
Il Valpolicella chiude il 2025 con quasi 57,5 milioni di bottiglie prodotte, confermandosi tra le denominazioni rosse più solide del Veneto grazie a un vigneto stabile e a una presenza export in costante espansione. È quanto emerge dalla sesta edizione del Valpolicella Annual Report del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, presentato a Venezia a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, alla presenza del governatore Alberto Stefani .
I volumi segnano una flessione del 3% rispetto al 2024, un dato che il Consorzio legge come una scelta di fase più che come un segnale di debolezza: "Il nostro compito non è inseguire i volumi, ma preservare il valore della denominazione" spiega il presidente Marchesini. Il Valpoliucella conta infatti su un vigneto stabile a 8.614 ettari, distribuito tra 19 comuni e 11 vallate, e una filiera che annovera oltre 2200 aziende tra produttori, vinificatori e imbottigliatori. Verona resta il comune con la maggiore superficie vitata (15%), davanti a Negrar e San Pietro in Cariano (13% ciascuno) e Illasi (11%).
La contrazione dei volumi ha riguardato tutte le principali tipologie della denominazione. L'Amarone e il Recioto si sono fermati a 13,58 milioni di bottiglie (-2,4%), il Ripasso a 27,37 milioni (-3,7%) e il Valpolicella base a 16,50 milioni (-2,7%). Sul fronte della materia prima, la produzione 2025 si è attestata a 840.510 quintali di uva, di cui 327.545 quintali destinati all'appassimento, tornando ai livelli del 2016.
"La congiuntura internazionale richiede oggi una responsabilità ancora maggiore", aggiunge Marchesini, sottolineando l'impegno del Consorzio a "governare con equilibrio la produzione" e a rafforzare la promozione sui mercati "con una visione di lungo periodo" e con l'obiettivo di "consolidare il ruolo" del Valpolicella a livello internazionale.

Sul fronte dell'internazionalizzazione, il Consorzio ha promosso nel 2025 27 attività in 16 paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Giappone, Corea del Sud e Singapore, distribuite sui cinque continenti, a fronte di una presenza commerciale della denominazione che tocca complessivamente 87 mercati.
Il report evidenzia infine modelli produttivi differenziati a seconda della dimensione aziendale: nelle piccole realtà il Valpolicella Doc pesa per il 40% dell'imbottigliato, mentre nelle aziende medio-piccole, medio-grandi e grandi è il Ripasso a prevalere, con una quota tra il 45% e il 50%. Stabile in tutte le categorie il peso di Amarone e Recioto, tra il 19% e il 26% del portafoglio.
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