
Il futuro del vino europeo passa dal Wine Package, il pacchetto di misure presentato dalla Commissione europea per accompagnare il settore in una fase segnata dal calo dei consumi, dagli effetti del cambiamento climatico e dalle tensioni geopolitiche. Le proposte, ora al centro del confronto tra le istituzioni europee, puntano a rendere più flessibili gli strumenti di gestione del potenziale produttivo, sostenere gli investimenti, favorire l'innovazione, sviluppare l'enoturismo e aprire nuove opportunità anche per i vini dealcolati e a bassa gradazione.
A fare il punto sulle prospettive del comparto è stato l'European Wine Summit, promosso a Taranto dal Comité Européen des Entreprises Vins (CEEV) insieme ai partner italiani Federvini e Unione Italiana Vini (UIV). L'iniziativa ha riunito oltre 130 rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, delle imprese, del mondo accademico e delle organizzazioni di settore, con la partecipazione del Commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen, del presidente di ICE Matteo Zoppas e, in videocollegamento, del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Il confronto parte da uno scenario che impone un ripensamento delle politiche di settore. Secondo i dati richiamati durante il summit, il consumo mondiale di vino è passato da 242 milioni di ettolitri nel 2016 a una stima di 208 milioni nel 2025, con una flessione del 14% nell'ultimo decennio. Anche il commercio internazionale rallenta: dopo il record di 38 miliardi di euro raggiunto nel 2022, il valore degli scambi è atteso a 33,8 miliardi nel 2025.
Per la filiera, è necessario accompagnare questa fase con strumenti capaci di sostenere investimenti, innovazione e apertura ai mercati, preservando al tempo stesso la sostenibilità economica delle imprese. Un sistema che oggi genera circa 130 miliardi di euro di valore per l'economia europea e rappresenta uno dei principali asset dell'agroalimentare dell'Unione.
Tra i temi affrontati anche il futuro della Politica agricola comune, il rapporto tra vino e politiche sanitarie e la necessità di mantenere aperti i mercati internazionali in una fase di crescente instabilità.
"Il vino europeo è molto più di un prodotto agricolo: fa parte del nostro patrimonio culturale, delle nostre identità regionali e delle economie rurali", ricorda il Commissario europeo Christophe Hansen, ribadendo che il Wine Package nasce per mettere a disposizione degli Stati membri strumenti concreti per rafforzare la competitività del settore.
Dal confronto è emersa una posizione condivisa da CEEV, Federvini e UIV: il comparto ha bisogno di una strategia europea di lungo periodo che coniughi competitività, sostenibilità e innovazione, mantenendo un dialogo costante tra istituzioni e filiera per affrontare le trasformazioni del mercato e recuperare attrattività nei confronti dei consumatori.
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