
Altro che "generazione astemia". Secondo l'ultima rilevazione Bevtrac di IWSR — il sondaggio semestrale sui comportamenti di consumo condotto dalla società di analisi del beverage alcolico — il tasso di consumo tra i Gen Z in età legale si è stabilizzato al 74% in quindici mercati chiave: un dato in crescita rispetto al 66% di tre anni fa e ormai quasi identico al tasso della popolazione adulta complessiva, fermo al 76%.
A sorprendere è invece il fronte opposto: i Boomer registrano cali significativi su tutte le metriche di consumo e presentano oggi il tasso di partecipazione più basso di qualsiasi generazione, appena il 71%, con il minor numero di occasioni di consumo e la media più contenuta di drink per occasione (2,6). In vetta restano i Millennial con l'81%, seguiti dalla Gen X al 77%.
"La narrazione della Gen Z come generazione della moderazione è ormai definitivamente smentita - afferma nel report Marten Lodewijks, presidente e managing director di IWSR - Pur creando nuovi modelli di relazione con l'alcol, i consumatori Gen Z bevono più o meno agli stessi livelli del resto della società". E aggiunge una provocazione: "se il trend continua, potrebbero essere i Boomer, non la Gen Z, a meritare il titolo di generazione della moderazione".

I giovani, però, bevono a modo loro: sono i più forti consumatori di cocktail (84% negli ultimi sei mesi), i più attenti alle linee guida sanitarie governative (49%) e i più propensi a bere in compagnia di cinque o più persone (18%). Oggi rappresentano il 17% della popolazione di consumatori, quota destinata a crescere.
Il quadro complessivo racconta comunque una moderazione diffusa: la partecipazione resta stabile (76% contro il 75% di tre anni fa), ma calano frequenza delle occasioni e quantità consumate, scese a 3,9 drink per occasione dai 4,4 del 2024-2025. Per IWSR si tratta di un cambiamento strutturale e non ciclico, guidato da scelte di stile di vita e motivazioni di salute. "Il numero di persone che bevono resta costante - sintetizza Lodewijks - ma la frequenza e la quantità per occasione stanno diminuendo", complice l'incertezza economica ma con una evidenza crescente: dove i redditi crescono, i consumi di alcolici non tengono il passo.
A livello geografico il quadro non è uniforme. Nel Regno Unito la partecipazione complessiva è all'82% (stabile rispetto a tre anni fa), ma tra i Gen Z sale al 76%, dieci punti in più rispetto al 66% di tre anni fa. In India, tra i consumatori urbani ad alto reddito, la partecipazione è al 77% (dal 67%), con i Gen Z addirittura all'80% (dal 60% di tre anni fa). Negli Stati Uniti il quadro è più stabile: partecipazione complessiva ferma al 70%, con i Gen Z al 71% (dal 68% di due anni fa). Fa eccezione la Cina, unico mercato dove la spinta verso la moderazione non si è manifestata in modo significativo: la partecipazione tra gli high-income urbani è salita all'89% (dall'86%), mentre tra i Gen Z resta invariata all'85%.
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