
Nessun taglio al bilancio della PAC e finanziamenti al comparto vitivinicolo interamente a carico dell'Unione europea, senza cofinanziamenti nazionali: è la richiesta unitaria che le associazioni di settore di Francia, Italia e Spagna rivolgono ai rispettivi governi e alla Commissione europea, in vista del nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034. La posizione è emersa dall'incontro annuale del Gruppo di contatto, tebutosi a Irouléguy, in Francia, occasione di confronto tra le rappresentanze nazionali del comparto. Al centro del dibattito anche le principali criticità che il settore sta affrontando: gli effetti dei cambiamenti climatici su raccolti e competitività, il rallentamento dei consumi a livello globale, l'instabilità dei mercati export e del contesto geopolitico, l'aumento dei costi di produzione e la necessità di una maggiore semplificazione amministrativa.
Le associazioni ribadiscono una posizione che rimane invariata da mesi: la Politica Agricola Comune (PAC) deve continuare a sostenere il settore con risorse sufficienti e mirate, e il relativo bilancio non va ridotto. In particolare, i finanziamenti destinati al comparto vitivinicolo dovranno restare interamente a carico dell'Unione europea, senza essere in parte cofinanziati dai singoli Stati membri: un'ipotesi che, secondo le associazioni, rischierebbe di generare disparità di sostegno tra i diversi paesi, frammentare il mercato unico e indebolire l'intero comparto a livello europeo. Prima di considerare soluzioni alternative, il settore chiede che nella nuova PAC vengano attuati e integrati gli strumenti già previsti dal cosiddetto pacchetto vino, mantenendo coerenza con budget, misure e tassi di cofinanziamento attuali.

Le associazioni esprimono apprezzamento per il lavoro svolto dal commissario europeo all'Agricoltura, Christophe Hansen, sul pacchetto vino, citando in particolare le misure su dealcolazione ed etichettatura digitale, che ora dovranno essere attuate senza ulteriori ritardi. Il settore chiede inoltre che l'Unione europea preveda un periodo di transizione capace di garantire continuità all'intervento settoriale in vista del nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, affinché il lavoro degli ultimi due anni non vada perso nel passaggio alla nuova programmazione.
Il documento congiunto tocca infine il tema del consumo responsabile: il settore ribadisce che il vino, se consumato con moderazione, resta un prodotto di piacere e di cultura compatibile con uno stile di vita sano, e si dice pronto a sostenere una lotta chiara contro l'abuso di alcol, chiedendo in cambio una promozione costante del consumo responsabile da parte delle autorità pubbliche dei tre Paesi.
All'incontro hanno partecipato le principali sigle agricole e vitivinicole dei tre Paesi: per l'Italia Alleanza delle cooperative agroalimentari, Assoenologi, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Fivi e Unione Italiana Vini; per la Francia Fnsea, La Coopération agricole - Vignerons coopérateurs de France, Vignerons indépendants de France, Cnaoc, Vinigp, Cniv e Umvin; per la Spagna Aeve, Asaja, Cooperativas Agro-alimentarias, Cecrv, Coag, Fev, Oive e Upa.
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