare su un reddito certo e sulle tecnologie messe a disposizione dall'azienda.
L'operazione arriva in una fase di mercato in contrazione, segnata dal dibattito sulla riduzione delle produzioni. Un contesto che il presidente Gianluca Orsini invita però a non leggere in chiave difensiva. “Se ci limitiamo solo a guardare le difficoltà di questo specifico momento - dichiara - rischiamo di costruire strategie fondate sulla paura e l'istintività”.

Di qui la scelta rivolgere lo sguardo oltre la congiuntura attuale. “Dobbiamo guardare al medio e lungo periodo se vogliamo costruire strategie efficaci – spiega - I prossimi anni saranno difficili e con sovraproduzioni, ma un’azienda come Cantina Tollo in questo contesto deve investire in giovani imprenditori, dinamici e capaci di introdurre innovazione e produrre qualità. Così facendo auspichiamo di scrivere la nuova storia aziendale e del territorio”.
Il nodo, per il gruppo - che comprende, oltre a Cantina Tollo, anche Feudo Antico, Auramadre e Borgo Venna - è strutturale e riguarda il ricambio generazionale. “L'invecchiamento dei produttori e il mancato ricambio generazionale, in Abruzzo, porterà a breve a un inevitabile abbandono di molte aree produttive – pronostica Orsini – E se arriveranno norme per l'estirpo ci sarà un'accelerazione di questo fenomeno”. Orsini fotografa il fenomeno con un dato: "circa il 70% dei vignaioli in provincia di Chieti ha più di 70 anni e non ha figli o collaboratori che continueranno l'attività”.
Una riflessione cruciale, nell’anno che vede Cantina Tollo festeggiare 66 anni di storia. “Nel 1960 alcuni visionari fondarono la nostra cooperativa – chiosa Orsini - con lo scopo di dare un futuro a questo territorio che si andava via via spopolando. Quello che per loro era il domani per noi rappresenta l'oggi, ed è nostro compito pensare ai giorni che verranno. L'acquisizione di nuovi ettari guarda proprio in questa direzione: reinvestiamo qui per permettere alle nuove generazioni di rimanere e di prendersi cura di un luogo dove la viticoltura e il vino sono presenti da secoli, intrecciati con la nostra cultura e le tradizioni locali”.

I 133 ettari aggiunti da Tollo al portafoglio sono vigne a bassa produzione e di grande qualità – precisano dall’azienda - e per posizionamento, età e caratteristiche rispondono ai requisiti di Vigneto Avanzato, definito “un'iniziativa di sostenibilità sociale, ambientale ed economica che ha cambiato la filosofia produttiva dell'azienda, permettendo di ottenere una costanza qualitativa e rendendo ogni socio un tassello fondamentale della cantina”.
L'ampliamento, tiene a precisare Orsini, non comporta un aumento meccanico dei volumi, perché “non si traduce in un incremento automatico e proporzionale a volume”. Le nuove uve saranno integrate nella programmazione produttiva in base alla vocazione dei vigneti, all'età degli impianti e alle caratteristiche delle uve. “Avremo quindi una maggiore disponibilità di uva, ma gestita in modo selettivo e graduale: l'obiettivo non è produrre di più, bensì garantire continuità qualitativa, tracciabilità e una migliore capacità di rispondere ai mercati”.
Sul fronte del vitigno, l'operazione rafforza la vocazione autoctona del gruppo. “L'ampliamento rafforza la componente autoctona, fulcro della nostra identità - osserva il presidente - valorizzando i nuovi vigneti e il legame con l'Abruzzo. Cresce soprattutto il peso del montepulciano e delle varietà bianche regionali; gli internazionali mantengono un ruolo complementare per specifiche linee e mercati”.
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