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La battaglia sulle accise della Scotch Whisky Association

La battaglia sulle accise della Scotch Whisky Association

di Giambattista Marchetto | 3 Agosto 2026

La potente (e brillante) SWA rilancia il contrasto all’applicazione delle accise. La proposta: “Il whisky è il primo export alimentare del Regno Unito, il Tesoro lo tuteli con un congelamento pluriennale delle imposte”.

Quando si dice fare lobby con intelligenza… si guarda alla Scozia. La Scotch Whisky Association (SWA) è tornata a chiedere al governo britannico un intervento sulla fiscalità che grava sul whisky scozzese, in vista dell'Autumn Budget. La richiesta è netta: congelare l'accisa non solo per l'anno in corso, ma per l'intera legislatura, così da garantire al settore la stabilità necessaria per affrontare l'incertezza globale. A questa si affianca una seconda proposta: evitare qualsiasi ampliamento del divario di accisa tra il whisky e le altre categorie di alcolici, che secondo l'associazione non farebbe che aggravare lo svantaggio competitivo già subito dai distillati.

Il commento della SWA alla decisione della Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, che ha annunciato un aumento dell'accisa sugli alcolici legato all'inflazione RPI, è stato critico: secondo l'associazione la scelta di aumentare ulteriormente l'imposta sul whisky mette “ulteriore pressione su un settore che soffre perdite di posti di lavoro, investimenti bloccati e chiusure di imprese”.

la Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves in visita a una distilleria
la Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves in visita a una distilleria

In vista del budget, la SWA chiede che il Tesoro ascolti le preoccupazioni concrete delle imprese e che la Cancelliera intervenga per ridurre il carico fiscale, definito “tra i più elevati a livello globale”. L'obiettivo, secondo l'associazione, è alleggerire la pressione sui produttori, dare alle aziende margine per investire e sostenere un prodotto interamente britannico “dal chicco al bicchiere, da Annandale a Orkney”.

La campagna #SupportScotch ha raccolto in queste settimane il sostegno di parlamentari di diverso orientamento politico, che hanno pubblicamente appoggiato la richiesta di un congelamento pluriennale dell'accisa sugli spirits.

IL PESO DEL WHISKY SUL SISTEMA BRITANNICO

I distillatori rivendicano privilegi? Non è proprio così. I numeri riportati dalla SWA delineano la centralità del comparto per l'economia del Regno Unito. Le esportazioni di Scotch Whisky hanno raggiunto un valore di 5,4 miliardi di sterline nel 2024. L'industria del whisky scozzese sostiene 66mila posti di lavoro in tutto il Regno Unito - di cui oltre 40mila in Scozia - coinvolgendo produzione, logistica, ospitalità e altri ambiti. Nel 2024 si sono inoltre registrate 2,7 milioni di visite alle distillerie scozzesi.

La SWA sottolinea dunque come il whisky sia il principale prodotto alimentare e agroalimentare d'esportazione del Regno Unito, elemento integrante dell'agenda di crescita del governo.

FISCO: UN AUMENTO DEL 14% IN DUE ANNI

Sul fronte interno, la SWA evidenzia che gli spirits come lo Scotch rappresentano un terzo delle vendite nei locali, ma i rincari dell'accisa decisi dal Tesoro hanno fatto salire in modo significativo il prezzo di una bottiglia di whisky, a seguito di un aumento cumulato del 14% dell'accisa in soli due anni. A questo si aggiunge la crescita dei costi di produzione - costi del lavoro, materie prime - e l'onere aggiuntivo delle tariffe legate alla Extended Producer Responsibility.

Scotch whisky in invecchiamento
Scotch whisky in invecchiamento

L'associazione contesta anche l'efficacia fiscale di questa linea. Secondo la SWA, i recenti aumenti dell'accisa non hanno prodotto il gettito promesso: l'Office for Budget Responsibility (OBR) ha rivelato che le previsioni erano state sovrastimate. Nel 2024/25 il Tesoro ha incassato 4,165 miliardi di sterline di accisa sugli spirits, ovvero 676 milioni (il 14%) in meno rispetto alla previsione biennale formulata dall'OBR nel marzo 2023. Nonostante l'aumento cumulato del 14% dell'accisa sugli spirits da novembre 2023, il gettito del Tesoro derivante dai distillati è rimasto sostanzialmente fermo.

Sul tema della disparità fiscale, la SWA porta avanti la campagna "Pour Scores", secondo cui gli spirits sono tassati in modo penalizzante rispetto ad altri prodotti alcolici come birra e sidro, pur avendo un contenuto inferiore sia in unità alcoliche sia in calorie per drink. La posizione dell'associazione è sintetizzata nell'argomento per cui “una gradazione più alta non significa un danno maggiore e non dovrebbe tradursi in una tassazione più alta”.

LE PRESSIONI SUI MERCATI ESTERI

Alle difficoltà interne si sommano quelle sui mercati globali. I dazi negli Stati Uniti - il primo mercato per valore del whisky scozzese - stanno incidendo sulla certezza, sulla programmazione e sulle quote di mercato dei produttori. L'accordo di libero scambio tra Regno Unito e India (UK-India FTA) è stato accolto positivamente dal settore, ma la SWA precisa che i benefici saranno di lungo periodo, forse fino a dieci anni nel futuro, mentre la sicurezza e la fiducia per le esportazioni servono adesso.

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