
Liv-ex, la piattaforma globale di scambio e analisi dati dedicata al fine wine, nella nuova analisi sull'attività di trading dell'ultimo anno, individua un gruppo di vini che sta riconquistando l'interesse del mercato, con aumenti costanti nei prezzi di transazione. I risultati mettono in luce alcune aree di tenuta all'interno del mercato del fine wine e offrono indicazioni su dove potrebbero emergere le prossime occasioni per gli acquirenti.
Bordeaux è la regione che ha espresso il maggior numero di vini in crescita nell'ultimo anno, complice la sua liquidità elevata. A dominare è Mouton Rothschild, presente in classifica con ben cinque annate: 2005, 2008, 2010, 2015 e 2018. Il 2015 in particolare ha mostrato una performance solida lungo tutto il periodo, tornando a trattare vicino ai livelli di prezzo del 2020, con la maggior parte del rialzo concentrata nella seconda metà del 2025.
Anche Lafite 2015 tratta oggi sui livelli di prezzo del 2020, ma con una dinamica leggermente diversa rispetto al Mouton: qui non ci sono ancora segnali di un assestamento dei prezzi. Uno spread di scambio contenuto e uno slancio rialzista costante lasciano intravedere un margine di ulteriore apprezzamento.
Lafite 2021, Lafite 2019 e Lynch-Bages 2018 raccontano anch'essi una storia simile: dopo un calo tra il secondo e il terzo trimestre 2025, i prezzi hanno segnato un progressivo recupero trimestre dopo trimestre. Per gli operatori del settore, questi movimenti pesano più di quanto potrebbero far pensare i numeri da soli: Bordeaux resta il segmento più profondo e liquido del mercato secondario, e un rialzo costante su vini molto scambiati riflette una convinzione d'acquisto ripetuta nel tempo, non transazioni isolate.

Anche lo Champagne, grazie alla sua relativa liquidità, compare con diverse etichette in questa analisi. L'indice Champagne 50 sembra aver trovato sostegno sul proprio trend di lungo periodo, un segnale che rende la regione da tenere d'occhio nella fase di ripresa. Ma le performance più interessanti dell'ultimo anno arrivano soprattutto dai chapagne non vintage: il Pol Roger Reserve Brut è passato da un prezzo medio di scambio di 284 sterline nel secondo trimestre 2025 a 294 sterline nel secondo trimestre 2026, mentre il Jacques Selosse Initial è salito da 3.264 a 3.569 sterline nello stesso periodo.
La presenza dello Champagne in questa classifica è particolarmente significativa se si considera la pressione subita dalla categoria durante la più ampia correzione di mercato. I segnali di sostegno sull'indice Champagne 50, uniti alla tenuta di diverse etichette non vintage, potrebbero indicare che gli acquirenti stanno iniziando a riconoscere valore agli attuali livelli di prezzo.
Sophia Gilmour, analista di mercato di Liv-ex, offre una lettura d'insieme del fenomeno: "Alcuni vini - spiega - hanno probabilmente ancora margine di ribasso, mentre altri sembrano aver trovato un punto di equilibrio e mostrano ora una lenta risalita. Per chi cerca il momento più sicuro per muoversi sul mercato attuale, le etichette che hanno già dato prova di aver toccato il proprio minimo potrebbero rappresentare il punto di partenza più ragionevole".

Il quadro che emerge dall'analisi non è quello di una ripartenza corale del mercato, ma di un recupero selettivo. Se da un lato molti vini trattano oggi sopra i minimi del 2025, un trend rialzista realmente consistente resta più raro da individuare: anche quando i prezzi esposti online iniziano a salire, mancano spesso dati di vendita pubblici sufficienti a confermare la tendenza. Per questo Liv-ex ha scelto di basare l'analisi esclusivamente sui propri dati di transazione, con l'obiettivo di restituire un quadro affidabile.
Il risultato è un mercato in cui la fiducia torna a costruirsi a macchia di leopardo: le regioni più scambiate — Bordeaux in testa — offrono i segnali più chiari, ma non mancano opportunità anche altrove, a conferma di una domanda che si sta ricomponendo per aree specifiche più che sull'intero mercato.
Il messaggio per gli operatori, conclude il report, è che in un mercato ancora incerto non conviene aspettare una ripresa generalizzata: può convenire di più concentrarsi sui vini per cui i dati di transazione mostrano già una domanda in miglioramento e prezzi in rafforzamento. In fasi come questa, osservare dove gli acquirenti tornano con costanza resta uno degli indicatori più affidabili per capire dove sta andando la prossima fase del mercato.

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