
Dall'assemblea dell'Unione Italiana Vini a Roma arriva una fotografia aggiornata — e in parte rassicurante — sul fronte dei dazi americani. A tracciare lo scenario è stato Alfredo Conte, vice direttore generale per l’Europa e direttore centrale per la Politica Commerciale Internazionale al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha aperto il suo intervento riconoscendo che gli Stati Uniti si ritengono vincolati agli impegni presi e intendono rispettarli — un primo segnale, ha detto, di quell'orizzonte di certezza e prevedibilità che le imprese chiedono da tempo nei rapporti con Washington.
Conte ha poi fornito una notizia concreta e verificabile: i dazi legati alla vecchia disputa aeronautica Boeing-Airbus — che in passato avevano coinvolto anche vino e distillati, pur non essendo stati introdotti dall'amministrazione Trump ma risalendo al periodo precedente a quella Biden — restano sospesi. Un provvedimento della Commissione Europea, ha spiegato, entrerà in vigore l'11 luglio confermando questa sospensione a tempo indeterminato: il rischio che tali misure tornassero in vigore, dunque, non si materializzerà.
“Resta invece un margine di incertezza, più di forma che di sostanza - precisa Conte - sulle misure tariffarie attualmente attive”. Il riferimento è ai dazi reciproci orizzontali introdotti dall'amministrazione americana il 2 aprile dello scorso anno (il cosiddetto "Liberation Day"), dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema il 20 febbraio di quest'anno per eccesso di potere dell'esecutivo, hanno lasciato spazio a misure temporanee in scadenza il 24 luglio.
Cosa succederà a quella data? Secondo Conte, “con ogni probabilità entreranno in vigore nuove misure dello stesso tenore, poiché l'amministrazione USA ha nel frattempo avviato due indagini (una per sfruttamento del lavoro e una per concorrenza sleale) che punterebbero a offrire una base giuridica alternativa a provvedimenti già bocciati in sede giudiziaria”.

Sul punto più atteso dagli operatori, Conte è stato però netto: sia la Commissione Europea che la diplomazia italiana hanno ricevuto rassicurazioni dalla controparte americana per cui “il risultato finale non cambierà rispetto alle intese già discusse, con un livello dei dazi che non dovrebbe eccedere il 15% anche per questa categoria di prodotti”. Resta aperta, e non abbandonata, la richiesta italiana ed europea di un'esenzione specifica per il vino: un negoziato che, ha ricordato Conte citando il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, punta nel lungo periodo a un mercato transatlantico senza barriere tariffarie — obiettivo che si scontra con la preferenza dell'amministrazione americana per lo strumento daziario, ma su cui resterebbe comunque disponibilità al dialogo. Conte ha infine richiamato le opportunità aperte da altri fronti negoziali: gli accordi con Mercosur e India, e quello con l'Australia, non ancora consolidato ma con trattative concluse.
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